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Alexandare Quenardel "stregato" dalla Toscana: "Nei miei champagne c'è tanto di Italia"

on 17 Dicembre 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La degustazione


(Alexander Quenardel)

di Michele Pizzillo, Milano

Quasi da non crederci: un giovane produttore di champagne che vive in Italia e parla perfettamente la lingua di Dante, addirittura perfezionata in Toscana. 

“E’ vero, ho vissuto per diversi anni a Carrara perché 25 anni fa mio padre acquistò una cava di marmo per diversificare le attività, alternando frequenti soggiorni tra la Toscana e Reims, o meglio il paesino di Ludes dove, nel 1906, il mio avo John Henry decise di vinificare la sua produzione di uva e commercializzare i vini con il suo nome”, racconta Alexandre Quenardel, che si è fatto carico di incrementare le vendite qui, da noi, dello champagne – 150.000 bottiglie - che produce lo zio John Charles. Ottenute da uve selezionate in un’azienda che supera i 20 ettari di vigneti dove pratica la coltura sostenibile “inerbando i terreni e riducendo la resa, così da evitare l’utilizzo di pesticidi e l’erosione del terreno, per favorire lo sviluppo qualitativo delle uve – spiega Alexandre -. Tant’è vero che le nostre viti, quando è necessario, cercano da sole l’acqua, allungando le radici sino a 7 metri di profondità per trovare gli elementi nutritivi di cui hanno bisogno”. Si intuisce subito che i Quenardel hanno scelto un obiettivo preciso: rimanere quelli che offrono champagne rari e dal carattere autentico. E, sottolinea il “ramo italiano” di questa famiglia di viticoltori francesi, Ludes, dove ha sede l’azienda e gran parte delle proprie vigne, è un incantevole paesino di viticoltori a valle della montagna di Reims, con una posizione ed un clima che hanno permesso la classificazione “premier cru”, denominazione che garantisce la produzione di champagne pregiati.


(Giuseppe Vaccarini)

Aggiunge Alexandre: “Ci prendiamo cura dei nostri vitigni come fosse la nostra famiglia. Noi lo amiamo questo territorio e i vitigni che crescono, tanto da essere una delle rare maison di champagne che coltiva tutti e tre i vitigni autorizzati in questa regione perché siamo convinti che per far nascere un buon vino occorra innanzitutto una buona uva, per conferire caratteristiche particolari al momento dell’assemblaggio”. Così lo Chardonnay è coltivato a Cernay-Lés-Reims – su un terreno più freddo e ricco di argilla – e sulla Cote de Sézanne, su un terreno di gesso che dona ai vini aromi freschi e delicati. Il Pinot Noir e il Pinot Meunier, invece, sono coltivati a Ludes, terroir che permette al primo di dare una invidiabile struttura ai vini; il secondo, invece, li rende morbidi e fruttati. Nel corso della presentazione della Maison organizzata a Milano dall’Associazione della sommellerie professionale italiana presieduta da Giuseppe Vaccarini - è stato il primo miglior sommelier del mondo -, nell’ambito della selezione del miglior sommelier d’Italia eletto dall’Aspi, Alexandre Quenardel ha guidato una degustazione di alcune cuvée che producono nell’azienda di famiglia. In questa occasione abbiamo appreso che questa maison fa maturare i suoi champagne in vasche di cemento e vasche inox a secondo della tipologia delle uve, per ottenere sempre prodotti unici e Alexandre evidenzia che “siamo una delle rare maison orgogliosa di essere considerata artigiana perché utilizzano esclusivamente vini invecchiati – anche 7 anni – per l’assemblaggio, ottenendo così, champagne sorprendentemente morbidi”, come conferma lo stesso Vaccarini presentando champagne come:

Blason Vert Brut: la spuma abbondante, compatta, di rapida evanescenza con bollicine molto fini e persistenti è la caratteristica di questo champagne ottenuto da uve Chardonnay (45%) e Pinot nero premier cru (55%). Il bouquet è intenso di aromi di frutta, rabarbaro, uva spina e sostenuto da un gradevole sentore speziato. Corpo pieno, secco, ben equilibrato tra morbidezza e freschezza e tutto accompagnato da una bella sensazione di mineralità e una persistenza finale molto lunga. E’ uno champagne invecchiato 36 mesi. Può essere consumato come aperitivo ma anche con antipasti a base di pesce, risotti con verdure e carni bianche.

Brut Réserve: è ottenuto dall’assemblaggio di tutte tre le uve prodotte dai Quenardel e, cioè, Chardonnay (55%), Pinot noir premier cru (35%) e Pinot Meunier premier cru (10%), ed è proposto in magnum, Jéroboam (3 litri) e Mathusalem (6 litri) dopo un invecchiamento di 48 mesi. Alla spuma finissima si accompagna un bouquet raffinato e complesso di aromi di albicocca e pera, delicate note di miele e frutta secca. In bocca, poi, regala struttura, freschezza e fruttato con una lunga persistenza gusto-olfattiva su note fruttate e di caffè fresco. Il consiglio di consumo è berlo alla temperatura di 8-10° in una flute larga per meglio apprezzare tutte le sue caratteristiche organolettiche.

Blanc de Blancs Brut: 100% Chardonnay per uno champagne invecchiato 72 mesi e che – evidenzia Vaccarini – conquista subito per il suo brillante colore paglierino e, successivamente, per il bouquet fine e complesso di intense note di frutta gialla e di note aromatiche di brioche e di biscotto. In bocca è elegante, strutturato e caratterizzato da una cremosità immediata che lascia poi spazio alla morbidezza perfettamente equilibrata dalla freschezza. Chiude con una lunga persistenza di fruttato e di miele di acacia.

Cuvée Prestige brut 2005: è l’unico millesimato che propongono questi artigiani dello champagne. Alla base,  un assemblaggio di Chardonnay (60%) e Pinot nero premier cru (40%) che assicura un vino di grande finezza già a partire dal colore giallo brillante con riflessi dorati, dal bouquet ricco e armoniosamente equilibrato tra note floreali, fruttate e tocchi speziati nonché sensazioni di lievito che richiamano il biscotto. In bocca è ampio, fresco, con una sensazione vellutata che gli conferisce armonia e perfetto equilibrio con un’acidità in bella evidenza. Ad esaltare la purezza e la nobiltà di questo champagne, è il lungo finale. E’ invecchiato 60 mesi e può essere degustato da solo o abbinato a raffinati piatti di alta gastronomia.

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