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Lug

Valorizzare il pomodoro laziale Torpedino: "Ecco perché ho scommesso su questa varietà"

on 16 Luglio 2016. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - L'iniziativa

(Antonello Colonna, Carlo Hausman, Valentina Canali, Mariano Di Vito, Domitilla Dardi, Amelia Cuomo e Tiziana Briguglio)

di Fabiola Pulieri

A Labìco, a pochi chilometri da Roma, si è svolta una tavola rotonda dedicata ad un progetto che ha come protagonista il Torpedino, il pomodoro laziale, nello splendido contesto del Resort Colonna che vede unite in un'unica sinergia: il cibo, l'arte, la bellezza e la natura. 

A fare da filo conduttore a questo progetto, un modello d’impresa che, partendo dalle radici e da uno stretto legame con la terra, tende ad innovarsi attraverso un portavoce straordinario e per certi versi “visionario” che è Antonello Colonna. Rivoluzionario, vulcanico e istrionico chef, grande imprenditore, amante dell'arte e maestro del gusto e di una ritrovata filosofia, quella del “Farmer-Chef”, Antonello Colonna ha deciso di ospitare nel suo Resort, a Labìco appunto, 300 piante del pomodoro laziale, il Torpedino, esempio dello straordinario passaggio tra l'innovazione che riporta alla tradizione e l'avanguardia che si fa origine.


(Pomodori Torpedino)

Lo chef della Porta Rossa è infatti continuamente proteso verso la valorizzazione del territorio, da un lato con un progetto di recupero dell'antica Via Labicana, voluto dallo stesso Antonello Colonna insieme all'assessorato alla cultura di Valmontone e alla Soprintendenza del Lazio e dell'Etruria meridionale, firmato il 10 giugno scorso, dall'altro lato con il Torpedino, il pomodoro laziale che si presenta come un gustoso ibrido dalla forma allungata simile ad un mini San Marzano, in un progetto legato all'arte intesa a tutto tondo che coinvolge cibo, natura e design.
Proprio a casa dello chef, al Resort Colonna a Labìco, questa tavola rotonda ha visto la partecipazione attiva e interessata di numerosi ospiti che sono intervenuti a sostegno e per la valorizzazione di questo progetto, quali l'assessore all'agricoltura della Regione Lazio, Carlo Hausman; il direttore generale vicario di Agro Camera, Valentina Canali; la curatrice di design Domitilla Dardi; molti produttori rappresentati da Mariano Di Vito e Amelia Cuomo titolare dell'omonimo pastificio di Gragnano.


(Antonello Colonna e Carlo Hausman)

Il pomodoro Torpedino, nato da un progetto nel 2011 e da un investimento di quasi un milione di euro, stanziato in ricerca agronomica per questa varietà, si caratterizza per un sapore intenso, con decise note aromatiche e un equilibrato rapporto tra dolcezza e acidità, come i pomodori di una volta, ma con una bassa resa nella coltivazione. Dal mese di maggio a quello di novembre, infatti, si ha una buona disponibilità di prodotto e viene coltivato esclusivamente nella piana di Fondi, ma per offrire continuità di fornitura e avere il Torpedino sempre presente sul mercato, anche se in misura limitata, da dicembre ad aprile la produzione viene spostata in Sicilia, nella provincia di Ragusa.


(Piante di pomodori)

“La sperimentazione di questa coltura nel 2011 - ha raccontato Mariano Di Vito, titolare dell’azienda Mafalda che ha l’esclusiva sul seme - è iniziata proprio in Sicilia, ma sono stati gli agricoltori e le cooperative del mercato di Fondi che ci hanno creduto impiantandolo nei loro terreni ed aumentando ogni anno la produzione. Oggi si è creata una squadra affiatata tra i produttori che sono diventati circa 20 su 10 ettari, per un totale di 5.000 quintali all'anno di produzione e il pomodoro Torpedino si sta rivelando un'eccellenza del territorio pontino, un prodotto portabandiera del mercato di Fondi, che sta raccogliendo pieno consenso tra chef e amanti della buona tavola. Al consumatore costa un 20% - 30% in più rispetto ai listini di altre varietà pregiate, ma la distribuzione attraverso la Catena Conad, soprattutto nel Lazio, sta diventando sempre più capillare e lo sta facendo apprezzare e conoscere ai consumatori. La novità più significativa però è nell’orgoglio ritrovato tra noi coltivatori pontini, col Torpedino abbiamo scoperto un nuovo modo di fare agricoltura e ora il sostegno e la partecipazione dello chef Colonna non fanno che aumentare questo orgoglio”.


(L'esterno del Resort Colonna)

Valorizzazione, senso di appartenenza e significato di comunità sono stati i concetti sottolineati alla tavola rotonda, confermati anche dall'assessore all'agricoltura della Regione Lazio, Carlo Hausman, secondo il quale “questo prodotto è in continua evoluzione, è una continua scoperta ed è una continua sfida, anche per questo è piaciuto allo chef Colonna che ama le sfide. E' un prodotto unico e di alta qualità e nel suo piccolo è perfetto. Molto resistente in fase produttiva e durante il trasporto, se per qualcuno è un difetto il fatto che si possa coltivare solo in alcuni periodi, per noi può essere un vantaggio. Questo progetto, legato alla produzione, ma anche all'arte, al design e alla cultura è originale e può coinvolgere molti altri produttori, visto e considerato che il Lazio non ha un suo pomodoro. Quando allargherà ulteriormente i suoi orizzonti ci muoveremo per dare a questo pomodorino i riconoscimenti di zona che merita e la giusta protezione territoriale, anche se è già un marchio registrato".


(Carlo Hausman)

Anche Valentina Canali, direttore generale vicario di Agro Camera - ex Azienda Romana Mercati, l'Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma per lo sviluppo e la promozione del sistema agroalimentare e la gestione della Borsa Merci, con funzioni di supporto e di promozione degli interessi generali delle imprese - a proposito di questo progetto ha detto che “il Torpedino è il mix giusto di bontà e dolcezza. E' un cibo che si consuma mentre si cammina, con la sua confezione trasparente che si apre, si riempie di acqua, poi si svuota e si mangia e questa è la forza di un prodotto e di un progetto con l'impronta di Agro Camera, che cerca di impiegare il più possibile l'esperienza di vita di persone che si impegnano con entusiasmo ed energia per valorizzare quello che di buono c'è nel Lazio”. Durante la tavola rotonda si è parlato anche di Labicalia il progetto di design e ricerca attuato insieme ad artigiani di vari settori che realizzeranno oggetti e arredi “made in Vallefredda” che saranno esposti al Resort Colonna e poi viaggeranno in giro per il mondo per far conoscere la realtà laziale oltreconfine. A conclusione dei lavori una degustazione di tante ricette, dall'antipasto al dolce, a base di pomodoro Torpedino che hanno permesso ai presenti di apprezzare le molteplici sfaccettature di questo dolcissimo pomodoro.  
 


 
 
 

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