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on 29 Settembre 2010. Pubblicato in Numeri Ottobre 2010 - Numero 186 del 07/10/2010

LA PROVOCAZIONE

A scorrere la lista delle etichette premiate dal Gambero rosso scopri che quasi sempre c'è il wine maker di grido che arriva dal Nord. Ce n'è per riflettere

Ma i siciliani
sanno fare il vino?

Una lettura attenta degli ambiti "tre bicchieri" attribuiti a 15 vini siciliani dalla guida 2011 del Gambero Rosso impone uno spunto di riflessione che probabilmente farà discutere. Ma ben venga il dibattito. E speriamo che sia anche ampio. Dunque, dietro a molte delle etichette c'è quasi sempre un wine maker di grido. Non è una novità ma la tendenza resiste. Ad ogni moda, ad ogni tempo, alle crisi di liquidità ed economiche in cui versano molte cantine, ad ogni voglia di essere a tuti i costi un po' controcorrente. Ecco allora Carlo Ferrini che da solo firma quattro etichette (anche se adesso non è più il consulente enologico di Donnafugata). E poi c'è Lorenzo Landi, Mario Ronco, Stefano Chioccioli, Donato Lanati, Alessandro Cellai, forse manca Riccardo Cotarella ma è solo un caso. Nomi di altissimo lignaggio nel firmamento enologico nazionale e internazionale.  E a cui probabilmente la Sicilia del vino deve qualcosa, perché se l'Isola è stata sdoganata nel mondo un merito ce l'hanno anche loro. Ma c'è anche il rovescio della medaglia. Intanto perché viene fuori in modo netto quanto sia difficile essere profeti in patria. E poi perché probabilmente un po' di professionalità locale, a chilometri zero diremmo, viene un pizzico mortificata dai riconoscimenti delle guide. Conta il vino, lo so. E quello buono, eccellente, va premiato. E se i wine maker che giungono dal Nord lo fanno bene, nulla da dire. Ed infatti ci sorge un dubbio che non riusciamo più a sopprimere. Premesso che territorio e uva fanno la loro parte determinante, i siciliani sanno fare il vino?

F. C.

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Commenti  

 
0 #1 roberto gatti 2010-09-29 15:59 certo che lo sanno fare :
i primi nomi che mi vengono alla mente :
Salvo Foti
Tonino Guzzo
ecc.
Non credo siano secondi a nessuno…, ma come recita un antico proverbio latino :
nemo propheta in patria
Citazione
 
 
0 #2 Giancarlo Moschetti 2010-09-29 19:30 Si, caro Fabrizio, i siciliani sanno fare il vino e penso che i 3 bicchieri non possano riassumere la bravura o meno degli enologi siciliani. Piuttosto vai a vedere quanti bravi enologi siciliani hanno prodotto vini con 2 bicchieri rossi, quelli che, per tante cause non attinenti alla qualità, non sono riusciti a salire sul podio finale.
un abbraccio
Citazione
 
 
0 #3 Francesco Spadafora 2010-09-29 19:40 Secondo me sì, i siciliani sanno fare il vino. E poi ovunque esistono quelli che lo fanno bene e quelli che lo fanno e basta. E ancora: qual è la differenza fra quelli che lo fanno meglio? La regione di appartenenza? Non credo. Citazione
 
 
0 #4 Francesco 2010-09-30 09:34 Oltre Salvo Foti e Tonino Guzzo, aggiungerei Vincenzo Bambina. Ma il problema è reale: troppe consulenze "NON SICILIANE" tra i vini premiati. Quindi, in linea generale, vale il rilievo che i siciliani il vino non lo sanno fare. Per vendersi meglio hanno bisogno di un "testimonial" importante, altrimenti sono dolorissimi. Citazione
 
 
0 #5 Claudia 2010-09-30 10:33 Secondo me il problema è politico e non tecnico.
Gli enologi siciliani hanno bastanza peso per far premiare i propri vini?
Un consiglio … invece di acquistare guide su guide compriamoci qualche bottiglia in più e impariamo a giudicare da soli e senza preconcetti…
Citazione
 
 
0 #6 Ciro Biondi 2010-09-30 12:02 A mio parere il vino deve essere fatto dal produttore “vignaiolo” e deve essere l'espressione delle vigne.
Il lavoro dell’Enologo, importantissimo , deve essere di supporto tecnico.
L’impronta del territorio è assai più importante di quella di un famoso Enologo e se questo significa non prendere i tre bicchieri chi se ne frega.
Grazie a Dio ci sono le chiocciole, le bottiglie e i grappoli e soprattutto, grazie a Dio, ci sono i complimenti di chi il vino lo ama lo compra e lo beve.
Citazione
 
 
0 #7 Maria 2010-09-30 12:16 Forse gli enologi siciliani spendono il loro tempo a lavorare seriamente, piuttosto che fare "fumo" e farsi fare pubblicità. Ed è per questo che non vengono mai valorizzati per quello che valgono!! Citazione
 
 
0 #8 Marco 2010-09-30 12:40 il problema è che i vini premiati e firmati dai grandi enologi di Siciliano hanno poco!
vedi scritto Nero D'Avola e poi sono Syrha,petit verdò ecc.
la realtà è che le consulenze sono uno dei mali del vino!
come si fa a seguire tante aziende e a dare il miglior prodotto se non lo si segue quotidianamente ?
semplice: tutti seguono protocolli più o meno uguali!
preferisco chi ha un enologo interno e basta o ancor di più il produttore che si fa il vino da se, senza pagare il consulente che il prodotto lo deve garantire anche nelle annate peggiori! è pagato profumatamente!

la Sicilia è piena di produttori validi, dobbiamo essere noi consumatori a sotenerli non le guide "ruba soldi"!

il vero vino siciliano lo faranno sempre i siciliani!!
Citazione
 
 
0 #9 alessio planeta 2010-09-30 12:43 Caro Direttore,
non credo che geneticamente il siciliano abbia - anche - questa tara. I giovani enologi siciliani sono preparati, adorano il prorio lavoro, sono dinamici, viaggiano , si aggiornano , si confrontano tra di loro - tutte cose non comuni per i siciliani - e i risultati mi sembrano evidenti. 20 anni fa il 90 % dei vini di qualità siciliani aveva dietro un tecnico del continente ( Pejra, Giacosa, Torrengo, Tachis) oggi i numeri mi sembrano molto diversi e aggiungo che dietro i buoni risultati ottenuti dai consulenti ci sono anche i meriti di tecnici preparati nelle aziende. Se ne vuoi conferma chiedi proprio ai consulenti come lavorano coi tecnici siciliani.
Buona vendemmia a Siciliani e non Siciliani
Citazione
 
 
0 #10 Leonardo Nicotra 2010-09-30 15:24 La questione è seria, non fosse altro perchè gli "stranieri", nella loro patria (e non solo) sono profeti!
Premesso che il vino buono lo sappiamo fare e che già alcune eccellenze non trovano spazio in questa come in altre guide, mi (vi) chiederei: ma è possibile che in Sicilia ci sono soltanto 15 cantine che meritano i tre bicchieri ? E' davvero presuntuoso e imperdonabile sostenere che NON è possibile ?
Citazione
 
 
0 #11 Luca Messina,Zurigo 2010-09-30 16:01 ma sicuro che lo sanno fare! Il problema?
Politico…anche, si! Finanziario…di sicuro! Con i soldi e molto meno
difficilie fare GRANDI vini. Ma con mezzi ridotti, limitati, fare dei buonissimi prodotti a qualità-prezzo ecellente non si puo essere meno bravi dei "grandi" !! sbaglio? forse! Quante cantine piccole ci sono che anno fatto 2 Bicchieri? Tanti! Dunque, fate lavorare la gente e rispettate la professionalità . Ma sopra tutto, dategli tempo!!
Una domanda; non credete che per il Zibbibo secco sia arrivato il tempo di (ri)lancio??

Carissimi saluti da Zurigo
Luca
Citazione
 
 
0 #12 Giusto Occhipinti 2010-09-30 17:28 ogni produttore che mette se stesso in vigna e in cantina è un " 3 bicchieri" il resto è solo un gran parlare, anche se molto divertente e stimolante.
Se è vero che il tempo è un galantuomo, non vedo il problema, perché il vino regge il tempo per anni ed anni e una guida è già vecchia il giorno dopo.
Forse se io avessi proprio il piacere di fare una guida, andrei a riassaggiare tutti i "vecchi" tre bicchieri.un caro saluto
Giusto Occhipinti
Citazione
 
 
0 #13 irene 2010-09-30 20:38 Ogni consulente grande o piccolo che sia vede, assaggia, ed opera il più delle volte attraverso gli occhi, il naso e la testa dei tecnici altamente preparati e specializzati per lo più siciliani, che lavorano nelle cantine e nei laboratori di tutte le aziende siciliane!
Anche su questo c'è da riflettere!
Buona vendemmia!
Citazione
 
 
0 #14 giacomo manzo 2010-10-01 11:30 Io credo che il prof. Moschetti e l'amico Francesco Spadafora abbiano ragione.
Di Enologi Siciliani bravi c'è ne sono. E sono tanti e che spesso lavoro dietro le quinte a preparare i vini per questi bravi colleghi enologi che io definisco " Flying winemaker". Questi ultimi colleghi conoscono poco il nostro territorio e le nostre uve, la loro fortuna è quella di vendere "fumo" e di appoggiarsi a delle riviste, che spesso guardano solo al business e non alla qualità dei prodotti.
Dimostrazione è che le riviste che parlano di vino rimangono invendute e che il vino siciliano miete successi nei mercati mondiali.
Enol. Giacomo Manzo. già segretario di Assoenologi sezione Sicilia
Citazione
 
 
0 #15 massimo padova 2010-10-01 20:54 I siciliani lo sanno fare! Non dimentichiamoci che i veri vini siciliani si fanno "solo" in Sicilia con uve siciliane e i produttori, i viticoltori i tecnici e gli enologi sono siciliani. Le consulenze sono importantissime e migliorano il sistema, aiutano a crescere. La maggior parte dei mercati importanti e degli operatori internazionali, afferma che la Sicilia è ancora oggi tutta da scoprire.. Un grazie invece a tutti i precursori e alle aziende che hanno lanciato la Sicilia enologica. Noi piccoli produttori impariamo soprattutto da loro… Citazione
 

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