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19
Ott

Il fascino, la bellezza (e le cose buone) della Costa Brava e Pirineu de Girona: tasting a Milano

on 19 Ottobre 2018. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Vini e territori


(Marta Tixiod, Jaum Deulsa, Marta Casas)

di Michele Pizzillo, Milano

Prendi un libricino, di taglio un po’ inconsueto – mezzo foglio ma poco più largo della pagina usuale – lo sfogli e hai l’impressione che il titolo “cultura e identità. Dove il territorio parla di origini, feste e genialità” potrebbe essere riduttivo rispetto alle bellezze descritte e magnificamente fotografate. 

In 80 pagine, infatti, è rappresentato tutto il bello che può offrire il mondo, ma, in questo caso, contenuto nelle terre spagnole della Costa Brava e Pirineu de Girona, che si trovano a Nord di Barcellona e arrivano ai confini con la Francia. Un territorio fantastico, con 200 chilometri di costa disseminata di spiagge quasi segrete e di scogliere aspre che dai monti dell’Albera e dal Cap de Creus arrivano fino a dove si infrangono le onde. Una costa che fa scoprire uno “scultore” che non conosce nessuno studioso di arte, il Mediterraneo. Scrive il redattore della pubblicazione voluta da G!rona (Patronat de turisme Costa Brava Girona) “non c’è scultore più paziente del Mediterraneo, la cadenza delle sue onde hanno scolpito il profilo della Costa Brava con sapienza sin dalla notte dei tempi. Per rendersi conto della forza di queste onde basta percorrere questo territorio da Nord a Sud, da Portbou a Blanes, dove terre e mare si incontrano, giocano e formano una simbiosi che ha ispirato il genio di scrittori, poeti, musicisti ed artisti di tutte le epoche”. E, perché no, anche di chef?


(I 5 vini degustati)

La domanda è più che calzante, perché questa è la terra di Ferran Adrià e dei fratelli Roca, dei 58 ristoranti che mettono insieme ben 68 stelle Michelin. E’ pure la terra dove è nato il vermut, a Reus, che tutti crediamo fosse un prodotto tipicamente torinese. Allora, per incentivare il flusso turistico italiano (ci precedono solo i francesci, i tedeschi e gli americani) Girona e il Catalan Turist Board in Italia, hanno organizzato a Milano una tastemotion/The ultimate dining experience che è stata un’esperienza gourmet innovativa e multisensoriale. Un viaggio dei sensi alla scoperta dell’essenza della regione presentata con il titolo “5 sensi, 5 atti, 5 piatti, 5 vini”. Ovviamente con il coinvolgimento di due chef stellati – Kim Caseida e Quinn Casellas – dell’Hotel restaurant Casamar di Llafranc. Per questa indimenticabile esperienza, che poi è un viaggio alla scoperta della regione, l’ufficio turistico spagnolo non ha scelto un ristorante, ma una location per certi versi insolita, la sede di un noto distributore di prodotti alimentari, Feeling Food, che è dotato di una sala molto grande e di una moderna cucina professionale. Qui gli spagnoli, con in testa il presidente del Turismo della Costa Brada, Jaum Deulsa, si sono divertiti alla grande con la scenografia realizzata da Lightinkalab (multi mensional mapping & light architecture) e i giochi di luce (Ic Media audiovisuals) che hanno caratterizzato i cinque atti e accompagnato i 5 piatti e i 5 vini.



Cominciando dal vermut tradizionale alle erbe dell’Empordà con arancia (cioè, un bonbon di vermut posato su un giardino, che sono le erbe utilizzate nella produzione),



prima di passare al primo atto “natura, cultura, enogastronomia e prodotti locali”, rappresentati dall’acciuga dell’Escala (con la lista) in tre testure, formaggio artigianale Manyac di La Xiquella con sfera d’olio extravergine d’olica dop Empordà, pane di tumaca con pomodoro – che per i catalani né un piatto importante e, quindi, da preparare con cura. Vino d’accompagnamento, il Groc d’àmfora 2017 prodotto da Vineys d’Olivardots.


 

Preceduto dalla voce decisa di una giovane donna che raccontava – o, forse, recitava descrivendo i piatti – si è arrivati al secondo atto “la Costa Brava più gastronomica” e, cioè, Plancton: gamberi di Palamòs, salsa picada e brodo di pesc, accompagnato da Amic 2017 Clos d’un bianco a dominacio d’origen prodotto da Mas Gil. E, intanto, cominciamo a convincerci che in queste contrade mare e terra sono tutt'uno, almeno per quello che troviamo nel piatto, dove i prodotti, di mare e di terra che sia, grazie anche alla bravura dell’uomo, si amalgamano molto bene.



Come è avvenuto nel terzo atto “la nostra cucina è il paesaggio messo in pentola” con riso di Pals mare e monti (tutto cucinato nella stessa pentola: riso, carne di maiale, rombo chiodato e diverse erbe), accompagnato da Flow 2015 Sota els Angels, un rosso biodinamico fermentato solo in bottiglia. Il quarto atto è stato un “omaggio all’alta cucina” con vitello di Girona con funghi, noci e ratafià, piatto servito con Clos Adrien 2014 Terra Remota, un vino prodotto secondo i metodi dell’enologia locale mentre il vitello è il prodotto alla base della rivoluzione gastronomica portata avanti dai tristellati Adrià e Roca. Il quinto atto è stato “il finale più dolce” che, hanno detto Kim e Quinn, è la nostra versione della mela di Girona al forno con cannella e arancia d’Ampordà. Il vino d’accompagnamento è il Garnatxa solore di Mas Llunes.

Se tutto questo non vi invoglia a scoprire una terra come la Costa Brava e i Pirineu de Girona, beh, vuol dire che siete veramente insensibili e per niente invogliati ad andare alla ricerca di nuove terre dove il rapporto dell’uomo con la Costa è antico e stretto. Iberi, greci, romani, impararono a trarre profitto da ciò che offriva loro il mare. Da millenni la pesca, l’agricoltura e il commercio hanno arricchito il territorio, e questo rapporto si fa esplicito in gran parte dell’offerta cultura, ha argomentato il presidente Deulsa. E, Marta Casas, del Patronat de turisme Costa Brava Girona, ha aggiunto “dalla terra e il mare nasce anche una cucina tipica a base di prodotti locali, una cucina che ancora ogni chef del calibro dei fratelli Roca o Ferian Adria conservano e reiventano con la loro genialità”.

Recandosi in queste terre si scoprirà che i romani hanno lasciato un’impronta profonda, tanto che molte delle loro opere sono state recuperate in epoche posteriori della storia – ha evidenziato Marta Teixidor, direttrice del Catalan Tourist Board per Italia e Israele -. Non sorprende che i romani sapevano apprezzare i doni che la natura offriva loro: l’olio, il vino e anche le acque termali  e si potrà capire perché Salvador Dalì, che era nato da queste arti, diceva: “è evidente che esistono altri mondi, è sicuro; ma come ho già detto molte volte, questi altri mondi sono nel nostro; risiedono nella terra e precisamente nel centro della capsula del Museo Dalì, dove c’è il novo mondo inaspettato e allucinante del surrealismo”. E, alla fine, Costa Brava e Pirineu de Girona, lanciano il messaggio: “Vuoi far parte della storia? Nella primavera 2019 avrete la possibilità di prima mano grazie a questo viaggio unico”. E, cioè, due pernottamenti gastronomici, visita insolita in cantina, un tramonto mediterraneo con degustazione di gamberi rossi a bordo di una barca, visita alla casa-museo di Salvador Dalì, menù degustazione in uno dei 15 ristoranti con stelle Michelin, visita all’asta del mercato del pesce di Palamòs, visita ai produttori locali con degustazioni. Per info, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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