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08
Mar

Arancine, alici "allinguate", sfincione: il meglio della gastronomia siciliana a Berlino

on 08 Marzo 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La manifestazione

 
(Lo sfincione)

Il pane fresco di Monreale, lo sfincione Bagherese, le alici "allinguate" e un tripudio di fritti della tradizione palermitana, oltre al monumento gastronomico orgoglio della pasticceria siciliana che è il cannolo di Piana degli Albanesi. 

Queste sono solo alcune delle bontà che la chef Sarah Bonsangue del Ristorante “I Cucci” di Palermo preparerà in occasione dell’aperitivo ufficiale che il Distretto turistico Costa Normanna, in collaborazione con la Regione Sicilia, ha voluto offrire a giornalisti e operatori del settore turistico in occasione della ITB di Berlino, la maggiore fiera internazionale e il più grosso mercato d'affari legato all'industria del turismo. La degustazione prevista per il 9 marzo si terrà in uno dei quartieri storici più suggestivi di Berlino, Alt-Tempelhof e prevede una selezione di prodotti e ricette del territorio preparato e raccontato dalla chef siciliana Sarah Bonsangue.


(Sarah Bonsangue)

“Palermo, capitale italiana della cultura 2018 - racconta la Chef - si farà vetrina e portavoce di tutto il patrimonio culturale di un intero territorio, una grande opportunità di riscatto, dove bisognerà essere pronti a mostrare l’eccellenza della nostra terra, in primis con la nostra proposta gastronomica che è già essa stessa un patrimonio da difendere, tutelare e valorizzare. Per questo abbiamo con entusiasmo deciso di accettare la sfida di questa cena e presentare un menù pensato per esprimere al meglio la diversità della nostra costa e mostrare a giornalisti e operatori del settore, quanta storia, cultura e passione c’è nella nostra cucina di territorio”. Un racconto gastronomico emozionante dove protagonista sarà l’eccellenza della materia prima proveniente dal territorio del Distretto Turistico, impreziosita dalla presenza di alcuni Presidi Slow Food e dalla selezione dei vini della Cantina Principe di Spadafora.

Si parte dalla caponata di melanzane esaltata dalla presenza del Presìdio Slow Food Cappero di Salina, passando per le olive conzate verdi e nere tipiche del palermitano, la ricotta fresca di pecora di Piana degli Albanesi e una degustazione di olio extra vergine di oliva dell’entroterra palermitano, dove il Sale Marino di Trapani Presìdio Slow Food, diventa protagonista. Si prosegue poi con gli antipasti più sostanziosi, piatto icona della chef, le alici allinguate su letto di cavolo nero, per arrivare al tripudio di fritti simbolo dello street food palermitano: arancinette, crocchè, panelle e l’immancabile sfincione nella sua doppia versione, bianco come si fa a Bagheria, la città delle ville immortalata dal regista Giuseppe Tornatore, e rosso come è invece tradizionale a Palermo. Si continua poi con gli involtini di carne e caciocavallo prezioso formaggio tradizionale, prodotto con il latte del Presìdio della Razza Bovina Cinisara. Si passa poi al timballo di pasta al forno e il baccalà a sfincione, rivisitazione creativa del tipico pesce essiccato ideato dalla Chef Sarah Bonsangue, per concludere poi in bellezza con l’immancabile cannolo Di Piana degli Albanesi, orgoglio del ristorante “i Cucci”.


(Le alici "allinguate")

“In questo menù abbiamo deciso di raccontare i diversi livelli storici che la cucina del palermitano porta con sé, - spiega Sarah Bonsague – a Berlino racconteremo della caponata di melanzane, un antipasto che rappresenta l’essenza dell’inventiva palermitana. L’antica e originale ricetta prevedeva infatti l’uso del capone, che viene sostituito dalla melanzana, grazie allo spirito d’inventiva dei palermitani che volevano imitare le nobili famiglie pur non potendosi permettere il costoso pesce. Narreremo ai giornalisti la storia delle nostre arancine, simbolo dell’eterna discordia tra Palermo e Catania. La dorata palla di riso ha infatti origini arabe ma, la leggenda vuole che  incontrasse sulla sua strada Federico II che la arricchisce della sua croccante panatura, cosa che fa ancora oggi la fortuna di questa popolarissima ricetta. Parleremo poi dell’abitudine tutta barocca e di chiara influenza borbonica dei timballi di pasta, quando nei palazzi nobiliari i Monsù, raffinati cuochi di corte di origine francese si divertivano a farcire gli sformati di pasta di qualunque prelibatezza potesse riuscire ad ostentare la ricchezza dei loro nobili padroni. Ci divertiremo inoltre a raccontare del Cannolo di Piana degli Albanesi e della storia di questo paese, dove la cultura siciliana e quella balcanica si incontrano secoli fa e oggi ancora dialogano e si rispettano”.

C.d.G.

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