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Mag

L'azienda G.Milazzo sulla cresta dell'onda. Nuovo corso con la famiglia Lo Leggio al timone

on 19 maggio 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - L'azienda

di Gianni Paternò

Non dovrebbe fare più notizia che l’azienda G. Milazzo vinca le ennesime medaglie Grande Oro, Oro ed Argento nei concorsi più importanti al mondo cui partecipa, nemmeno che negli stessi risulti la cantina più medagliata in Italia o addirittura al mondo. 

Invece anche quest’anno la notizia c’è in quanto al Concours Mondial de Bruxelles che si è appena tenuto a Valladolid è stato introdotto un nuovo riconoscimento ai vini più votati per nazione ed in assoluto. Ebbene il vino Rosso che ha ottenuto il massimo punteggio al mondo, quello che oltre ad ottenere lamedaglia Grande Oro è stato premiato come Rivelazione Internazionale è un vino di Milazzo: il Terre della Baronia 2014, un blend di Nero d’Avola e Perricone, vitigni autoctoni di Sicilia.
 
Tutte le medaglie vinte al concorso

  • TERRE DELLA BARONIA Rosso 2014 - Gran Medaglia d’Oro (Rivelaz. dell’anno)
  • MARIA COSTANZA Rosso 2013 - Medaglia d’Oro
  • MARIA COSTANZA Rosso RISERVA 2013 -  Medaglia d’Oro
  • DUCA DI MONTALBO Rosso 2002 - Medaglia d’Oro
  • MILAZZO Spumante RISERVA V38AG - Medaglia d’Oro
  • FEDERICO II Spumante 2008 - Medaglia d’Oro
  • SELEZIONE DI FAMIGLIA Bianco 2014 - Medaglia d’Argento
  • SELEZIONE DI FAMIGLIA Bianco 2010 - Medaglia d’Argento
  • CASTELLO SVEVO Bianco 2016 - Medaglia d’Argento
  • MARIA COSTANZA Bianco 2016 - Medaglia d’Argento
  • TERRE DELLA BARONIA Bianco 2016 - Medaglia d’Argento 

L’azienda nasce negli anni '60 per la passione di Giuseppe Milazzo che cominciò a coltivare uve pur continuando la sua attività di agente di commercio; dalla metà degli anni '80 Giuseppe si dedicò solo all’azienda agricola concentrandosi, in special modo, sugli spumanti metodo classico per cui la maison divenne famosa. Erano 15 ettari in Campobello di Licata, al margine est della provincia di Agrigento. Nel 1992 cominciarono a collaborare la figlia Giuseppina ed il marito Saverio Lo Leggio, inizialmente destinato a seguire la carriera notarile di famiglia a cui rinuncia per essersi appassionato a questa attività.

Nel 2011, dopo un triennio di allontanamento, tornano in azienda Giuseppina e Saverio. Giuseppina, presidente, e Saverio amministratore delegato, a cui da poco si affianca il figlio Giuseppe, immettono risorse finanziarie nuove, entusiasmo e visione imprenditoriale moderna, rivoltando l’immagine dell’azienda, ma sempre seguendone la filosofia orientata ai vini di eccelsa qualità ottenuti da una struttura che ha ottenuto le più importanti certificazioni di qualità e di sostenibilità ambientale di cui è orgogliosa.
 
Così dal 2012, comincia una nuova vita fatta sempre di maggiori successi, di tanti premi, della soddisfazione di riuscire a vendere tutta la produzione che ormai supera le 650 mila bottiglie. Due cose però sono rimaste ferme: la volontà di raggiungere sempre la migliore qualità in una produzione tutta biologica nonché la soddisfazione di avere ottenuto i più importanti riconoscimenti in concorsi enologici internazionali tra i più prestigiosi.

Da anni è diventata una sfida con se stessi la partecipazione ai seguenti concorsi: Les Cittadelles du Vin a Bordeaux, il Concorso Internazionale Enologico del Vinitaly di Verona nonché l’itinerante Concours Mondial de Bruxelles dove è risultata anche quest’anno la cantina più premiata d’Italia. QUI esaudirete la curiosità di conoscere nel dettaglio i vini Milazzo premiati nei primi mesi del 2017.
 
Ci piace continuare a misurarci nei concorsi internazionali autorevoli - dichiara Giuseppina - perché riteniamo che le medaglie, specie del metallo più prezioso, siano un importante biglietto da visita per presentarsi nel difficile mondo del vino e perché i concorsi costituiscono un necessario mezzo di confronto con quello che fanno gli altri in un settore sempre più globalizzato ed invaso dai prodotti di tante nazioni anche emergenti. “Finora non abbiamo inviato i nostri vini alle guide enologiche – aggiunge Saverio – ma stiamo ripensando questa strategia anche per rispetto agli appassionati e per un ausilio ai professionisti del settore”.

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