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28
Ott

Quattro vini francesi raccontati da Nicola Sarzi Amadé

on 28 Ottobre 2012. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Assaggi e Personaggi


Nicola Sarzi Amadè e Giancarlo Gariglio durante l'incontro

"Non sono un autore, bensì un distributore".

Così al Salone del Gusto-Terra Madre Nicolò Sarzi Amadé, titolare dell'omonima azienda d'importazione con sede a Milano, inizia ironicamente il racconto della sua storia a "Incontri con gli autori", il laboratorio dedicato ai produttori e agli imporatori di vino. Ad averlo condotto Gianfranco Gariglio, curatore della Guida Slow Wine.

Mosso da una forte passione e stimolato anche da un ambiente familiare fortemente legato al vino, decide di lanciarsi nell'avventura della distribuzione e dell'importazione. "La mia famiglia aveva una azienda agricola nella provincia di Mantova e io- dice- da bambino mi intrufolavo in cantina nel momento in cui si vinificava. In quel periodo il nostro vino era molto apprezzato ed era il più presente in tutte le osterie di zona. Sicuramente il mio vissuto ha influito sulle scelte che poi mi hanno portato ad avviare una carriera in questo mondo". Step by step, il titolare dell'azienda inizia a distribuire vini italiani. "La prima azienda a far parte della rosa è stata Antonello Gattinara, seguito poi da Giacosa, "all'epoca nome meno noto di adesso" commenta Sarzi Amadé.


Le etichette degustate

La svoltà arriva però nell' '82, anno in cui decide di volersi approcciare ai vini francesi. Decide così di organizzare con un suo amico un viaggio nella Champagne "il mio percorso coi vini francesi è stato graduale e sicuramente non facilissimo- racconta- ero sempre spinto dalla curiosità di conoscere i diversi prodotti e le diverse regioni e, naturalmente il mio tempo libero era dedicato alla conoscenza di tutto ciò che riguardava il mondo enologico. Dalla Champagne alla Borgogna e ancora a Bordeaux, Sarzi Amadé ci racconta quanto importante sia l'approccio con le piccole realtà francesi e con i negotiants, l'anello di congiunzione più importante per la commercializzazione del vino.
"Sono andato ad incontrare i produttori delle aziende uno per uno e con tutti loro è nato uno spelndido rapporto di collaborazione serio e continuo negli anni. inoltre, recandomi spesso in Francia ho anche avuto modo di apprendere il loro modo di fare vino alla francese, in quel modus operandi in naturalità e precisione contadina nella gestione del vigneto.


Corton-Charlemagne Grand Cru del 1999 di Domaine Bonneau du Martray

Al laboratorio ha portato alcune delle etichette che ditribuisce, testimoniando l'emozione, la conquista di ognuna di queste piccole aziende. "Sono prodotti che offrono una grande qualità a prezzi più che ragionevoli - dice- e penso che oggi sia imporante comunicare questo messaggio".

Entrando nel vivo della degustazione, i quattro prodotti presentati, esprimevano la loro particolarità, ognuno per il proprio terroir di appartenenza.

l primo prodotto era uno Corton-Charlemagne Grand Cru del 1999 di Domaine Bonneau du Martray. Un vino della Borgogna, caratterizzato da una complessità olfattiva che spiega meglio di qualsiasi definizione il concetto di "Domaine", ovvero di vino prodotto solo con uve provenienti da vigneti di proprietà. Una freschezza, risconoscibile già dal colore. Un vino caratterizzato da un'armonia delle parti che gli regalano una certa particolarità e una facile beva.


Riesling Brand del 2003 di Domaine Zind-Humbrech


Riesling Brand del 2000 di Domaine Zind-Humbrech

Il secondo e il terzo vino provengono dall'Alsazia, altri due prodotti della rosa di Sarzi Amadè: Riesling Brand di Domaine Zind-Humbrecht, il primo annata 2003, il secondo annata 2000, piena espressione di evoluzione di Riesling. Il primo,caratterizzato da un'aromaticità e da una freschezza che lo rendono il compagno ideale di ogni piatto, anche quello più strutturato; il secondo, ancora più sorprendente, che rappresenta un perfetto equilibrio tra parti dure e parti morbide.


Reignac Bordeaux Supérieur del 2004

Chiude il tasting, un Reignac (Bordeaux Supérieur) del 2004, un rosso ben strutturato, caratterizzato da un tannino rotondo. Un vino giovane, ma come tutti i vini possenti della zona di Saint Emillon, che ben si presta all'invecchiamento.

Maria Antonietta Pioppo

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