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Mag

Il Sanforte vinificato in purezza: "Non appartiene alla famiglia del Sangiovese"

on 29 maggio 2019. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La degustazione


(Nicola Cantoni)

di Michele Pizzillo, Milano

La prima certezza potrebbe scaturire da un dubbio: il Sanforte, conosciuto come Sangiovese forte, non apparterebbe alla famiglia del vitigno italiano più diffuso. 

Questo sarebbe il risultato di una ricerca effettuata in una vigna secolare presente nella Fattoria Fibbiano, a Terricciola, nel pisano, acquistata poco più di due decenni fa da Giuseppe Cantoni, manager lombardo, dopo il suo rientro in Italia da una lunga permanenza all’estero per lavoro. “Così, abbiamo deciso di vinificare queste uve in purezza, chiamando il vino semplicemente Sanforte, visto che è un vitigno a rischio di estinzione”, dice Nicola Cantoni, che conduce l’azienda ereditata dai genitori Giuseppe e Tiziana, insieme al fratello Matteo. Solo 7.000 bottiglie il frutto della prima vendemmia, la 2014, e difficilmente potrà essere superata questa soglia. Nel frattempo la vecchia vigna è diventata una sorta di laboratorio per il numero di varietà di Sangiovese selezionate, sottolinea Nicola. Ed, anche, quella che permette di produrre il Ceppatella, vino immesso sul mercato dopo cinque anni di affinamento tra cemento, botti di rovere e bottiglia.

Da Fibbiano, azienda che risale al 1707, ci si può aspettare sempre novità e non solo per la presenza della vecchia vigna che potrebbe raccontare l’evoluzione del Sangiovese toscano, fra i 22 ettari vitati, visto che i Cantoni sono agricoltori da sempre, anche se Giuseppe ha avuto un percorso manageriale nel mondo dell’industria, tant’è vero che i familiari rimasti a Lodi continuano a produrre sementi con alcune varietà di zucca molto antiche e, quindi, la selezione clonale e la voglia di cercare il nuovo che possa piacere, fa parte del loro dna. Un esempio è il citato Sanforte. Poi c’è Sofia, rosato ottenuto da Sangiovese selezionato nelle vigne nuove e, quindi da uve che loro ritengono non siano ancora pronte per assicurare i grandi vini rossi toscani. Meglio utilizzarle per il rosato queste uve, con la prima annata della vendemmia 2018 e 10.000 bottiglie prodotte, tutte vendute all’estero. D’altronde delle circa 200.000 bottiglie prodotte da Fattoria Fibbiano, il 90% è venduto tra Stati Uniti, Canada, Nord Europa ed alcuni paesi asiatici. “Siccome in città come Milano e Roma in particolare, stiamo vendendo bene, penso che sia arrivato il momento di trovare il modo migliore per incrementare le vendite in Italia – dice Nicola Cantoni -. Anche perché l’interesse del consumatore, come la scelta di bere bene e la conoscenza del prodotto, sono in continua evoluzione grazie alla diffusione di una buona cultura del vino”.

In questo contesto va vista anche la scelta di organizzare a Milano una presentazione della Fattoria, con la degustazione di 5 vini – tre rossi, un bianco e un rosato – tutti ottenuti da vitigni autoctoni. Vediamo i cinque magnifici di Fattoria Fibbiano.

Fonte delle Donne, bianco Igt Toscana 2017



Vino ottenuto da uve Verdea e Vermentino in parti uguali, che colpisce per l’impatto olfattivo molto fresco ed anche abbastanza complesso per il concentrato di aromi che si avvertono al naso. Al sorso le note di pompelmo, mandorle, miele di acacia ed erbe aromatiche sono ben amalgamate con la freschezza e la salinità che caratterizzano un vino fresco, sapido, giustamente acidulo e straordinariamente fresco. 

Sofia Igt Toscana rosato 2018



Ottenuto da uve Sangiovese provenienti da vigne giovani che assicurano un bel colore rosa chiaro, profumi delicati, gusto asciutto e morbido, sostenuto da una eccellente acidità. Marcato è il riferimento ai rosati della Provenza, tant’è vero che uno dei mercati dove questo bel rosato toscano ha subito attecchito è proprio quello francese. 

Ciliegiolo Igt Toscana 2016



Questa è una scelta che privilegia la produzione di vino da monovitigni per esaltare la  vocazione del terroir toscano ad ospitare vigne che assicurino l’uva adatta per la produzione di grandi vini. Come questo Ciliegiolo di facile interpretazione, oltre che di ottima struttura, sorretto da un tannino morbido, che riempie la bocca con piacevoli sentori fruttati ma, anche, del floreale di erbe aromatiche nonché la piacevolezza e la persistenza che accompagna il finale.

Sanforte Costa Toscana Igt 2014



E’ la novità della Fattoria Fibbiano, che è venuta veramente bene tra la complessità dei profumi e il gusto caldo e avvolgente, sostenuto da una trama tannica elegante e setosa che si avverte subito al primo sorso. E, qui, emerge la voglia dei Cantoni di produrre solo quei grandi vini che possono portare in giro per il mondo il terroir toscano. 

Ceppatella Terre di Pisa Sangiovese Doc 2012



E’ un vino che sintetizza la storia dell’antica Fattoria di Terricciola, con il suo bel colore rosso intenso che anticipa un bouquet dai spiccati aromi di confettura, spezie, tabacco, cacao e una beva calda, avvolgente con una grande componente tannica elegante e persistente. E, pensare che Giuseppe Cantoni aveva scelto la Toscana, invece della Lombardia, per riposarsi dopo una vita trascorsa all’estero ma, quando vide Fibbiano, capì che ripartiva una nuova vita insieme alla moglie Tiziana e ai figli che oggi portano avanti la Fattoria che è pure una bellissima struttura agrituristica.

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