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06
Set

Chi rinuncia alle guide: le storie di Soldera, Massa Vecchia e Milazzo

on 06 Settembre 2012. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Scenari


Gianfranco Soldera, Francesca Sfondrini, Giuseppe Milazzo

Autunno è tempo di guide ma c’è chi da anni ne fa a meno. 

Sono quei produttori che hanno deciso di non sottoporre i propri vini al sistema di giudizio che ogni anno stila pagelle e dà voti. Indaghiamo sui motivi di tale scelta. I “perché” li abbiamo chiesti a Gianfranco Soldera, che firma uno dei Brunello di Montalcino più pregiati mai prodotti e bottiglia ambitissima da tutti gli enoappassionati; a Francesca Sfondrini titolare di Massa Vecchia, produttrice dell’alta Maremma Toscana a Massa Marittima, in provincia di Grosseto, e autrice di una piccolissima produzione di vini naturali, quindicimila bottiglie; a Giuseppe Milazzo, il  produttore di Campobello di Licata, in provincia di Agrigento, che per primo in Sicilia ha investito sul Metodo Classico e che ha vocato la sua tenuta di  70 ettari a vini di alta qualità.

Gianfranco Soldera non ha mai dato il vino alle guide: “Non voglio entrare nel mestiere di altri. Se mi chiedete perché non mando vino alle guide la risposta è sin troppo scontata, i giornalisti la conoscono già”. Il Brunello lo fa da 35 anni dedicandosi a una produzione di poche migliaia di bottiglie, in tutto 15mila, e la sua filosofia professa l'onestà nei confronti del mestiere e del consumatore. “Il vino è al 95% naso, non mi permetto di insegnare a un altro cosa sente all’olfatto. Poi, chi valuta i valutatori? Cioè coloro che degustano e danno punteggi ai vini?” E sul futuro delle guide è molto tranchant: “Il futuro dipende solo da quanti soldi hanno i produttori da investire in questo settore”. Poi aggiunge una parolina sulla crisi: “In Italia la recessione non è finita e la crisi durerà parecchio e buona parte del mondo del vino dovrà rivedere le voci di spesa e anche la commercializzazione, cioè i luoghi dove il vino viene venduto, io per esempio oggi vendo il 55% all’estero ma sono pronto ad arrivare all’85%”.

L’azienda di Francesca Sfondrini , che esiste dal 1985 e che conta solo 3 ettari e mezzo vocati a vigneto, non è presente nelle guide dalla fine deli anni ’90. “Ritengo che il vino vada degustato nelle aziende dove viene prodotto per dare votazioni così importanti – dice la Sfondrini -. Spedire un campione non ha senso. Non ci piace il fatto che il vino debba essere valutato, è una cosa priva di senso. Il gusto è troppo soggettivo per affidare un prodotto della terra a una valutazione di carattere numerico. Quando abbiamo deciso di non dare più i vini alle guide non siamo stati compresi. All’inizio, il mondo delle guide ha vissuto il nostro rifiuto come una sorta di sgarbo. In realtà non c’era niente di tutto questo e abbiamo tentato di spiegare che dietro il nostro gesto non c’era snobismo o pregiudizio. Ancora oggi non ci piace l’idea di far valutare il vino secondo un canone standard. E invece è un prodotto collegato strettamente alla terra e al luogo dove nasce”. Il non comparire sulle guide non ha rappresentato per la produttrice uno svantaggio. “Da quando non siamo più nelle guide non abbiamo avvertito differenze significative sulla nostra immagine e sul rapporto con i nostri clienti, ma d’altra parte facciamo appena 15 mila bottiglie”. Una guida che però non dà punteggi c’è ed è quella di Slow Food, sul modus operandi di Slow Wine però la produttrice manifesta qualche riserva. “Slow Food rispetto al vino ha un atteggiamento ambiguo, da un lato ha fatto un grandissimo lavoro di difesa e di promozione di prodotti tipici, dei contadini, dei protagonisti dei territori che esprimono cose buone, ma sul vino non ha fatto una scelta simile verso la tutela dei piccoli produttori, trattando questi ultimi allo stesso modo delle grandi aziende e questo non ci piace”.

 “Non ho mai trovato un giudizio espresso da una guida rispondente alla realtà – dice Giuseppe Milazzo che produce 350 mila bottiglie -. E’ sempre stata una grande delusione. Quando cominciai a  girare l’Italia, andavo per ristoranti, prendevo come riferimento le guide. E’ sempre stata una grande delusione. Raramente, e lo ripeto dieci volte, è successo il contrario. Ci sono molti ristoratori o enotecari che, affidandosi proprio alle guide, hanno fatto ordini per le loro cantine che non hanno poi potuto smaltire. Viene ingannato il pubblico, e il produttore che in questo modo si illude di avere un buon prodotto e non è portato a migliorarlo”. Per il produttore agrigentino il lavoro sulla qualità non si ferma mai e per farlo si affida ad altri feedback. “Uso mandare le nuove annate presso i clienti, gli importatori o presso le scuole e noi chiediamo pareri veritieri sul nostro prodotto, e lo facciamo prima dell’imbottigliamento”. A vino imbottigliato Milazzo si sottopone ad un solo sistema di giudizio: quello dei concorsi. “La guida è un torto che si fa al consumatore e al produttore. Smettiamola. Chi ha voglia di farsi valutare partecipi ai concorsi internazionali e anche la piccola menzione ricevuta può essere importantissima, più di qualsiasi altro giudizio”. Per Milazzo lo stare fuori dalle guide prima comportava qualche svantaggio per le aziende ma per lui, adesso, è un prodotto editoriale sulla via del tramonto. "Ci sono stati migliaia e migliaia di consumatori che sono andati dietro a questi "stregoni", perché non si possono che definire tali, persone che pretendono di padroneggiare e di giudicare una materia così complessa. Sicuramente noi non abbiamo avuto la pubblcità per i vantaggi che può offrire la guida, però la condotta che ho portato avanti, se dovessi rinascere e rifare vino, la seguirei di nuovo. Oggi le guide sono meno seguite, nessuno ci crede più, la gente si sta rendendo conto e a proprie spese". 

C.d.G.

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Commenti  

 
+5 #1 Ruggero Vasari 2012-09-06 19:40 Milazzo mio conterraneo mi trova d'accordo e condivido quanto ha scritto il Sig Soldera e Francesca Sfondrini. Non aggiungo altri commenti , ma non mi è capitato solo una volta che enotecari e ristoratori hanno voluto degustare i vini prima dell'acquisto nonostante mi vantavo dei punteggi ricevuti dalle guide. Citazione
 
 
+8 #2 Insider 2012-09-07 17:44 Eccola, puntuale come Miss Italia, la polemichetta stagionale sulle guide. Tutto vero, le guide (quelle serie, lasciamo perdere Maroni & similia) prendono soldi dalle aziende sotto forma di pubblicità e mai si sognerebbero di fare "sgarbi" ai pezzi grossi. Le guide hanno uno scopo spesso malinteso, che è quello di informare e cercare, per quanto possibile, di fornire all'utente un orientamento in un'offerta vastissima, segnalando le eccellenze ove presenti, non quello di emettere sentenze inappellabili o "formare" ed educare il lettore, che può solo formarsi ed educarsi con l'esperienza diretta, cioè provando e assaggiando il vino, facendosi un suo giudizio personale.
Il grave difetto e il limite delle guide è quello di "appiattire" tutto, mettendo alla pari grandi e piccoli produttori, industriali del vino e contadini. È un male necessario.
Trovo comprensibili e giuste le scelte di produttori di nicchia, come Soldera e Sfondrini che si chiamano fuori da questo gioco: i loro vini sono dei fuoriclasse che nulla hanno da guadagnare o da perdere dalla presenza nelle guide: hanno già un mercato disposto a comprare a scatola chiusa, perché formato da appassionati che sanno discernere e sanno cosa comprano (e sono disposti a investire grosse cifre per un prodotto di alto livello, parliamo di prezzi che superano la soglia psicologica dei 50 Euro a bottiglia, cosa più cosa meno); tra questi, umilmente, mi annovero, specie per i vini di Massavecchia, che adoro.
Fastidiosi e fuori luogo, perché dettati da pura malafede, mi sono apparsi invece i giudizi sulle guide espressi dal Sig. Milazzo, produttore di mediocri spumanti metodo classico grevi e stracotti, che propone a prezzi scandalosi: ci credo che presenta le sue mirabolanti bottiglie a tutti i concorsi, buoni quelli, una menzione non la negherebbero neanche al Tavernello, che dico, neanche alla Coca Cola…
Citazione
 
 
+1 #3 Outsider 2012-09-08 14:17 Caro GATTI!!! Penso che l'articolo ha colto il segno. Insider, per lo stile con cui scrive (fluente e competente), pare proprio essere uno di quei "curatori" di guide di vini. L'acrimonia che mette nel parlare di Milazzo ne è la prova. Dire che gli spumanti siano addirittura … stracotti!!! dimostra che non si riesce a essere "obiettivi" neanche di fronte l'evidenza Citazione
 
 
+7 #4 Francesco G. 2012-09-10 00:17 Grande rispetto per la posizione di Gianfranco Soldera che ha deciso di non partecipare a Guide e Concorsi. Ma la sua posizione, caro sig. Milazzo, mi pare alquanto opportunista. Sospettiamo tutti, o sappiamo tutti, come funzionano sia le guide che i concorsi. E lei sig. Milazzo non faccia il santarellino. Lei non partecipa alle Guide perché non le premiano i vini, e partecipa ai concorsi, solo in alcuni e non tutti gli anni, perché sa in anticipo che le premieranno i vini. Non capisco perché i giudizi espressi delle guide, a suo dire, non sono veritieri, mentre lo sono quelli dei concorsi. Spieghi anche il perché… Citazione
 
 
-7 #5 Giuseppe Milazzo 2012-09-10 12:32 PER INSIDER 10-09-2012

Intanto se ha voglia di parlare seriamente, pubblichi il suo documento d’identità.

Se ha voglia di fare polemiche continui pure.

Dopo, le potrei organizzare un pubblico dibattito in un canale televisivo dove potrò dimostrarle che non
solo non conosce la mia azienda con i suoi prodotti, ma le dimostrerò anche che non capisce un “ [censored]” di
vini, spumanti, di aziende agricole ed altro; più grave è che non sa come giustificare le guide.
Se Lei è la persona che io penso, si dovrebbe vergognare di quanto ha scritto, perché traspare la vostra
“ VENALITA’ ” , e perché nulla di tutto quanto ha scritto risponde a verità.

Giuseppe Milazzo
Citazione
 
 
+5 #6 Giovanni 2012-09-10 15:32 Documento di identità??? Sig. Milazzo, che intende fare? Mandare a casa di Insider una bottiglia di stracotto o una cassetta di metodo classico? Accetti la critica invece Citazione
 
 
+13 #7 Totó Piscitello 2012-09-10 17:06 Sig. Milazzo se fossi in lei chiederei un confronto televisivo anche con Outsider che, a "simpatia", cafuddó chiù pesante di Insider Citazione
 
 
-13 #8 Giuseppe Milazzo 2012-09-10 19:21 PER FRANCESCO G. 2012-09-10
Caro signor Francesco G.,
Con molta franchezza e con grande serenità do risposta alle sue perplessità o se vuole anche allusioni.
Io non sono un santo, ma sono sicuramente una persona molto onesta, corretta e precisa.
Chieda informazioni a chi mi conosce bene, non ai tornacontisti ed approfittatori.
Come funzionano le guide non occorre parlarne, basta solo attraversare l’Italia in lungo ed in largo ascoltando.
Io non partecipo alle guide, perché posso dimostrare, non fare congetture.
Partecipo solo e tutti gli anni, ai concorsi internazionali- VINITALY VERONA – MONDIALE DI BRUXELLES E CHALLENGE INTERNATIONALE DI FRANCIA- verso i quali ho la massima fiducia anche per il modo in cui si svolgono.
Comunque se una qualsiasi persona dovesse dimostrarmi, DICO DIMOSTRARMI………… …….., sospenderò le mie partecipazioni anche ai concorsi Internazionali .
Se di quanto ho detto non fosse pienamente soddisfatto, può venirmi a trovare e le darò piena soddisfazione su tutto quanto vorrà, vedrà che passerà dalla mia parte.
Ma mi dimostri qualcosa sui concorsi da me menzionati.
Grazie.

Giuseppe Milazzo

PER TUTTI:
BASTA CON LE COSE STUPIDE.
SE SIAMO UOMINI INCONTRAIMOCI E PARLIAMO.
Citazione
 
 
+1 #9 F.sco Pensovecchio 2012-09-10 23:01 Roberto, scusami, chi è "Massimo L."? Credo che sia giusto dirlo per qualificare la tua posizione. Non riesco a seguire questo scambio. Puoi? Citazione
 
 
-2 #10 Insider 2012-09-11 00:33 Giusto per mettere in chiaro un paio di cose 1/Guide

Non intendevo difendere a spada tratta le guide, mi pare averne indicato con chiarezza i difetti: sudditanza nei confronti di produttori di peso e conseguente livellamento fra realtà artigianali e industriali. Aggiungerei, in questa sede, anche il vizio di stare troppo "sul pezzo" e prendere in considerazione vini appena commercializzat i, senza rispetto per tempi e ritmi di un prodotto che necessita di un periodo più o meno lungo di "crescita" fuori dalla cantina.
La guida ideale, come giustamente scritto dal sig. Gatti, dovrebbe essere indipendente, comprare i vini in enoteca, magari a un anno dalla loro uscita. Una guida che voglia prendere in considerazione tutta l'Italia dovrebbe acquistare 15-20 mila bottiglie, almeno in tre copie per campione: ponendo una media (ottimistica) di 15 Euro a bottiglia, andremmo a cifre a sei zeri di investimento solo per i campioni: fra una cosa e l'altra il prezzo di copertina della guida supererebbe i 200 Euro, solo per coprire le spese… Utopia pura.
Citazione
 
 
-2 #11 Insider 2012-09-11 00:34 Giusto per mettere in chiaro un paio di cose/2 Guide Vs. Concorsi

Se le guide sono in via di declino, cosa che posso serenamente accettare, i concorsi internazionali, mi riferisco a quelli generici tipo Vinitaly, Bruxelles, Selezioni del Vicesindaco e Douje varie, sono un FOSSILE da museo della storia enologica. A parte qualche manifestazione specializzata in determinati terroir e/o tipologie, si tratta di baracconi fatti per elargire menzioni e medaglie un po' a tutti i partecipanti (il più delle volte PAGANTI) e far passare qualche giornata di svago a un eterogeneo gruppo di giurati, Masters of Wine e persone degnissime come il Sig. Gatti, ma anche non pochi buontemponi, giornalisti sfaccendati ed etilisti pluridecorati in cerca di scrocco.
Per avere un’idea della serietà di queste manifestazioni, basta dare un'occhiata al palmarès del concorso di Shanghai, cui ha partecipato il Sig. Gatti: ben tre bronzi alla Giordano Vini, noto produttore di vini di qualità eccellente (soprattutto del territorio…), che vende per corrispondenza i suoi nettari omaggiando i fortunati acquirenti con servizi di piatti, radiosveglie e mountain bike… (Tra l’altro ottimo cliente di una nota cantina sociale siciliana, mi dicono, chissà come mai?)
Citazione
 
 
0 #12 Insider 2012-09-11 00:36 Giusto per metter in chiaro un paio di cose/3 Milazzo

La pacatezza, la cultura, l'equilibrio e l'educazione del Sig. Milazzo traspaiono in ogni parte del suo intervento, anacoluti compresi.
Citazione
 
 
+8 #13 ENRICO 2012-09-11 14:27 Le guide hanno un merito nel darti un indirizzo ed una informazione sulle produzioni e tipologie di quel territorio, la scelta è lasciata alla valutazione che ognuno di noi fa dopo aver assagiato un vino,francament e le polemiche mi sembrano
molto pretestuosi.
Citazione
 
 
+4 #14 roberto gatti 2012-09-11 15:47 Citazione F.sco Pensovecchio:
Roberto, scusami, chi è "Massimo L."? Credo che sia giusto dirlo per qualificare la tua posizione. Non riesco a seguire questo scambio. Puoi?


Caro Francesco, il sospetto che tale Insider sia un collaboratore di una Guida in Sicilia è molto alto, ma altrettanto alto è il convincimento che questi anonimi interlocutori scrivano certe cose solo ed unicamente per interessi economici ( o altro ) personali. CHIUNQUE, dico chiunque, abbia una seppur minima esperienza di vino, non potrà mai scrivere che gli spumanti MC di Milazzo siano " cotti " o schifosi. Diverso è dire " a me non piacciono ". Pronto ad una pubblica degustazione " alla cieca " per confrontarmi con chiunque si presenti però con nome e cognome. Detto questo , solo poche parole sui concorsi : chi non vi ha mai partecipato, dovrebbe perlomeno informarsi da chi vi partecipa, e poi parlare. Mi chiedo, e chiedo ai nostri illuminati interlocutori anonimi, come si spiega il fatto che a livello mondiale ogni anno i vini partecipanti ai concorsi aumentano a dismisura ? Quando io iniziai 9 anni fa al CMB i vini erano 3800, nell'ultima edizione ben 8500 ; all' IWC di Londra oggi siamo intorno ai 10.000 ; al Decanter intorno agli 11.000, possibile siano tutti cretini le migliaia di produttori che partecipano ? Evidentemente significa che faranno vendere qualche bottiglia in piu' a chi vince specialmente ori e grandi ori. P.S. ) Non voglio e posso fare nomi di chi è il sospettato, ma ti dico che al 99% è lui ( te lo dirò in pvt ), perchè ancora mi fece questi discorsi personalmente e proprio per questo mi meraviglio come facciano certe guide autorevoli, guidate anche da amici carissimi, ad avvalersi di tali personaggi dalla dubbia professionalità …molto dubbia. A meno che non abbia degustato gli spumanti a 15/20 anni dalla sbccatura, ma quello è un'altro discorso. Ciao
Citazione
 
 
+6 #15 Fabrizio Carrera 2012-09-11 20:22 Voglio rassicurare Roberto Gatti. Insider, autore del commento che ha scatenato questa polemica, non si chiama Massimo e il suo cognome non comincia per L. Rispettiamo il suo desiderio di restare anonimo. Detto questo voglio anche dire che questa polemica innescata dal post di Insider non mi piace. E per noi finisce qui.

Fabrizio Carrera
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