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Il vino di Dionisio e Lia, il "temporale" del Sannio

on 20 Febbraio 2012. Posted in Archivio articoli dal 05/04/2011 - L'azienda

di Armando Garofano

Nomen Omen, il destino è scritto nel nome, dicevano i Romani e quindi il vino di Dionisio dev’essere buono per forza.

Dionisio e Lia (nella foto) agricoltori inquieti e controcorrente, che oltre al destino hanno sfidato il tempo per ricominciare a fare il vino come si deve e come si faceva da queste parti prima che l'invasione di insensatezze degli anni '80 ci costringesse a bere pallidi fantasmi sbiaditi.     
 
Siamo ancora nel territorio di Castelvenere, nel Sannio beneventano ma le colline diventano già più ripide arrampicandosi verso Guardia Sanframondi. Inutile nascondere il conflitto di interessi, è lì che sono nato ed ho bevuto i primi sorsi.
 
Nelle case della mia infanzia scaldate solo col camino o col braciere, mi davano spesso due dita di vino, che si teneva in cantina o nello stipo in cucina, il frigo non c’era nemmeno in tutte le famiglie. Eppure quel liquido ambrato e corposo, una falanghina o più spesso malvasia, era buonissimo a diciotto gradi, e si beveva col baccalà fritto riscaldato sulla brace o sulla pasta e ceci con le cotiche che all'epoca si mangiava anche a prima colazione (i frollini non erano ancora arrivati), prima di andare nei campi a potare ettari di viti, mentre ai bambini si dava pane e ricotta.


Una veduta di Guardia Sanframondi

Dionisio e Lia hanno riacceso la macchina del tempo, e mi ci hanno fatto fare un giro. I loro bianchi sono poderosi, intensi, dominano la tavola con eleganza e danno il meglio a temperatura di cantina. I rossi sono succulenti e gioiosi pieni di frutto ma tutt’altro che faciloni, in grado di rispecchiare al meglio i suoli argillosi e le estati calde di questo spicchio di Sannio.
 
Sono stato a trovarli poco prima di Natale; e com'erano belli, semplicemente aristocratici nelle loro vigne che arrivano a lambire la casa, ricche di alberi da frutto: gelsi, olivi, prugne e mandarini. E poi, tra i loro filari ci sono le erbe selvatiche che Dionisio e Lia conoscono alla perfezione e utilizzano per preparare gustose insalate e zuppe, e i fichi d’india che coi loro colori ci ricordano a dicembre i tramonti d’estate.


Frutteto dell'azienda

L’azienda si chiama i Pentri, nome evocativo e certo non scelto a caso. I Pentri sono stati, infatti, l’ultima tribù sannita ad arrendersi all’invasione romana quando le altre erano gia state decimate o si erano sottomesse a Roma. È ancora una volta il nome è un destino: il carattere di quei guerrieri si trova ancora nei vini dei Pentri e nell'indole orgogliosa degli abitanti di queste colline.

Dionisio e Lia non diserbano le vigne, né utilizzano prodotti di sintesi per proteggere l’uva. In cantina non fanno ricorso a lieviti selezionati, aggiungono una quantità minima di solforosa ai vini e fanno un filtraggio molto leggero per i bianchi e nullo per i rossi. Insomma fanno vini caratteriali e combattivi, figli di un  territorio florido e solare.

Vi parleremo della più modesta delle loro creature, un blend tra due robusti vitigni autoctoni  (Sciascinoso, e Aglianico) ingentiliti da un blasonato bordolese (Cabernet Sauvignon) che nel Sannio si è ambientato a meraviglia. Si chiama Imbres, che in latino vuole dire temporale, un vino al contempo furioso ed emozionante, proprio come acquazzone estivo. Infatti, la veste rosso rubino appare fosca e impenetrabile, come quando il cielo si rabbuia ad agosto. Al naso è reticente, delicato, con scintille di piccoli frutti rossi e di fieno tagliato. In bocca è succulento e polposo, carezza il palato con un’eleganza intensa e persistente, che alterna le note fruttate  di mora e di ciliegia marasca con la liquirizia e la menta. I tannini sono ben domati ma efficaci soprattutto sulla carne. Insomma un vino perfetto per notti lontano dal mare in compagnia di una bella tagliata o di salcicce alla brace. Costa intorno agli 8 euro allo scaffale.

 

Dionisio e Lia, coltivano le loro vigne a Castelvenere in provincia di Benevento, in direzione ostinata e contraria, lavorando in maniera tradizionale e rispettosa del territorio, ma senza far parte di alcun gruppo organizzato di “viticoltori naturali”. Anche in questo, fieramente indipendenti. 

Azienda Vitivinicola "I Pentri"
Via Nazionale Sannitica, Km 72
Castelvenere 82037 (BN)
http://www.galtiterno.it/aziende/falato/welcome.html
Tel. 0824 940644

Commenti  

 
-5 #1 Massimiliano Montes 2012-02-20 12:19 Armando, questa è poesia…
Di la verità, ti mancano i posti dove sei cresciuto?
Citazione
 
 
+6 #2 Manilo 2012-02-20 18:36 Armando
sempre più bravo e gagliardo
parla della sua terra in modo sublime
ed in prosa ti dedico queste due rime.
Citazione
 
 
+5 #3 Nicola 2012-02-21 11:44 bravo armando, un saluto da Guardia

nico
Citazione
 
 
+5 #4 fabiocimmino 2012-02-22 19:11 Bravo Armando, bella segnalazione. I Pentri sono tra le cantine, a torto, più sottovalutate. Ma il vino l'hanno sempre saputo fare sin dagli esordi. In più sono delle persone davvero speciali. Citazione
 

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