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24
Mar

on 24 Marzo 2011. Pubblicato in Numeri Marzo 2011 - Numero 210 del 24/03/2011

PESCA IN SICILIA

Il dirigente del Dipartimento regionale degli Interventi per la Pesca: “Stiamo lavorando per l’innovazione, anche nei servizi o nei porti. Crisi? I vincoli dell’Unione europea non aiutano”

Marinerie da salvare

“Le marinerie in Sicilia soffrono di un momento di difficoltà come tutti i settori economici”. Esordisce così Salvatore Barbagallo (nella foto), dirigente generale del Dipartimento Regionale degli Interventi per la Pesca , affrontando il tema della situazione attuale della flotta siciliana. “Tuttavia il dipartimento della pesca – prosegue – si sta impegnando in maniera consistente per dare supporto grazie anche alle risorse del Fep”.
Primo obiettivo: riammodernare. “La marineria siciliana, che è la più importante d’Italia, ha bisogno di innovazione in tutti i settori. Anche nei servizi, nei porti, ad esempio stiamo realizzando importanti interventi per il loro ammodernamento in modo tale da dare più servizi alla marineria e quindi cercare di aiutarla in ogni modo”. Si tratta in pratica di opere infrastrutturali, come la creazione o l’ampliamento di banchine per migliorare la sicurezza delle operazioni di sbarco o carico per la sicurezza sul lavoro. “Ci sono numerosi bandi già realizzati, altri che si stanno realizzando – continua Barbagallo –. Ritengo che le risorse finanziare che si stanno mettendo in campo possano essere ben utilizzate dalle nostre marinerie per l’ammodernamento. Interveniamo poi anche sul fronte del caro gasolio”.
Una parte cospicua della crisi della marineria siciliana, secondo Barbagallo, deriva anche dai vincoli imposti dall’Unione Europea: “La pesca del novellame ad esempio, che sta penalizzando circa trecento barche e su cui c’è tutto il nostro impegno per sensibilizzare il ministero e fare in modo di esercitare le adeguate pressioni presso l’Unione Europea per rimuovere questo ostacolo. Certamente noi interverremo con un aiuto economico per cercare di alleviare una sofferenza che in questo momento mette in difficoltà molte famiglie del comparto”.
E conclude: “I vincoli dell’Unione Europea sono vincoli molto forti che spesso inducono alcuni pescatori a lasciare, ma dall’incontro che periodicamente facciamo con gli armatori e con i pescatori c’è la voglia, la determinazione da parte di questi di andare per mare. Ritengo che il mar Mediterraneo sia un mare molto ricco, dobbiamo fare in modo da trovare un giusto equilibrio tra la salvaguardia del patrimonio ittico e la legittima aspettativa dei pescatori di andare per mare”.

Sandra Pizzurro

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