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03
Lug

Roero è 2.0. A Vitis dimostrata la versatilità dei bianchi piemontesi - I nostri assaggi

on 03 Luglio 2019. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La manifestazione


(Il castello di Govone durante Vitis)

di Francesca Landolina, Govone (Cn)

Varcare la porta dell’Enoteca regionale del Roero 2.0 significa entrare in contatto con 66 produttori di vino associati e calarsi in un territorio piemontese, ricco di storia e di tradizione. 

Un territorio che vede mille ettari vitati a Roero Docg, Arneis e Roero, per una produzione di più di 6 milioni di bottiglie, di cui il 60% destinato all’export. Forse poco conosciuto rispetto alle Langhe e al Monferrato, eppure le sue colline sono anch’esse patrimonio mondiale Unesco, importante è la storia dei suoi vitigni autoctoni (della coltivazione dell’Arneis nel Roero si ha traccia scritta già tra la fine del ‘400 e ‘inizio del ‘500) e piena di tradizione è la viticoltura che, date le pendenze, porta i viticoltori ad eseguire gran parte delle operazioni colturali manualmente. Siamo su terreni di origine marina, con suolo marnoso arenario e prevalenza di arenarie, che rendono la terra povera di sostanza organica ma ricca di sali minerali capaci di regalare ai vini bianchi caratteristiche di mineralità e sapidità. 

Con lo scopo di farli conoscere, è nata “Vitis – I Grandi Bianchi del Roero”, una manifestazione organizzata proprio dall’enoteca regionale, nel nobile scenario del castello di Govone, per celebrare i grandi bianchi autoctoni, Arneis e Favorita, i due vitigni autoctoni di grandi potenzialità e versatilità. A dimostrarlo la cena evento, nel corso della quale sono stati serviti alcuni vini, premiati con il titolo onorario di “Vini dell’anno 2019 dell’Enoteca Regionale del Roero” da un’illustre giuria di enologi e rappresentanti di Ais, Onav, Fisar. Ad aprire le danze, in ordine di servizio ai tavoli, il Soelì Roero Arneis Docg Metodo Classico della Cascina Lanzarotti, la Langhe Favorita Doc 2018 della Cascina Chicco, il Roero Arneis Docg 2018 dell’Azienda Agricola Borgogno Rivata e il Serramiana Roero Arneis Docg 2018 della Cantina Marsaglia, la riserva Sette Anni Roero Arneis Docg dell’Azienda Agricola Negro Angelo & Figli e il Moscato d’Asti Docg Santa Vittoria d’Alba dell’Azienda Agricola Fratelli Rabino.


(Una vigna di Roero - ph Paolo De Stefanis)

Tra i criteri che hanno spinto alla scelta c’è, senza alcun dubbio, la migliore capacità di espressione del territorio, con la sua varietà di suoli argillosi, calcarei, sabbiosi, in un’area climaticamente semi-arida. E c’è anche la capacità di esprimere la tradizione della viticoltura locale, su terreni collinari a un’altitudine non superiore ai 400 metri e talvolta su pendenze che portano il viticoltore ad eseguire manualmente la maggior parte delle operazioni colturali. “La missione dell’enoteca nell’ideazione e realizzazione di questo evento è nata dalla volontà di dare continuità alla tradizionale uscita sul mercato della nuova annata del Roero Arneis – ha affermato il Direttore dell’Enoteca Pier Paolo Guelfo - L’associazione nata nel 2017 ha iniziato nel 2018 a gettare le basi promozionali per portare il brand Roero all’apice della conoscenza”. “Dalla fondazione dell’Enoteca 2.0 questo è solo l’inizio e solo una delle tante iniziative di cui l’Associazione vuole farsi promotrice, portando in autunno il territorio del Roero alla ribalta anche a Roma, in collaborazione con la Langa”, ha detto il Presidente dell’Enoteca Marco Perosino. 


(L'enoteca del Roero 2.0)

L’enoteca, dopo un anno dalla fondazione, ha venduto, nel 2018, 9.500 bottiglie e conferma un crescente interesse da parte dei paesi europei. In testa i Paesi Scandinavi, segue la Germania e poi l’Italia. La struttura vanta la presenza di 300 etichette nella sua selezione e ha generato nel 2018 tra vendite e iniziative di promozione un fatturato di 256.000 euro. “In enoteca il vino più richiesto è proprio l’Arneis – ha affermato Guelfo – e a seguire il Roero Arneis Spumante, Nebbiolo e Roero, con un ruolo subito importante dei vitigni autoctoni”.

I vini premiati

Soelì Roero Arneis Docg Metodo Classico della Cascina Lanzarotti
Perlage fine e di buona persistenza, al naso presenta un bouquet delicato di fiori bianchi, con note di pesca e mela. Al palato conferma la piacevolezza tipica dell’Arneis secco di buona struttura.

Langhe Favorita Doc 2018 della Cascina Chicco
Dal tipico colore giallo paglierino brillante, presenta al naso un bouquet fresco e fruttato, che ricorda i fiori bianchi, la ginestra, la mela e la pesca. Sorso morbido e pieno. 

Roero Arneis Docg 2018 dell’Azienda Agricola Borgogno Rivata
Al naso si percepisce la freschezza delle note fruttate, di pesca, fiori bianchi ed erbacee. In bocca fresco e asciutto con finale amarognolo.

Serramiana Roero Arneis Docg 2018 della Cantina Marsaglia
Al naso presenta un bouquet dal profumo fresco e fruttato di mela, banana, ananas. Sorzo morbido, pieno, con finale gradevolmente amarognolo. Di buona persistenza

Riserva Sette Anni Roero Arneis Docg dell’Azienda Agricola Negro Angelo & Figli
Colore giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso sentori di anice stellato e nocciola, pera matura e zafferano. In bocca caldo e con una nota acida che sfuma nel sapido.

Moscato d’Asti Docg Santa Vittoria d’Alba dell’Azienda Agricola Fratelli Rabino
Profumi complessi al naso con note di muschio, salvia e fiori d’arancio. Dolcezza equilibrata e buona persistenza.

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