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Tiziana Gallo: i francesi più bravi a fare i vini naturali

on 26 Gennaio 2012. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Il personaggio

La Francia batte l’Italia anche nel campo dei vini naturali.

I vigneron d’oltralpe sarebbero più bravi, anzi più avanti. Lo dice Tiziana Gallo (nella foto), chi conosce a fondo questo mondo, ne distribuisce le etichette e lo promuove organizzando Vini Naturali a Roma. Appuntamento di riferimento per gli estimatori del genere, quest’anno giunto alla sua quarta edizione, in calendario l’11 e il 12 febbraio nella cornice dell’Hotel Columbus. Due giornate di incontri con settanta piccoli produttori italiani e stranieri come espositori e un programma ricco di degustazioni guidate e seminari tenuti dagli stessi produttori (il programma consultabile a questo link). 

“Non c'è niente da fare, devo dire che la Francia è pur sempre più avanti di noi, sono da anni seguaci di questo metodo di produzione, molti produttori stanno seguendo la biodinamica e tanti famosi senza che ne fanno esplicita dichiarazione, parlo di molti noti francesi, da anni lo fanno e lo fanno bene”, così secondo la Gallo a primeggiare nello scenario internazionale dei vini naturali è questo Pese. In Italia i produttori che hanno deciso di non ricorrere ai sistemi di produzione, per l’organizzatrice, danno grandi risultati dal punto di vista qualitativo, ma sono a macchia di leopardo e cita i territori che avrebbero anche un potenziale in più: “Trovo straordinaria l’Etna, le Langhe e il Friuli”.

Ad apprezzare le etichette dei piccoli vigneron più che gli italiani sarebbero gli americani e soprattutto i giapponesi, i primi acquirenti di vini naturali. “Loro li sanno apprezzare. Li conoscono – conferma -.  Sono informati e li ricercano venendo sino in Italia per degustarli, per conoscere le cantine. Il Giappone è un mercato privilegiato per questa tipologia di vini”. E non sarebbe una questione di moda ma di apprezzamento della loro qualità. In Italia, come ribadisce, i pregiudizi sui loro presunti difetti e la diffidenza al momento dell’acquisto deriverebbero da una mancata educazione del gusto. “Sono vini estremi, certo, possono piacere o non piacere, ma non li definirei vini difettosi. Di sicuro non li si può giudicare secondo i sistemi canonici di analisi come quelli dell’Ais. Perché già al colore verrebbero scartati. Vanno giudicati con altri criteri. Pensiamo, per esempio, ai vini di Frank Cornelissen o di Gravner, sono diversi, particolari, unici. L’approccio non è certo semplice. Gli stessi ristoratori, quando un cliente decide di ordinarli, mette in guardia su questi vini”.

Vini apparentemente difficili ma che per la Gallo andrebbero bene a tutto pasto. “Per le caratteristiche che hanno sono adattabili a più pietanze non è vero che  sono di difficile abbinamento. Nei bianchi più macerati si notano queste peculiarità estreme, i rossi mi sembrano in linea, qualcuno anche se con volatile eccessiva non disturba. Sono qualcosa a cui bisogna abituarsi. Poi i bianchi hanno caratteristiche simili a quelle dei rossi, sono versatili perfetti a tutto pasto”.

Su cosa siano e quali siano effettivamente i vini naturali così si pronuncia: “Dico che i vini biologici non rientrano per me nella categoria dei naturali. Perché si possono dichiarare uve biologiche ma poi non si sa cosa venga fatto in cantina, quali sostanze vengano aggiunte. Il vino deve seguire il protocollo della naturalità anche in cantina. Quindi per me innanzitutto non si dovrebbero usare tecnologie. Il vero vino naturale è quello che fanno alcuni produttori, portando l’uva a quel grado di maturazione in cui ha tutto quello che le serve affinché in cantina non ci sia bisogno di fare nient'altro”.

Espressione del territorio nel senso letterale del termine quindi. “Vini che possono rappresentare il simbolo di questa tipologia sono quelli, per esempio, che fa I Clivi, e che potremo degustare in uno dei laboratori in programma a Roma. Questo produttore friulano, coltiva due vigneti di Tokaji, entrambi vecchi di quarant’anni, su due terreni vicini tra loro, uno sul Collio Goriziano e l’altro sul Collio orientale. Li vinifica allo stesso modo, produce in acciaio e non filtra, non fa fermentazione sulle bucce eppure vengono vini completamente diversi”.  

Se la curiosità sui vini naturali cresce come anche la domanda nonostante la crisi, la Gallo auspica una maggiore consapevolezza del consumatore: “Se si riesce ad avere questo  i vini naturali cresceranno ancora di più, quando il consumatore saprà cosa c’è dentro il vino che beve e non va a comprarlo in totale e assoluta ignoranza. Le leggi dovrebbero aiutare in tal senso, obbligherei ad indicare nella retro etichetta cosa c’è nel vino come è stato fatto per i cosmetici”.

Sulla credenza diffusa che i vini naturali siano troppo cari la Gallo tiene poi a precisare: “Bisogna far passare questo messagio: i vini non possono costare troppo poco, come gli altri prodotti alimentari che siamo abituati a pagare pochissimo perché surrogati di prodotti. Il vino non si può comprare a 2, 3 euro allo scaffale, mi chiedo cosa ci possa stare dentro. Poi non è vero che i vini naturali costano di più e se fosse così hanno tutte le ragioni per esser più cari. I produttori naturali rischiano, conosco produttori che si sono giocati certi anni la vigna completamente”.

C.d.G.

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Commenti  

 
0 #1 Ppindul 2012-01-26 12:35 Signora Gallo, mi spiega cosa intende per "Vino Naturale".
Com li distinguo nello scaffale dagli altri?
Gli altri allora non sono naturali?

Stiamo facendo troppa confusione, confondendo biodinamico con natuale.

Io credo che tutti i vini siano Naturali, perche se così non fosse non si potrebbe chiamare "VINO" secondo la legge.
Per cui un Vino NON NATURALE non esiste, come NON ESISTE UN VINO NATURALE, tutti i vini sono NATURALI cambia solo il sistema di gestione più o meno integrato che si utilizza in campagna
Citazione
 
 
0 #2 Marco 2012-01-26 13:19 Giuro non sono un bigotto!! Poche volte mi è capitato di assaggiare dei "vini naturali", sarò stato sfortunato ma ho sempre beccato delle schifezze stratosferiche. Questa voglia di ricercare la nicchia nella nicchia ha un po rotto le scatole. Citazione
 
 
+1 #3 paolo 2012-01-26 15:09 Attenzione che se il prodotto vino fosse codificato per legge non si potrebbero vendere certi "prodotti" nel tetrapack che col vino hanno solo un lontana parentela…

Detto questo i Giapponesi apprezzano di più i cosiddetti vini naturali, cioè a basso contenuto di solfiti, perchè hanno un corredo enzimatico diverso dagli occidentali.

Per la mia intolleranza, palesatasi dopo i 40 anni, bevo solo vini naturali e sto bene.
Gradirei, da professionista del settore e consumatore al tempo stesso, l'introduzione dell'etichetta obbligatoria a livello UE per il vino come lo è già per tutti gli altri alimenti.
Citazione
 
 
0 #4 bepi 2012-01-26 15:51 Cosa vuol dire "Questo produttore friulano, coltiva due vigneti di Tokaji, entrambi vecchi di quarant’anni, su due terreni vicini tra loro, uno sul Collio Goriziano e l’altro sul Collio orientale"? Esiste il Collio Goriziano, il COllio Sloveno (BRDA) e i Colli Orientali del Friuli (meglio, oggi la DOC si chiama "FRIULI COLLI ORIENTALI". COmunque due terreni vicini possono essere diversissimi, sia per la composizione, sia per l'esposizione… Citazione
 
 
0 #5 Claudia 2012-01-26 17:19 Citazione paolo:
Gradirei, da professionista del settore e consumatore al tempo stesso, l'introduzione dell'etichetta obbligatoria a livello UE per il vino come lo è già per tutti gli altri alimenti.

Paolo secondo me hai fatto un pò di confusione!! Non credo che basso contenuto di solfiti sia sinonimo di vino naturale, credo che fare vino naturale sia più una filosia, qualcosa di più profondo (anche se a me incomprensibile ), quasi modo di vivere che spesso si scontra con l'enologia stessa.
Citazione
 
 
0 #6 Massimiliano Montes 2012-01-26 19:11 Forse la migliore definizione di vino naturale è questa di Angiolino Maule:
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=g5zMFtuQjuI

Se è vero che per vino naturale si intende un vino che non subisce manipolazioni chimiche in cantina, manipolazioni che possono modificarne il profilo organolettico originale, è possibile che qualche produttore "convenzionale" si adiri perché coglie una implicita insinuazione: allora il mio vino non è naturale.

Oggi i cataloghi enotecnici sono pieni di prodotti capaci di modificare o addirittura stravolgere la qualità del vino:
- Enzimi pectolitici che modificano il profilo aromatico.
- Enzimi d'elevazione che aumentano la sensazione di consistenza al palato.
- Lieviti aromatici che modificano il profilo aromatico.
- Tannini solubili che modificano la struttura ed il profilo aromatico del vino.
- Chips (trucioli di legno pre-trattati) che modificano pesantemente il profilo aromatico del vino.
E infine tante altre procedure consentite per legge: gomma arabica disciolta nel vino, doghe di legno nuove tenute in immersione nel mosto.
Insomma di tutto e di più.

Si tratta di procedure consentite.
Ecco da dove deriva la difficoltà di definire per legge cosa è un vino naturale: è un vino che viene prodotto senza ricorrere a queste tecniche.
Dice giustamente un lettore che tutte queste cose andrebbero scritte in etichetta (o sulla retroetichetta) .
Ma la legge fino ad oggi non lo impone. Se ciò in futuro accadrà, forse sarà più facile distinguere un vino naturale.

Infine ricordo che i migliori vini del mondo (Romanée-Conti in testa) sono vini naturali.
Citazione
 
 
0 #7 VinNatur 2012-01-26 22:08 Grande Tiziana!
è vero che abbiamo molto da imparare dai francesi, ma la cosa è reciproca! Si sta facendo molta strada tra i piccoli produttori per migliorarsi ogni anno e sicuramente tra qualche anno non avremo nulla da ividiare in fatto di costanza dei risultati!
www.vinnatur.org
Citazione
 
 
0 #8 Massimiliano Montes 2012-01-27 10:59 Per par condicio ecco anche l'altra grande associazione di produttori di vini naturali:
http://www.viniveri.net/
Ricordiamo pure che la V.E.L.I.E.R. distribuzione di Luca Gargano ha una linea dedicata ai vini naturali che prende il nome di "Tripla A"
http://www.velier.it/Monografie/monografia?id_mono=140
Citazione
 
 
0 #9 paolo 2012-01-27 20:28 @Claudia

Sono dieci anni che bevo i vini "naturali" e guarda caso tutti hanno una percentuale di solfiti più bassa degli altri. Filosofia a parte, i produttori, molti dei quali sono miei fornitori, lavoravano con principi diversi nel vigneto ed in cantina, anche perchè le loro aziende sono di piccola dimensione. Da consumatore ti dico che mi interessa di più la salute, pazienza se talvolta il colore dei rossi è scarico oppure i bianchi paiono torbidi.
Citazione
 
 
0 #10 Massimiliano Montes 2012-01-28 16:54 Caro Paolo rischi di diffamare involontariamen te i vini naturali.
Non c'entra niente la salute. Come detto prima è una questione di vinificazione: i vini naturali sono in genere più buoni dei vini convenzionali.

Bevo vini di tutti i tipi e ti assicuro che il colore del vino dipende dal vitigno.
La Querciola di Massa Vecchia, eccellente sangiovese "naturale" (uno dei migliori vini italiani), è tutto fuorché "scarico" di colore
I Riesling di Wittmann, altro naturale, tra i migliori bianchi al mondo, non sono assolutamente torbidi, anzi.

Certo, poi il fatto che, a differenza dei vini convenzionali, non contengano anticrittogamic i e pesticidi aiuta la salute…
Citazione
 
 
0 #11 Claudia 2012-01-30 10:00 Citazione Massimiliano Montes:
i vini naturali sono in genere più buoni dei vini convenzionali.


Se lo dici tu!!! Ci credo !! Ma smettiamola veramente!! L'ultima volta che ho bevuto un vino di Cornelissen mi sono sentito derubata e presa in giro!! Se i vini natruali sono questi preferisco la Coca Cola.
Per il resto hai ragione la salute non c'entra nulla …mmmmmm… anche su questo ci sarebbe molto da ridire.. prima di scrivere riflettete e documentatevi.
Citazione
 
 
0 #12 Massimiliano Montes 2012-01-30 19:33 Romanée-Conti (Borgogna), Château Margaux (Bordeaux), Rinaldi e Cappellano (Barolo), Foradori (Alto Adige), La Biancara (Verona), Massa Vecchia (Toscana), Valentini (Abruzzo), De Franco (Calabria), Calabretta ed Arianna Occhipinti (Sicilia).

Sono solo alcuni esempi di vini ECCELLENTI da produzione naturale (l'elenco potrebbe essere più lungo).
I primi due sono considerati tra i migliori vini del mondo, non li ho messi a caso.

Non so cosa tu beva, ma per esprimere opinioni sui vini bisogna prima conoscerli.
Prosit
Citazione
 
 
0 #13 Marco 2012-01-31 10:32 Non metto in dubbio che alcuni dei vini da te mensionati siano buoni od eccellenti. Ma non basta seguire una moda per diventare grandi produttori. Potrei però farti anche io un elenco di produttori "convenzionali" con vini eccellenti. Ma a cosa serve? In questi ultimi anni stiamo assistendo alla ricerca esasperata del vino di supernicchia nella nicchia. Tutto diventa maniacalmante soggettivo e a volte quello che è imbevibile diventa "particolare o addirittura unico". Non si beve più per il piacere di bere bene ma solo per ostentare la propria competenza in ambito enologico. Ma basta! Per saper bere non basta bere grandi vini, bisogna approcciarsi al vino con grande umiltà e senza vincoli intellettuali.
La grande verità e che il risultato è sempre e solo nel bicchiere… non credo più alle favolette sulle tecniche di vinificazione, trattamento delle vigne, anfore, lampade magiche,a me non interessa se un produttore sia bello, brutto, se in cantina cammina con le ciabatte, se fa ascoltare musica alle sue piante o alle sue barrique, se dirada, se filtra se non filtra, se usa 1,2,3 grammi di metabisolfito e bla bla bla. Il linea di massima non credo a quello che si professa puro!! Tutto questo implicherebbe tanta sicerità, io non mi fido!
Citazione
 
 
0 #14 paolo 2012-01-31 12:15 @Claudia e Massimiliano

Se esprimere una opinione significa dover essere costantemente contraddetti da presuntuosi e partigiani che non leggono nemmeno quello che ho scritto nei miei post precedenti, allora fatemi il favore di andare avanti da soli, a me il giochino di chi ha torto o chi ha ragione non interessa.
Citazione
 
 
0 #15 pierina 2012-02-01 00:12 Citazione Marco:
…e a volte quello che è imbevibile diventa "particolare o addirittura unico". Non si beve più per il piacere di bere bene ma solo per ostentare la propria competenza in ambito enologico…

Condivido perfettamente.
Se il vino piace è buono, se ci sono meno solfiti è meglio.
L'unico modo per definirli "naturali" sarebbe la certificazione da parte di organismi terzi qualificati e un regolamento cogente.Tutto il resto è poesia
Citazione
 

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