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Vota il ristorante, i vincitori di dicembre

on 16 Gennaio 2012. Posted in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Il concorso

Ecco i vincitori di questo mese Calogero Giardina di Canicattì (Ag), Annalisa Abballe di Roma e Pietro Brunelli di Civita Castellana (Vt) (nell'ordine nella foto).

 Annalisa Abballe nella vita fa il chimico ma è anche una grande appassionata di enogastronomia. “Sono stata influenzata da mio marito -  racconta -. Seguendolo nelle sue degustazioni, per trattorie o ristoranti alla fine mi sono lasciata prendere da questa passione. Insomma tutta colpa di mio marito se adesso mi ritrovo una cultrice del gusto”. Pietro Brunelli, direttore di un’azienda di arredo bagno, la sua passione per il gusto la coltiva tra i viaggi di lavoro e le vacanze, come egli stesso racconta: “Una passione che coltivo assieme a quella del turismo. Amo viaggiare amo scoprire i posti dove si mangia bene. Mi piace coniugare il cibo al vino. E quando giro sto attento ai vini proposti”. Anche Calogero Giardina, di professione architetto, coltiva il piacere del cibo quando è in giro per lavoro. “Per me è un hobby. E poi la cucina non la vedo lontana dall’Architettura. Entrambi partono dall’assunto della crazione, sono un connubio di cose che presuppongono la fantasia. Ecco perché la sento vicina a me”.

 
Metamorfosi – Roma
di Annalisa Abballe

 
La prenotazione all'ultimo minuto, le targhe alterne a Roma, il parcheggio impossibile alla stazione, nessun taxi in vista, il treno che neanche le ferrovie del Malawi... alla fine ecco che risaliamo verso la luce del piazzale. Pochi passi e inizierà il viaggio vero. Locale in tono minimal-chic: elegante dalle linee pulite, illuminazione morbida ma decisa. Ci accomodiamo su accoglienti sedili pronti per la partenza. Lo chef prende posto nella cabina di pilotaggio e ci lascia in sala con maitre e sommelier che eseguiranno manovre confortevoli. Per questa esperienza scegliamo una strada lunga da percorrere, il menu Assaporando, composto da 8 corse: quando i panorami sono mozzafiato è bene che il viaggio duri a lungo. Dai primi stuzzichini già si intuisce che qui tutto vuole essere 'trasformazione': mousse di olio EVO e fior di sale da spalmare sul pane caldo, Chupa Chups di Cinta Senese, Krapfen di Reggiano, alice croccante con sorbetto al passion fruit. Via agli antipasti: gamberi rossi e avocado con crema di ostriche, uovo 65° (con spuma di pecorino e bombolotti fritti da tuffare per la scarpetta!), Mont Blanc di foie gras (pere su pan brioche e una montagna di spaghetti di foie gras). Ci concentriamo poi su primi e secondi. Cottura perfetta per gli spaghetti Masciarelli con polvere e profumo di mare: sapori precisi e familiari. Aromi inebrianti dai ravioli al Blu del Monviso con rapa rossa e tartufo. Risotto in pacchetto: estetismo e contrasto della salsa al chinotto. Ecco guizza un'anguilla dai sentori nipponici cotta al fumo di trucioli di noce, glassata in salsa Teriyaki, servita con farro e sorbetto di carpione. Riposàti da erbe e cassis di un'elegante anatra, arriva il dessert Torrefazione 2.0: una sfera di cioccolato fondente ripiena di mousse di nocciola che si apre sotto un fiume di caffè. Un sorso di distillato all'ombra dell'Albero dei desideri (petit four) e riprendiamo contatto con la realtà, con ricordi ormai indelebili incisi nelle nostre papille.
Voto: 4 stelle

Ristorante al Convento – Otricoli (Tr)
di Pietro Brunelli


Perchè si va al ristorante? Forse a casa si mangia male? No, non credo! Si va fuori a mangiare perchè è piacevole sedersi ad un tavolo, trovare gli amici e godere di qualche piatto che a casa non si prepara. Ma c'è una premessa importante. Il ristoratore e tutti i suoi collaboratori devono piacerci, esseri professionali ma amichevolmente, senza scocciare troppo con l'etichetta,  affabili e desiderosi di raccontarci un po' delle loro giornate e tu delle tue. Al Convento di Otricoli c'è tutto questo. Carlo e signora, la figlia Carolina, e gli altri della famiglia allargata che servono ai tavoli, da Roberto a tutti gli altri ,sono veramenti dei simpatici ragazzi esempio per tanti che non vogliono lavorare come camerieri. Cosa vi consiglio in questo ristorante? Antipasto della casa, ricco e caldo, con salumi,bruschette,verdure e fritti leggerissimi. Poi paccheri con spigola e pecorino di fossa oppure splendidi risotti o vongole... con spaghetti, capite? Come secondo piatto spigola al sale, carne eccezionale alla brace oppure una pizza lavorata dalle mani di un simpatico pizzaiolo che ti chiede sempre se è venuta bene! Come dolce vi suggerisco una sbriciolata con panna,cioccolata e sfoglia di casa. Da bere potete sbizzarrirvi come vi pare ma io preferisco bere un frizzante della casa che non ha niente da invidiare ad etichette rinomate oppure uno dei tanti rossi favolosi della terra umbra. Quando chiedi il conto, non ti interessa spulciare le varie voci. Sono amici e guadagnano il giusto. Quando esci ti salutano cortesemente tutti, ognuno dal loro posto di lavoro e anche la piccola Emma, di appena un anno, figlia di Carolina, ti manda un bacino! Poi entri in macchina, avvii il motore e lasci indietro il ricordo di aver trascorso una serata non al ristorante ma presso una casa di amici e ti prende la nostalgia di ritornarci prima 
Voto: 4 stelle
 
Arco dei Cappuccini – Taormina (Me)
di Calogero Giardina

 
Il locale si trova in una posizione defilata dal corso di Taormina. I migliori ristoranti devi andarli a scovare! Il ristorante meriterebbe di rifarsi il trucco ed andrebbe valorizzato l’esterno con una struttura in legno o in acciaio e vetri per dare un certo tono al locale e per garantire un pò di insonorizzazione, nella piazzetta posteggiano diversi centauri rumorosi che minano la tranquillità della cena! Se volete cenare all’Arco prenotate con largo anticipo, il locale ha sempre i tavoli tutti occupati e non ci sono molti posti (come da buon ristorante che si rispetti!!!) Ecco i piatti da noi scelti (4 persone) Vino: Leone Tasca d’Almerita. Antipasti: Scampi gratinati con granella di pistacchio: assolutamente da provare è il piatto forte. Polipetti saltati con aceto balsamico: ottima variante per gustare il polpo. Polpette di neonata: la frittura era calda e croccante e si sentiva l’olio d’oliva. Crostini con polpa di ricci: freschissimi si sentiva il mare. Calamari gratinati alla messinese con capperi, pomodorini e pistacchio: gusto fresco ed intenso, difficile da descrivere! Vi consiglio vivamente di non farveli scappare! Primi: Spaghetti alle uova di pesce spada: piatto fresco e delicato. Tagliatelle con triglie, pomodorini e zucchine: Ottime. Secondo: Mupo alla griglia: qualità, freschezza e cottura eccellente! Involtini di pesce spada: a ristorante non lì prendo mai, perché ci mettono tanti aromi da non far gustare la qualità del pesce. Non ho mai mangiato degli involtini di spada così buoni e delicati. Se non avete più spazio per mettere dentro altro cibo, almeno una stecchetta di involtini di spada dovete assaggiarla! Non dimenticate il sorbetto di lime con le fragoline! I ristoranti mortali ti portano un semplice sorbetto di limone!!! Quanto abbiamo pagato per questa poesia di cena??? Mi aspettavo un conto di 70 euro a testa invece abbiamo pagato soltanto 55 euro … Giudicate voi! Se passate da Taormina l’Arco dei Cappuccini è una tappa obbligatoria!
Voto: 5 stelle

 C.d.G.

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