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Feb

Adesso il caffè è "vintage": la Nespresso presenta la prima selezione invecchiata sei anni

on 14 Febbraio 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Scenari

di Michele Pizzillo

Per alcuni prodotti, vintage non è una moda, ma una filosofia produttiva che assicura emozioni indimenticabili. 

Nel caso del caffè – l’idea del vintage è di Nespresso – la multinazionale svizzera che per la prima volta offre agli amanti della bevanda più consumata al mondo, la possibilità di assaporare un caffè ricercato, affinato dal tempo e, ovviamente, un'esperienza sensoriale eccezionalmente rara, risultato di anni di meticolosa cura e professionalità. Cioè, la nuova limited edition "Selection Vintage 2011". Un caffè invecchiato sei anni. Non si era mai visto prima qualcosa del genere. Probabilmente perché nessuno, prima di Nespresso, ha catturato l’originario significato del termine Vintage, trovando la sua personale interpretazione ed espressione e portando in vita qualcosa di speciale ed esclusivo. “Il termine Vintage, infatti, definisce un qualcosa che, grazie al trascorrere del tempo, ha perfezionato le sue caratteristiche, trasformando la sua anima, diventando unico”, dice il direttore generale di Nespresso Italia, Fabio Degli Esposti.


(I calici realizzati da Riedel per bere il Vintage di Nespresso)

Aggiunge Massimiliano Marchesi, coffee ambassador Nespresso “E’ proprio da questa filosofia, dalla passione per la ricerca e l’alta competenza nel mondo del caffè che nasce Selection Vintage 2011, ottenuta con un caffè invecchiato, ricercato, volutamente affinato per anni, seguendo le più sofisticate tecniche di maturazione che hanno consentito di sviluppare nel corso del tempo nuove dimensioni sensoriali”. Quando a Nespresso hanno pensato ad invecchiare il caffè, non avevano idea dove sarebbero approdati. Diciamo che è stata una sfida partita ad occhi bendati. Che si è rivelata vincente come dimostra la selezione che nei prossimi giorni arriva in degustazione e in vendita in tutte le boutique Nespresso sparse nel mondo; ma, anche, per aver fatto capire che non tutti i caffè hanno le caratteristiche adatte per essere invecchiati per assicurare un gusto e un’esperienza superlativi. “I chicchi di caffè verde di Selection Vintage 2011, della qualità Arabica Pure Origin, provengono dagli altipiani della Colombia, sono stati raccolti appunto sei anni fa e meticolosamente invecchiati per ottenere un gusto maturo, caratterizzato da raffinate note legnose e dolci, arricchite da una consistenza densa - ha sottolineato Marchesi durante la degustazione guidata dei due nuovi caffè -. L’attenta lavorazione è stata fondamentale per garantire questo risultato”. Senza portarla per le lunghe, possiamo dire che questo caffè è stato invecchiato con un metodo nuovo, con l’intento, riuscito, di beneficiare dell'effetto del tempo sulla materia prima, utilizzando condizioni di conservazione ideali e controllate: la regolazione del tempo, dell'ossigeno, dell’umidità dell'aria, della luce e della pressione atmosferica. Tant’è vero che i sacchi di caffè raccolto, sono stati ruotati e sostituiti costantemente e in condizioni controllate per assicurare un processo di affinamento ideale.


(La capsula di Nespresso Vintage)

Insomma, come per un’opera d’arte, adesso anche per il caffè si potrà incominciare a parlare di capolavoro. E, probabilmente, proprio per confermare questa idea, per presentare a Milano in anteprima mondiale, la Selection Vintage 2011, lo staff di Nespresso ha scelto una location particolare, Nilufar Depot, uno spazio di 1.500 metri quadrati su tre livelli che la gallerista Nina Yashar ha voluto per ospitare la grande collezione di design storico e contemporaneo raccolta in trenta anni di attività. Il progetto del magazzino, firmato da Massimiliano Locatelli, è un’architettura ispirata al Teatro alla Scala di Milano con strutture metalliche imponenti che ritagliano piccoli set, ognuno dei quali è una scenografia di design curata personalmente da Yashar. Uno spazio funzionale, ma anche il teatro di allestimenti estemporanei che si articolano attorno all’imponente opera d’ottone lunga sei metri dell’artista Leonor Antunes, che accoglie i visitatori all’ingresso.


(Il piatto realizzato per l'occasione dallo chef Alessandro Negrini)

In questa bella location, Nespresso ha fatto scoprire un modo diverso di invecchiare il caffe, da quello del passato, quando il prodotto appena raccolto, per arrivare in Europa viaggiava diversi mesi. All’epoca il caffè invecchiava per necessità. Adesso siamo al piacere puro. Spiega Marchesi: “abbiamo ‘preso in prestito’ un concetto ben noto nel settore alimentare, basti pensare al Parmigiano Reggiano, all’aceto balsamico di Modena o al vino, naturalmente, e lo abbiamo applicato al caffè. Per affinare il caffè avevamo bisogno di iniziare con chicchi di una qualità eccezionale, per poi farli maturare in speciali condizioni atmosferiche, che abbiamo costantemente monitorato”. Così il risultato di sei anni di cure sofisticate e grande competenza, ha prodotto un gusto maturo caratterizzato da raffinate note legnose e dolci, arricchite da una consistenza densa e unica. E, per esaltarle ancora di più queste caratteristiche, gli esperti sensoriali di Nespresso e i mastri vetrai di Riedel hanno creato dei meravigliosi bicchieri da degustazione in cristallo. Il vetro proporzionalmente calibrato permette al caffè di esprimere i suoi aromi equilibrati, ne migliora la scorrevolezza e ne massimizza il piacere sensoriale, per un'esperienza davvero unica.
Il debutto della Selection vintage 2011 è stato accompagnato da una bella chiacchierata sul concetto di vintage, da una performance della cantante Nina Zilli e, tanto per non farsi mancare niente, dai grandi piatti (risotto Carnaroli gran riserva 2015, brasato di bue grasso di Carrù di 4 anni, tiramisù ai Krumiri rossi) preparati da Alessandro Negrini chef del ristorante milanese “Il Luogo di Aimo e Nadia”, oltretutto adatti per essere accompagnati dal caffè invecchiato. Con una pillola di saggezza di Negrini: “quando la materia prima è buona, difficilmente si sbaglia”. Perché erano perfetti i piatti e ottimo l’abbinamento con il caffè che va bevuto senza zucchero e senza latte.

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