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25
Lug

on 25 Luglio 2010. Pubblicato in Numeri Luglio 2010 - Numero 175 del 22/07/2010

L'ALLARME

Diventa un caso la coltivazione di mais geneticamente modificato in un campo del Friuli. La task force che si oppone lancia un appello al capo dello Stato mentre la Procura prende tempo

Ogm a Pordenone,
Sos a Napolitano

Mais geneticamente modificato è stato seminato illegalmente nel comune di Fanna, in provincia di Pordenone. Si rischia così la prima estesa contaminazione da Ogm in Italia. E mentre la procura di Pordenone prende un mese di tempo per portare avanti le analisi sui campioni prelevati dal terreno la Task Force per un’Italia libera da Ogm, di cui Slow Food Italia fa parte, ha deciso di appellarsi con una lettera inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Siamo di fronte a un fatto gravissimo – dichiara Roberto Burdese presidente di Slow Food Italia -. Un agricoltore fuorilegge, che ha seminato mais transgenico, sta mettendo a rischio l’agricoltura del suo territorio. Si prospetta dunque un danno difficilmente quantificabile, e incredibilmente chi ha il dovere di agire, non ordina l’immediata distruzione dei campi Ogm”. I campi Ogm nella provincia di Pordenone, infatti, violano il Decreto Legislativo n.212 dell’aprile 2001, che prevede il rilascio di una specifica autorizzazione in assenza della quale è prevista la pena dell’arresto da sei mesi a tre anni o dell’ammenda fino a più di 51 mila euro. Disposizioni che mirano a garantire i prodotti tradizionali e biologici dalla contaminazione con quelli transgenici ed a evitare un danno all’ambiente. Dal 10 luglio un campo è stato identificato e posto sotto sequestro e sono stati prelevati dei campioni per verificare la presenza di mais Ogm. Questi test secondo Slow food richiedono tre giorni di tempo, “ma la Procura di Pordenone ha deciso – si legge in un loro comunicato - di non fare niente fino ai primi d’agosto, quando il polline si sarà ormai disperso”.
Intanto è già partita la lettera appello al Presidente Giorgio Napolitano: “Siamo costretti a chiederLe – scrivono gli aderenti alla Task Force - di intervenire con urgenza perché riteniamo che, a causa di una tardiva azione della Magistratura, stia per concretizzarsi sul territorio nazionale la minaccia di una contaminazione da piante transgeniche. Le chiediamo quindi, rispettosamente, di fare tutto quanto in Suo potere per segnalare alla procura di Pordenone di procedere immediatamente agli accertamenti del caso in modo da poter scongiurare ogni ipotesi di contaminazione da piante transgeniche”.

Piera Zagone

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