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16
Apr

Alcuni assaggi inediti a Contrade dell'Etna

on 16 Aprile 2014. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Scenari


Bruno Ferrara Sardo

L’Etna del vino è un’energia senza fine.

Evoluzione perenne. Un mondo che ha espanso in modo repentino la sua portata. Le cantine sono in corsa, nel pieno della loro vigoria enologica, e ad arricchire questo quadro vibrante ci sono sempre nomi nuovi (per la gioia di tutti noi wine lover). A Le Contrade dell’Etna, il format che celebra la viticoltura etnea, quest'anno andata in scena nel vecchio palmento di Alberto Graci, c’era davvero da perdersi (piacevolmente) nel vortice umano e di vino che risucchiava il visitatore. Tra i banchetti dove si manifestava un Etna multi colore e multi sapore, anche quello di Bruno Ferrara Sardo. Capelli legati, maglione rosso e un viso da bravo vignaiolo. Volto da Villa Favorita, ViniVeri o da Vivit.  Lui queste vetrine non le ha ancora frequentate ma siamo certi che vi approderà alle prossime edizioni. E’ una new entry del panorama etneo e, come si dice quando si incontrano personaggi del genere, “ne sentiremo parlare".

‘Nzemmula (che in dialetto siciliano significa "insieme") è il nome che ha dato al suo vino, attualmente in attesa del riconoscimento della Doc Etna. Intanto, il  Nerello Mascalese 2013, lo abbiamo assaggiato. E ci è piaciuto. Suadente, solare e carico di forza. In prospettiva, ha tutto in regola per essere un grande esemplare e avrà la sua cerchia di estimatori. Solo 4 mila bottiglie e fatte tutte secondo una visione in totale sintonia con la tradizione e il luogo. Per comprenderla è d’obbligo spiegare quello che questo produttore emergente fa nella vita, divisa tra contrada Allegracore a Randazzo dove coltiva un ettaro di vigneto e la campagna di Montespertoli. Qui, nel territorio del Chianti, Bruno vive da anni e insegna il metodo Feldenkrais, sistema educativo riconosciuto che mette al centro il movimento del corpo come via per arrivare alla maggiore consapevolezza di sé e della realtà in cui si è immersi. Sicuramente attraverso questa prospettiva Bruno ha piena coscienza del ruolo di viticoltore e di produttore. Non possiamo dimostrare scientificamente che il suo vino benefici in qualche modo della teoria del dottor Mosché Feldenkrais, nell’assaggiarlo però qualcosa di speciale si avverte. “E’ quasi fuori dubbio per me che la funzione motoria, e forse i muscoli stessi, partecipino alle nostre funzioni superiori e ne siano parte stessa. Ciò è vero non solo per funzioni superiori come cantare, dipingere e amare, che sono impossibili senza attività muscolari, ma anche per pensare, ricordare e provare sentimenti”, recita uno stralcio del trattato scritto dal fisico, ingegnere israeliano, a cui si potrebbe benissimo aggiungere in conclusione “ e per fare vino”, che è tanto una funzione fisica quanto un sentimento vero e proprio. 

Bruno per la vinificazione si appoggia alla cantina Calabretta di Randazzo, firma diventata una delle più quotate tra quelle siciliane che fanno vini naturali. Il vigneto, che coltivava il padre, lo eredita, o meglio, se ne appropria per curarlo e riscattarlo da un passato da vino sfuso con l'idea di fare un vino che rispecchi comunque le sue radici, fedele alla semplicità e al suo status da compagno di tavolata. La bevibilità spiega chiaramente il nome scelto: lo spirito della condivisione. l’Avverbio ‘Nzemmula rimanda ad un legame più profondo, alla compartecipazione. Sull' etichetta fuoriesce come un filo di fumo dalla bocca del cratere. Immagine azzeccata del mondo produttivo etneo. Quasi un manifesto del percorso che questo territorio sta facendo. E pure una bella sintesi del clima de Le Contrade dell’Etna. Abbiamo assaggiato anche il 2012. Colpisce il colore rubino e lucente. Fine. Profumato. Invitante. Fragoline e ribes al naso. Leggero al palato. Con tannini ben presenti e dolci. Intenso. 

Contrade ci ha regalato anche un'anteprima assoluta sul fronte delle bollicine. Due nuovi metodo classici da Nerello Mascalese. L’azienda è Cantine La Selva Concetta Messina. Sei ettari in contrada Marchesa a Passopisciaro. Furono acquistati da Rosario Messina, noto imprenditore, fondatore del Salone del Mobile. Adesso passati alla moglie Concetta. La struttura si compone di un vecchio palmento che ospita la barriccaia e una parte moderna. La  vendemmia 2009 segna lo spartiacque e decreta il futuro in bottiglia. Così lo vedeva allora Messina. Da quest’anno, poi, il vino avrà la certificazione biologica. Il Brut Rosé si presenta con nuance rosa antico. Polpa d’uva e bacche al naso. Fine. Fresco. Buon equilibrio tra acidità e tannini.  Il tiraggio è stato fatto nel 2010. Il Blanc de Noir regala note di fiori bianchi, pesca bianca e una piacevole sensazione di rugiada. Perlage fine. Grande bevibilità. Persistente. Raffinato. Dodici mila bottiglia di ciascuna tipologia e un prezzo allo scaffale di 18 euro. 

Manuela Laiacona
 

Bruno Ferrara Sardo
c.da Allegracore - Randazzo (Ct)
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cell 3295477782
www.viniferrarasardo.com

Cantine La Selva Concetta Messina
C.da Marchesa - Passopisciaro, Castiglione di Sicilia (Ct)
Tel 0942983356
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