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Ciak Irpinia, si svela la 2018 per i bianchi e la 2015 per il Taurasi - I NOSTRI ASSAGGI

on 27 maggio 2019. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La degustazione


(Milena Pepe, Stefano Di Marzo, Luigi Moio e Piero Mastroberardino)

di Federico Latteri, Atripalda (Av)

Grande successo per Ciak Irpinia, la rassegna dedicata ai vini di quest'area della Campania organizzata dal Consorzio di Tutela dei Vini d'Irpinia con il patrocinio del Comune di Atripalda, della provincia di Avellino e del Gal Irpinia-Sannio. 

La terza edizione che si è tenuta presso la Dogana dei Grani di Atripalda ha registrato numeri da record: oltre 500 appassionati e operatori del settore hanno visitato gli stand delle 52 aziende partecipanti e 60 giornalisti della stampa nazionale ed estera hanno seguito le varie fasi della manifestazione. Esprime grande soddisfazione il presidente del Consorzio dei Vini d'Irpinia Stefano Di Marzo: “Il bilancio è sicuramente esaltante. In pochi anni Ciak Irpinia si è ritagliato uno spazio di assoluto prestigio all’interno del calendario di appuntamenti di settore regionale e nazionale. Siamo convinti che ci siano i margini per crescere ancora, come dimostra l’attenzione della stampa estera. La filiera vitivinicola irpina è una realtà sempre più consolidata anche sui mercati internazionali. Operare in sinergia è una scelta vincente, destinata far crescere ulteriormente la visibilità delle nostre produzioni e dell’intero territorio. Un obiettivo per il cui raggiungimento il nostro Consorzio è impegnato quotidianamente al fianco delle imprese irpine”.


Le attività sono cominciate al mattino con la degustazione alla cieca per esperti e giornalisti di 60 campioni delle denominazioni Irpinia Doc Falanghina, Fiano di Avellino Docg, Greco di Tufo Docg (tutti annata 2018) e Taurasi Docg (annata 2015). Poi la commissione Tecnica Territoriale presieduta da Luigi Moio ha tenuto una sessione di approfondimento durante la quale sono state spiegate le particolari caratteristiche del terroir irpino e gli andamenti climatici delle annate 2015 e 2018. Erano presenti anche Piero Mastroberardino, il presidente del consorzio Stefano di Marzo e l'imprenditrice Milena Pepe. A seguire il Vintage Rating, un interessante momento di confronto con tecnici, giornalisti e produttori.

Nel pomeriggio si è tenuto il walkaround tasting con i vini delle nuove annate e di quelle precedenti proposti sui banchi d'assaggio e la possibilità di dialogare con i produttori. Il territorio Irpino è molto particolare, si tratta di una sorta di “bolla continentale” all'interno dell'Italia meridionale con un clima caratterizzato da inverni rigidi, frequenti precipitazioni e forti escursioni termiche. Per questo motivo qui si ottengono vini di montagna con notevole acidità e capacità di evolvere nel tempo. L'annata 2018 è stata caratterizzata da piogge primaverili ed estive che hanno comportato un'impegnativa gestione delle vigne. Si tratta comunque di un millesimo molto buono con bianchi freschi, fini, intensi e complessi. Il 2015 ha visto un buon accumulo di riserve idriche durante l'inverno, seguito da primavera e estate asciutte. Sono state vendemmiate uve rosse di alta qualità che hanno dato vini concentrati e strutturati.

Di seguito alcuni dei nostri assaggi:

Antonio Caggiano
Taurasi Vigna Macchia dei Goti 2015: intenso e mentolato al naso nel quale sono evidenti profumi di amarena accompagnati da note floreali. Il sorso è potente, strutturato e provvisto di tannini fittissimi e grande persistenza. Notevoli le potenzialità evolutive. Buono il Fiano di Avellino Bèchar 2018, fresco, tipico con fiori gialli ed erbe officinali.

Borgodangelo
Elegante, equilibrato e territoriale il Taurasi Riserva 2010. Al palato mostra un'ottima acidità, intensità gustativa e tannini di qualità ben estratti.

Cantina San Paolo
Il Greco di Tufo 2018 è freschissimo, ben bilanciato, strutturato, salino, molto lungo e piacevolmente agrumato. Un bianco di qualità. Elegante e floreale il Fiano di Avellino 2018.

Cantine dell'Angelo
Autentici, schietti e diretti il Greco di Tufo Torrefavale 2017 e il Greco di Tufo Miniere 2017.Il primo, consistente e lungo, si distingue per finezza e complessità lievemente maggiori, il secondo è sulfureo e sapido.

Cantine Di Marzo
Tipico il Greco di Tufo 2018, dotato di viva acidità e sapido in chiusura. Molto interessanti i tre cru di Greco di Tufo, tutti del 2017: l'Ortale, intenso e consistente, il Laure, minerale e completo e il Colle Serrone, ancora molto giovane.

Ciro Picariello
Territoriale e ben fatto il Fiano di Avellino 2018, giocato su note floreali e fruttate al naso e dotato di un sorso ricco, dinamico e lungo. Riusciti l'Irpinia Fiano 2018, il bianco fatto con le uve delle vigne più giovani e l'Irpinia Aglianico Zi Filicella 2015, una bella interpretazione del vitigno dal carattere fresco e speziato.

Contrada
Buonissimo il Fiano di Avellino Selvecorte 2015, un bianco da vigne di 50 anni che rappresenta un esempio di completezza. E' variegato, ricco, vivo, articolato e molto persistente. Evolverà per anni. Buono e lineare il Fiano di Avellino 2018.

D'Antiche Terre
Il Taurasi Macchia della Corte 2015 è profondo al naso con liquirizia, erbe aromatiche e una nota animale. Al palato si riscontra una spiccata acidità, struttura, tannini molto robusti, ma levigati e grande lunghezza.

De Lisio
Taurasi Delisio 2012: scuro e intenso al naso con note fruttate, liquirizia e una punta balsamica. In bocca è potente, strutturato e lunghissimo. Andrà avanti nel tempo ancora per diversi anni.

Femìa
Il Fiano di Avellino Camporèo 2018 ha un naso di fiori gialli arricchito da un cenno di erbette aromatiche. Segue un sorso fresco, lineare, dinamico e lungo. Piacevole il Cannizzi 2017, rosso a base di Aglianico di ottima bevibilità.

Feudi di San Gregorio
Ben fatti il Fiano di Avellino Pietracalda 2018 e il Greco di Tufo Cutizzi 2018, entrambi caratterizzati da pulizia, profumi netti e un palato armonico in cui le sensazioni tattili e gustative si succedono con ordine.

Mastroberardino
Fiano di Avellino 2018: profumi di fiori gialli, pesca, nocciola e una nota di pietra focaia precedono un sorso fresco, ampio e ben strutturato. Greco di Tufo 2018: all'olfatto presenta sentori di mandorla in primo piano e cenni sulfurei. In bocca è consistente, ma anche acido e ben articolato. Taurasi Naturalis Historia 2012: perentorio, è una combinazione di potenza ed equilibrio.

Perillo
Che dire? Il Taurasi 2008 è un altro grande vino di Michele Perillo. Complesso, intenso e territoriale nel profilo aromatico, mostra il suo carattere con un sorso multidimensionale, incisivo, equilibrato, e lunghissimo. Tannini compatti, solidi e vellutati.

Petilia
Fiano di Avellino APE 2016: al naso offre note di pesca, albicocca e affascinanti sentori affumicati. Il sorso è armonico, consistente, lineare e persistente. Originale il Greco di Tufo 4 20 2017, caratterizzato da buona acidità, notevole struttura e una lieve tannicità.

Quintodecimo
Uno stile impeccabile basato su pulizia estrema e purezza aromatica è il biglietto da visita dei vini del professor Luigi Moio. Il Fiano di Avellino Exultet 2018 è elegante all'olfatto con profumi floreali, erbette aromatiche e sentori di pesca gialla. Segue un palato in cui struttura e intensità gustativa sono perfettamente bilanciate da una grande freschezza. Lungo, completo, davvero ottimo. Tipico con una buona struttura ed un'evidente spalla acida il Greco di Tufo Giallo d'Arles 2018. Vibrante e piacevolissimo l'Irpinia Falanghina Via del Campo 2018.

Sertura
Ancora leggermente chiuso al naso, il Greco di Tufo 2018 è agrumato, freschisimo, polposo e lungo. Crescerà nel tempo mostrando le sue potenzialità.

Tenuta Cavalier Pepe
Il Fiano di Avellino Brancato 2016 offre un profilo olfattivo ricco, dominato da profumi di frutta gialla. Il sorso ha buona acidità, ampiezza, corpo e persistenza. Il Taurasi Riserva La Loggia del Cavaliere 2012 si distingue per l'evidente nota balsamica, la potenza tannica e l'energica progressione.

Terredora Di Paolo
Fine, molto fresco e snello l'Irpinia Falanghina Corte di Giso 2018, con erbe aromatiche e tenui sentori di frutta gialla. Un bianco piacevole di grande beva.

Torricino
Molto buono il Greco di Tufo Raone 2017, sintesi di terroir e personalità. Profumi floreali, note sulfuree e sentori di cedro precedono un palato fresco, consistente e lungo. Il Taurasi Cevotiempo 2014 è profondo, robusto, compatto e molto persistente. Fitti e di qualità i tannini.

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