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Giu

Dom Pérignon P2 2000 e la cucina romana: Roscioli conquista anche i più scettici

on 14 Giugno 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - L'evento


(Nabil Hassed e Valerio Capriotti)

In occasione della presentazione del Deuxieme Plenitude P2 di Dom Perignon alla Casa dei Cavalieri di Rodi, una delle location tra le più spettacolari della Capitale, si è tenuta la cena battezzata “Tributo a Roma”, curata dello chef Nabil Hassed del ristorante salumeria Roscioli. 

Le proposte iniziali per l'aperitivo non si sono scostate dall'essenza e dai sapori tipici romani. Si sono alternati infatti vassoi di pizza bianca e mortadella, carciofini sott'olio e tre diverse tipologie di supplì tra cui ha spiccato per croccantezza e sapore quello al cacio e pepe. La cena, servita ai tavoli sotto l'occhio vigile di Valerio Capriotti, è stata un susseguirsi di rivisitazioni di piatti della cucina romana in chiave moderna, studiati e realizzati per essere in perfetto accordo con il Dom Perignon P2 2000 in degustazione.

Il piatto degustato per primo è stato l'uovo in trippa: una versione vegetariana della tradizionale trippa romana realizzata con una frittata delicata e di piacevole consistenza ripassata in una salsa di pomodoro con un'aggiunta di menta romana e pecorino.

Subito dopo è stata la volta dei bombolotti alla gricia, perfetto incrocio tra una classica cacio e pepe e una contemporanea amatriciana. Alla cacio e pepe è stato aggiunto il guanciale e alla amatriciana è stato tolto il pomodoro.

Abbinamento inconsueto e forse un po' azzardato è stato quello del fiore di zucca con coda alla vaccinara. Premesso che quest'ultima non è gradita a tutti, romani e non, il fiore di zucca è tradizionalmente fritto in pastella e ripieno di mozzarella e alici o mozzarella e mortadella, in questo caso è stato farcito con carne di coda di bovino cotta in salsa di pomodoro, sedano e carota.

Piatto forte della serata è stata la porchetta, servita a fette come si fa ai Castelli Romani, accompagnata da patate al forno e misticanza di campo. La misticanza è stata davvero apprezzata da tutti o almeno da chi sa quanto sia difficile reperirla e soprattutto poterla mangiare assaporando i veri sapori di campo racchiusi in una fogliolina di scaccialepre o di cicorietta o rughetta. Dal sapore piccante e rustico, la misticanza ha conquistato i palati dei più raffinati ospiti che in alcuni casi hanno chiesto anche il bis.

In chiusura è stato servito un dolce che affonda le sue radici nella tradizione ebraico-romana che è la crostata di ricotta e visciole, ma in questa occasione rivisitato in chiave elegante come mousse di ricotta e visciole su una base di frolla al cioccolato. Una cena indubbiamente votata ad esaltare il gusto e le bollicine dello champagne con cui si è accompagnata, un modo per Roscioli di mostrare le qualità per cui è famoso in tutta Roma e non solo. Tra i partecipanti molti rappresentati dell'associazione “Noi di Sala”, alcuni chef tra cui lo stellato Andrea Aprea e alcuni giornalisti di settore. 

A proposito di Roscioli ci sono novità che riguardano l’attività dei tasting e delle degustazioni con la creazione della nuova Rimessa Roscioli, un spazio dedicato alla conoscenza del vino, allo stare insieme e all’abbinamento fra grandi etichette e cucina. Un locale dove prendere parte anche a corsi di cucina, seminari e workshop in italiano e in inglese. Altra novità è un prossimo progetto a cui i fratelli Roscioli stanno lavorando che è la creazione di un nuovo grande laboratorio del pane dove fare sperimentazione su nuove tecniche e materie prime, aumentare la produzione dei prodotti del forno per intensificare la distribuzione a tutta la rete di hotel e ristoranti della capitale e creare uno spazio di formazione professionale specifico sul pane.

Fabiola Pulieri

 
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