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08
Ott

Il Nero D’Avola Sicilia Qualità ha la sua etichetta

on 08 Ottobre 2011. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - L'anticipazione

Il Marchio Nero d’Avola Sicilia Qualità ha la sua etichetta.

E’ stata presentata in anteprima ieri dal direttore dell’Istituto regionale della vite e del vino, Dario Cartabellotta, in occasione della promozione itinerante dell’Expo 2015 che si è tenuta presso la presidenza della Regione. Si tratta di un’etichetta semplice e tecnologica allo stesso tempo: contiene infatti un winecode, ovvero attraverso il proprio telefonino sarà possibile scaricare in tempo reale informazioni complete sul vino, le degustazioni, gli abbinamenti gastronomici ed anche contattare il produttore.

 “Il Nero D’Avola – ha detto Cartabellotta – non è altro che sinonimo di Sicilia ed oggi diventa emblema del cambiamentoche si è verificato in Sicilia. Il Marchio è natodalla necessità di chiudere gli spazi a quanti, in questi anni e soprattutto fuori dalla Sicilia, hanno abusato del buon nome e dell’ottima reputazione del nostro storico vitigno. Il nostro obiettivo è fornire dunque una conoscenza della Sicilia che passi attraverso il meglio che essa può dare”.

L’etichetta (ultima tappa che concretizza un progetto) ‘selezione speciale Expo incontra Palermo’, è stata molto apprezzata dal presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo (nella foto sopra): “Il vino, come altri prodotti della nostra terra, così come il pescato, sono il nostro punto di forza. – ha commentato Lombardo – Su questo dobbiamo puntare. Al momento – ha aggiunto - ci sono tutte le condizioni perché la collaborazione tra Regione ed Expo porti, da qui a quattro anni, importanti risultati e aiuti questo Paese a uscire dal pessimismo in cui è sprofondato”.

Sandra Pizzurro

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Commenti  

 
0 #1 Luca Lo Galbo 2011-10-08 09:42 La Sicilia, ovviamente, non è implicitamente sinonimo di qualità. Abbiamo cose buone e cose brutte, e questo anche la massaia che acquista al supermercato lo sa.
Per questo motivo tali iniziative non servono a nulla.
Gettare fumo negli occhi ai potenziali acquirenti (Sicilia qualità, Doc Sicilia) non servirà a farci vendere neanche mezza bottiglia di vino in più.
Il tempo ci dirà se ho torto o ragione. Fino ad oggi ho avuto ragione.
Se produttori e politicanti si preoccupassero di migliorare veramente la qualità dei prodotti "made in Sicily" invece di continuare a sprecare soldi pubblici (i nostri soldi), si venderebbe di più.

Il problema è che non si vuole la qualità. Con una ostinata pervicacia si evita la qualità, per continuare a favorire i soliti mediocri prodotti e produttori, ma si vuole comunque che le vendite aumentino.
Questa è una contraddizione in termini.
In questo panorama politico-economico la qualità, quella vera, viene anzi temuta.
Si ha paura di coloro che, pur essendo una minoranza, fanno prodotti di elevata o elevatissima qualità. Li si relega in una nicchia. Non li si fa incontrare con i "buyer" stranieri per paura che questi possano preferirli. Non si finanziano i loro progetti (ma le cantine di aziende già giganti si, quelle si finanziano).

E come se a scuola i più bravi di una classe venissero emarginati, e magari una borsa di studio andasse a mediocri figli di papà, solo perché ricchi e potenti o perché figli del politico di turno.
E questo accade sistematicament e con la complicità di politici anche loro mediocri.
La realtà economica siciliana è ormai irrecuperabilme nte inquinata da asini raglianti che si aiutano l'uno con l'altro.
Per fortuna il parterre dei potenziali acquirenti ci vede meglio, raglia un po' meno, e continuerà a non comprare certi prodotti anche se ostinatamente pubblicizzati.
Citazione
 
 
0 #2 Davide Marrale 2011-10-09 16:16 Personalmente sono dell'idea che produttori e prodotti di qualità debbano essere garantiti da certificati che ne tutelino la qualità stessa e che contemporaneame nte li mettano al riparo da scopiazzamenti vari e che al tempo stesso possano dare manforte alla commercializzaz ione. Citazione
 

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