Vota il ristorante, i vincitori di luglio

Angelo Vitale da Palermo (nella foto a destra), Francesca Dal Bosco da Verona (nella foto a sinistra) e Sandra Panarelli da Bruxelles. Sono loro gli autori delle tre migliori recensioni di luglio del concorso “Vota il ristorante vinci il vino”.
I loro testi sono stati selezionati tra i tanti inviati a Cronache di Gusto. Ai tre vincitori vengono assegnate tre bottiglie di Targa Riserva 1840 e tre di Terre Arse della Florio, ovvero tre bottiglie di un Marsala vergine e tre di un marsala superiore riserva semisecco ambra.
Angelo Vitale,45 anni, è un consulente assicurativo che ama i viaggi fai-da-te, e i piatti tipici dei posti che visita. “La cucina – commenta – è un ulteriore arricchimento che completa le emozioni provate durante la scoperta di questi paesi”.
Francesca Dal Bosco, una simpatica appassionata di vino, lavora per una multinazionale americana, ma ha trovato il tempo di iscriversi all’Ais facendo il corso per sommelier. Dice che è un’ottima forchetta e che il vino l’ha aiutata ad avvicinarsi a suo padre. “Quando degustiamo siamo io e lui – racconta –. Io molto più brava nell’esame olfattivo, lui geniale in quello gusto-olfattivo”.
C.d.G.
Di seguito le recensioni dei tre vincitori
La Nemesi di Bacco - Roma
Nella sempre bellissima città di Roma, al di fuori delle trappole per turisti, ci siamo ritrovati per caso in un locale dove si riscopre uno dei piaceri della vita, innegabile e irrinunciabile, il mangiare. Il nome del locale è già un programma, LA NEMESI DI BACCO. Qui, il piacere del cibo è dato dalla vista, dal gusto e dal tatto oltre che dalla grande gentilezza e disponibilità del personale. Ci siamo lasciati tentare da un antipasto composto da una freschissima insalata di mare, da un ottimo spiedino di calamaro fritto, da un particolarissimo tortellino di neonata, da un involtino di salmone con sedano rapa ed infine da un superbo guazzetto di fagioli ai frutti di mare. Dopo questo preludio, le attese non vengono deluse dai primi piatti composti da squisiti paccheri con cozze, pachino e pistacchio e ottimi gnocchi con vongole e bottarga. Il secondo, filetto di spigola alla piastra accompagnata da patate a forno, completa questo susseguirsi di emozioni per il palato. Il tutto, per far inorridire i puristi, accompagnato da un ottimo Merlot della casa (anche se la carta dei vini risulta essere di tutto rispetto). Dulcis in fundo, il Cestino Nemesi di Bacco, dessert ai frutti di bosco con mascarpone. Una vera delizia. Voto: 5 stelle
Angelo Vitale
Ristorante La Locanda dei Pescatori - Fregene Fiumicino (Roma)
Metti che il tuo hotel di fiducia è pieno e tu non capisci perchè. Metti che googli hotel+roma, pagine e pagine, tu clicci un pò a caso, tu prenoti poco convinta, tu paghi con nonchalance. E così metti che arrivi nel posto più bizzarro che tu abbia mai visto. Talmente bizzarro che ci ritrovi un vecchio caro amico. E allora metti che decidete di cenare assieme. Metti che a Roma fa un caldo così umido che potrebbero diventare crespi anche i capelli di lui, che etti che decidete di ritagliarvi un momento di vacanza, guidando con i finestrini abbassati e la musica a palla, direzione mare. La locanda dei pescatori, Fregene. Bianco e Lavanda. Legno. Luci soffuse. Candele. Proprio l’ambiente “giusto” per il mood del mio amico… Che appare alquanto infoiato (anzi, non è che appare, lo è proprio… e me lo dice!). Meno male che vengo soccorsa dai camerieri. Ragazzy easy ma eleganti. Di quelli che con una polo sembrano in camicia. Così la “temperatura” scende e lui si “calma”. Ci dedichiamo alla scelta dei piatti. Per iniziare parmigiana bianca con pesce spada per lui e misto crudo per me. L’antipasto è eccezionale. Il pesce oltre ad essere crudo è anche super fresco. Scampi, gamberoni, branzino e orata. Poi decidiamo di farci una spigola patate & pachino. Da chilo. E da sogno. Il tutto annaffiato da un Ribolla Formentini. Come sempre non riesco a chiedere una cena senza un po’ di dolcezza, così scelgo un semifreddo al caffè. Buono, ma non outstanding. E caffè in chiusura. Posto tranquillo, rilassante, piacevolmente romantico. Unico neo della serata? Una cliente che a pieni polmoni se ne esce con un –aahhh faateee aahhh trippaaa???- Tu speri che sia l’attrice di uno dei film di Verdone, ma purtroppo non è così. 1 Acqua 2 € 2 Pane 4 € 1 Ribolla Formentini 20 € 1 Misto crudo 28 € 1 Parmigiana 5 € Spigola x 2 48 € 1 Dessert 4 € 2 Caffè 4 € Totale 115 € Sconto (si si, ci hanno fatto lo sconto) 110 €. Voto. 4 stelle
Francesca Dal Bosco
A FuocoLento - Petralia Soprana (PA)
Mangiare guardando da lontano Enna, le colline madonite ricoperte di ginestre e i colori indimenticabili di un tramonto ai tavoli della nuova trattoria A FuocoLento nel Borgo Cipampini di Petralia Soprana, antico borgo rurale, tutto in pietra, ancora abitato. Qui incontri anche galline, cagnolini e anche pecore. A FuocoLento è sistema di cottura ma anche filosofia di vita, come dice Diego giornalista–cuoco. Ci sentiamo ospiti di tutto il borgo: una signora indica la strada e un signore dalla sua terrazza grida un tonante BUONGIORNO! Come benvenuto Prosecco ed invitanti bignè ripieni di crema di radicchio e formaggio con golosa noce o mandorla fritta. Poi un susseguirsi di gustosissime sorprese dagli antipasti in poi. Caciotta madonita ancora stillante latte, salumi petralesi e involtino di lasagna croccante con melanzana e formaggio. Trionfo della golosità un freschissimo uovo in camicia su un cestino di parmigiano. Tra antipasto e primo un passato di fave fresche con finocchietto, menta e condito col profumato olio extravergine del territorio. Primo piatto, un “Etna” con tanto di lava rosso-fuoco che colava dal cratere e neve sulla cima: un trionfo di pasta al pomodoro, fasciata da melanzane e ricoperta di ricotta salata e un pennacchio di basilico fresco. A seguire un meraviglioso riso con erbette dei campi e il viola dei fiori di Borragine. Piatto forte, un gigantesco pezzo di agnello con patate e verdure, spruzzato di pecorino come da antica ricetta ennese. La carne si scioglieva come burro nelle nostre bocche e il retrogusto di castagno da la sensazione di non aver mai mangiato prima un vero agnello. Mentre eravamo a tavola, un signore ha portato puntarelle appena raccolte (rarità in Sicilia) immediatamente finite nei nostri piatti. Ci saremmo aspettati un conto astronomico, e lo avremmo pagato volentieri, ma anche qui la sorpresa: solo € 25.00 a persona compreso il Nero d’Avola in caraffa. Un signore ci ha regalato una verdissima insalata appena raccolta. Voto: 5 stelle
Sandra Panarelli
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