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Mag

Vino siciliano all'estero, il caso della Nuova Zelanda

on 31 maggio 2012. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - L'intervento


Ivan Cappello

Riceviamo e pubblichiamo.

Caro direttore,
sono Ivan Cappello, un giovane enologo siciliano, di Marsala. Vi scrivo dalla Nuova Zelanda dove attualmente vivo. All’esperienza che sto facendo qui in cantina la vostra rivista ha dato attenzione qualche mese fa.

La mia professione e soprattutto la mia curiosità, quando mi trovo all’estero, mi portano a ricercare sempre etichette di vino siciliano ed italiano nella grande distribuzione e nelle enoteche.

Mi piace capire cosa pensa il mercato del vino italiano e soprattutto del vino siciliano. Molto spesso. fingendomi un normale acquirente, interrogo proprio gli addetti alla vendita. Chiedo quali vini la gente preferisce e qual e’ la moda del momento. Con grande sorpresa e felicità spesso mi sento rispondere che è il Nero d’Avola  ad essere richiesto, perché la gente è curiosa di bere siciliano.

Direttore, le scrivo per manifestarle però la mia rabbia e indignazione su un caso che mi ritrovo puntualmente davanti. Purtroppo  proprio quel vino siciliano che la gente compra non è di aziende siciliane ma di cantine venete, lombarde, piemontesi, trentine e di molte altre regioni italiane. Molto spesso questi vini sono proposti allo stesso prezzo dei  vini francesi o di quelli spagnoli di cantine molto famose.

Non vorrei però che si fraintendesse che io sia contrario al fatto che le cantine del nord commercializzino i nostri vini all’estero. Dico solo che non puo’ essere la regola. Dove sono le cantine siciliane????

Ovviamente alcune cantine siciliane ormai hanno i loro mercati a cui vendono le loro produzioni. Ma sono appunto alcune.

A volte mi chiedo anche che parte stiano giocando le cantine sociali. Mi riferisco alla mia provincia, perché per fortuna la Sicilia vanta dei buoni esempi, come la Settesoli, a Menfi, molto presente in Inghilterra. Al riguardo confermo quanto ho letto sul vostro speciale di Londra.

Ma la cosa che mi fa indignare  è che questi vini siciliani imbottigliati al nord si trovano anche in Sicilia. Basta guardare le retro etichette dei vini “low cost” sugli scaffali dei supermercati.

Vogliamo continuare ad  affidare la nostra immagine a queste etichette??? E' la domanda che si dovrebbero porre tutte le cantine siciliane, anche le piu’ importanti, perché ne vale pure dell’immagine dei loro vini.

Concludo con una curiosità.

Sapete da cosa nasce la scritta “Mis en bouteille a’ la propriete’” sulle bottiglie francesi? Quando i francesi vendevano i vini nelle barrique spesso capitava che gli acquirenti imbottigliavano quel vino tagliandolo con altri vini di qualità nettamente inferiore o addirittura allungandolo con l’acqua. Da quel momento i produttori francesi per assicurare la qualità dei loro vini hanno messo la scritta “imbottigliato nella proprietà".

Ivan Cappello

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