Enzo Vizzari: disaffezione verso le guide. La causa? Sono troppe e c’è troppo livore in certi blog

Enzo Vizzari e Fabrizio Carrera
La disaffezione verso le guide? Esiste, è fuor di dubbio.
Sia quelle ai ristoranti che quelle rivolte al vino sono nel mirino. La colpa? C’è un’offerta sterminata, creata da troppi improvvisatori e da gente che si inventa un mestiere. E poi la colpa è anche di certi blog. A parlare è Enzo Vizzari, direttore delle guide de L’Espresso. L’ex manager divenuto una dozzina di anni fa uno dei più autorevoli critici enogastronomici parla a una platea attenta, quella degli studenti partecipanti al master in cultura della comunicazione e del gusto organizzato dall’università di Palermo e quella di un po’ di appassionati del settore tra cui giornalisti e blogger intervenuti all’incontro.
"La disaffezione - spiega ancora Vizzari - dipende dal fatto che c’è un’offerta sterminata e ci sono molti "guidaioli" che sono nati sull’onda dell’improvvisazione. Il lettore si trova così disorientato. In più il gioco al massacro dei blogger, altro non ha fatto che danneggiare il sistema, con i giudizi negativi, che sono diventati una palestra dell'approssimazione, della malafede, della volontà di nuocere. Dimenticando che chi compra una guida, la compra solo per sapere dove andare. Ma attenti, sono contro la censura, sono un liberal e ritengo che internet sia un grandissimo strumento di libertà e conoscenza. Anche se penso che prima o poi l'informazione in rete si autoregolamenterà". Non è l’unico giudizio sferzante lanciato durante l’incontro allo Steri di Palermo. L’altro riguarda i vini cosidetti naturali. "Non mi lascio impressionare dall'etichetta o dalle certificazioni - spiega - sono un laico, poiché credo che il vero giudice, come per un piatto, sia il palato. Se ci affideremo al nostro palato, non sbaglieremo. E comunque i peggiori vini biologici o biodinamici li ho bevuti in Sicilia". E sul vino siciliano, più in generale, liquida l’argomento con una battuta: "La Sicilia si è ubriacata".
Il discorso si sposta sulla scelta del ristorante o di un vino. Vizzari dice che non per forza ciò che costa di più è migliore, bisogna sapere scindere le due cose e soprattutto saper scegliere. Forse la mancanza di un interesse per la critica enogastronomica, da parte della stampa generalista, ha creato quello che lui stesso definisce "la pornografia della gastronomia", che vede sfornare in tv qualsiasi tipo di trasmissione avente come protagonisti cuochi e "cuochini": conferma del fatto che un settore così importante non abbia uno spazio ben definito sulla stampa generalista come accade ad altri settori, dalla musica alla letteratura.
"Fare critica su un settore del genere - riprende Vizzari - è imprescindibile dal fatto di saper cucinare -. Purtuttavia può rappresentare un valore aggiunto, quel know-how in più che diventa fondamentale nell'analisi sensoriale di un piatto e di un cibo nel momento in cui si deve esprimere un giudizio". In fondo il critico gastronomico altro non è che qualcuno che si deve porre super partes nel giudicare un piatto, un vino o un ristorante. "Fondamentale è il palato che va allenato giorno per giorno, ma ci vuole grande impegno e grande umiltà".
E poi il ragionamento corre veloce verso la scoperta di Massimo Bottura alcuni anni fa, oggi nell’olimpo della ristorazione europea con la sua Osteria La Francescana a Modena. "Lo conobbi per caso e dopo una cena da lui il voto in guida passò da 13 a 16 ventesimi e il collaboratore che lo aveva recensito fino a quel giorno smise di scrivere per la guida de L’Espresso", rivela Vizzari. Ed ancora i ricordi dell’infanzia, la passione per la cucina, per Parigi, il suo rapporto con i ristoratori. Due ore di intervista pubblica passate davvero in fretta.
Maria Antonietta Pioppo































Commenti
il massimo per un responsabile di guide…Forse anche queste esternazioni sono il motivo per cui le guide non vengono piu´tanto acquistate. Citazione
Imbevibile… da quale pulpito… Citazione
chi hanno premiato ? Citazione
Questa 80% da dove salta fuori, ha tirato un numero a caso oppure può condividere con noi la fonte? Reale biologico? Ma và!!!!!!! Citazione
il 99,99 % di chi beve vino sa solo berlo, come il 99,99 % di chi mangia dolci non fa certo il pasticcere , il 99,99 % di chi legge libri non ha mai pubblicato nulla e il 99,99 per cento di chi va al cinema non fa certo il regista . il suo esempio mi sembra alquanto bizzarro e poco calzante ! Citazione
Corretto: …avevo dimenticato: "Sanno come si beve non hanno idea di come si produce, e si permettono di giudicare." Come dire che siano i pasticcieri a muovere pubblica critica ai pasticcieri, solo il pasticciere può sapere quale sforzo è necessario a produrre quel dolce (Giudizio Critico)
Poi sarà il mercato a giudicare la vendibilità del prodotto (giudizio di mercato): sapore, colore, dolcezza, aspetto ecc, come aggregazione delle domande. Parere mio. Il giornalista può bere e giudicare di suo, ma a pubblicare dovrebbe stare attento. Altra critica: I panel di assaggio ormai sono nella maggioranza dei casi formati da 1-2 persone per area geografica, solo un numero almeno 10 volte superiore riesce a garantire oggettività di giudizio…ma poi gli interessi.. Citazione
Carissimo Monfortino o lei è un giornalista o non è un blogger attento. Nelle ultime settimane su questo sito sono apparsi degli articoli che criticavano e valutavano persino l\'utilizzo di prodotti enologici (articolo Sig.Montes)facendo passare noi enologi come una sorta di chimici adulteratori. Non le sembra increbibile che gente con nessuna preparazione tecnica si imbarchi in determinate questioni? Quindi mi sembra poco calzante anche il suo intervento e condivido in pieno l\'intervento del mio omonimo. Citazione
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