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Mag

Chef e architetti insieme per il "Foodies challenge". Sultano: "Il mio lavoro in un video"

on 13 maggio 2015. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Il concorso

Che ci fanno insieme trenta studi di architettura ed altrettanti chef?

Apparentemente nulla, ma la loro “unione” ha un senso se parliamo del “Foodies challenge 2015”.

Si tratta di un’idea di Nicola Sardano, fondatore di Expo Synergy che è stato presentato lo scorso 23 aprile al Palazzo della Triennale di Milano.
In pratica, sono stati selezionati trenta studi di architettura di eccellenza per invitare altrettanti chef a sfidarsi tra loro alla ricerca di nuovi “food concept” per tutto il periodo di Expo 2015.

In questo contest, in cui il mondo dell’architettura ha chiamato quello della gastronomia, c’è la squadra formata dallo chef stellato Ciccio Sultano e dall’architetto vittoriese Nunzio Gabriele Sciveres, che ha avuto il compito proprio di formare il team. È stato lo stesso professionista a dare, al lavoro e alle ricette di Sultano, una lettura decisamente innovativa, per intenderci non certo da critico gastronomico.

Maestro Sultano, come avete conciliato gli stessi spazi lei e Sciveres?
“Due mondi apparentemente lontani si sono incontrati. Intanto partiamo dal presupposto che Sciveres ha allontanato l’idea di propormi la realizzazione di una nuova ricetta, in quanto, Foodies’ Challenge 2015 non è un concorso culinario, piuttosto l’architetto ha raccolto la sfida decidendo di analizzare il mio lavoro attraverso un processo di scomposizione per elementi”.

Le ricette raccontate dagli ottimi video di Ivano Fachin del progetto Caleidoscopio sono state scomposte frammentate e rimontate in maniera analitica. Questa lettura, tipica di chi esamina l’architettura, ha individuato nell’operato di Sultano una serie di azioni, gesti o movimenti ripetuti in varie circostanze, che rivelano una metodologia scientifica invisibile nel piatto finale, ma assolutamente scientifica e rigorosa.

Nasce così il video Kaleidoscope editato dal regista Davide Rapp reduce dai successi del video Elements proiettato per sei mesi alla recente biennale di architettura di Venezia diretta da Rem Koolhaas, con il contributo di Vicky Di Quattro Jacono.

I frame che compongono il video non sono legati da nessuna “consecutio temporum”, il legame individuato è il movimento, il rumore dei macchinari utilizzati, l’utilizzo di liquidi, la presenza di un oggetto: un caleidoscopio appunto, che scompone figure in frammenti colorati.

I rumori della cucina, tra batterie di pentole e preparazioni varie, sono assimilabili ai più noti rumori di un cantiere edile, come l’impastatrice del cemento, i sibili metallici delle impalcature e gli odori che si respirano. Rumori di fondo, in entrambi i contesti di lavoro, che emergono con grande perizia nel videoclip con l’obiettivo finale di fornire una versione quanto più intrinseca e realista di due mondi che si integrano per immagini, rumori, musiche ed effetti.
Le stesse immagini dei piatti finali vengono montate insieme nella “reinterpretazione dell’interpretazione” che Sultano sapientemente fa degli ingredienti con cui crea i suoi piatti.

Il risultato ci dà una serie di ricette immaginarie dal sapore decisamente ironico.

“Per la prima volta – ha spiegato Sultano – con uno stato d’animo essenzialmente ludico e giocoso abbiamo stravolto l’idea di cucina, conferendo alla stessa una sequela di immagini che magari, sotto il profilo della progressione, possono apparire slegate tra loro, ma che risultato essere la sommatoria di un lavoro intrigante e suggestivo. La cucina, d’altronde, è sperimentazione, gioia, divertimento ed anche geometria. Non per nulla, spesso sono solito affermare, che in ciascuno dei miei piatti, oltre al gusto e alla genuinità dei prodotti, emerge un aspetto ingegneristico e architettonico riservato alla presentazione del piatto”.

Ciascun lavoro presentato dalle squadre partecipanti è stato inserito nell’apposito sito, on line da pochi giorni, www.foodieschallenge.it
Per tutta la durata di Expo 2015 basterà collegarsi per poter visionare e votare i video caricati riconducibili a ciascun partecipante alla sfida.

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