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I ristoranti di Milano e della Lombardia, "Carlo Cracco torna tra i grandi"

on 11 Giugno 2018. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La guida

Cosa cambia con “Milano e il meglio della Lombardia 2019” di Gambero Rosso – la prima guida ad essere presentata quest’anno – rispetto all’anno scorso? 

Il massimo riconoscimento, le famose “tre forchette” passano da 8 a 9 e la new entry, Carlo Cracco con il suo ristorante in Galleria, viene collocato all’apice della classifica, con 92/100, insieme ai riconfermati Antonio Guida di Seta del Mandarin Oriental, Enrico e Roberto Cerea del “Da Vittorio” di Brusaporto, Nadia e Giovanni Santini di “Dal Pescatore” di Canneto sull’Oglio. A 91/100, insieme ai consolidati Andrea Berton e Ilario Vinciguerra di Gallarate, sono stati messi Enrico Bartolini Mudec Restaurant e Davide Oldani del D’O di Cornaredo che conquistano un punto in più rispetto al 2018, lasciando da solo, a 90/100, Philippe Léveillé di Miramonti l’Altro di Concesio.

Anche per i “tre gamberi”, l’equivalente delle “tre forchette”, riservati però alle migliori trattorie, ai riconfermati Osteria del Treno e Trippa di Milano, La Madia di Brione, Caffè La Crepa di Isola Dovarese e Osteria della Villetta dal 1900 di Palazzolo sull’Oglio, è stata aggiunta la Locanda delle Grazie di Curtatone. Tre i “tre mappamondi” assegnati alle migliori espressioni di cucina etnica, e sono gli stessi del 2018: Casaramen, Iyo e Wicky’s Wicuisine Seafood, tutti di Milano. Conferma anche per “Al Donizetti” di Bergamo come migliore wine bar mentre il riconoscimento al bistrot da non perdere, le “tre cocotte” – è la novità di questa edizione di Gambero Rosso Milano-Lombardia – è stato assegnato al Pisacco di Milano, che ha Berton come mente culinaria della sociatà che gestisce il locale.

13 anche le migliori cucine – con un punteggio superiore a 50/100, ma con l’entrata di Paolo Lopriore de “Il Portico” di Appiano Gentile e l’uscita di Pietro Leeman di Joya ed Enrico Bartolini e Carlo Cracco in testa alla classica – 55/100 – insieme ai riconfermati Berton e Antonio Guida. Seguiti da Luigi Taglienti di Lume, Oldani e Vinciguerra (54/100), Andrea Aprea del Vun dell’Hotel Park Hyatt Milano, Ettore Bocchia del Mistral del Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio, i fratelli Cerea, Nadia e Giovanni Santini e Philippe Léveillé (53/100). Una nuova entrata, scalando addirittura la classifica, per le migliori cantine, Cracco (19/100) seguito dai riconfermati Bartolini, Seta, Da Vittorio, Dal Pescatore, Miramonti l’Altro e Antica Trattoria del Gallo di Gaggiano.

Gli altri premi consegnati nel corso della presentazione della Guida presso la sala Mengoni del nuovo ristorante di Cracco, in Galleria, sono le novità dell’anno, 7, tra bistrot (Aimo e Nadia bistRo e Tipografia Alimentare), ristoranti (Cracco), ristoranti etnici (l’indiano Cittamani e il cinese Le Nove Scodelle), panetteria (Le Polveri) e l’intramontabile Iginio Massari che ha appena aperto una pasticceria a Milano e ridosso di piazza Duomo. Altri riconoscimenti riguardano il servizio di sala (al del ristorante D’O; in albergo Vun Andrea Aprea dell’Hotel Park Hyatt), proposta al bicchiere (al ristorante, Enrico Bartolini Mudec restaurant e al wine bar, Champagne Socialist) e premio qualità prezzo che da 8 passano a 7, con l’esclusione di “28 Posti” e Esco di Milano, Casual Ristorante di Bergamo, Berton al Lago del Sereno Hotel e, accanto ai riconfermati Osteria Grand Hotel, Antica Trattoria del Gallo, Due Spade di Cernusco sul Naviglio e La Piazzetta di Montevecchia, c’è l’esordio dell’appena aperta Locanda Perbellini a Milano, Mu Fish di Nova Milanese e Civico 17 di Ponteranica. 

Infine, a ridosso delle “tre forchette”, si collocano i migliori “due forchette – punteggio tra 80 e 89/100 -: Lume (89/100); Il Luogo di Aimo e Nadia, Vun Andrea Aprea dell’Hotel Park Hyatt Milano e Mistral del Grand Hotel Villa Serbelloni (88/100); Sadler di Milano e Al Gambero di Calvisano (87/100); Antica Osteria dei Cameli di Ambivere, A’ Anteprima di Chiuduno e San Martino di Treviglio (86/100); Contraste e Joya di Milano e Il Sole di Ranco (85/100); Ceresio 7, Gallia dell’Excelsior Gallia, Morelli dell’hotel Viu Milano e Unico di Milano, Gaudio di Barbariga, Leone Felice di Erbusco, Antica Trattoria del Gallo di Gaggiano e Pimoroeur Giancarlo Morelli di Seregno. 

Nelle 271 pagine di “Milano e il meglio della Lombardia” (Gambero Rosso, €. 10) è racchiuso il meglio, per scegliere tra ristoranti, trattorie, pizzerie (anche etnici), wine bar, birrerie, bistrot (anche vegetariani), griglierie, aperitivi&dopocinema, pause gourmet, pescherie&cucina, street food, caffè&bar, pasticcerie, enoteche, specialità alimentari, catering&delivery, alberghi. In pratica, 1.400 indirizzi per mangiare, comprare e dormire, nella città e nella regione dove è ancora percepibile l’enfasi creativa probabilmente incentivata da Expo a cui è seguita una sorta di onda di “idee ancora più innovative – è stato sottolineato nel corso della presentazione della Guida, presso Cracco, con qualche difficoltà logistica tra audio e per chi aveva necessità di fotografare qualche premiato al momento della consegna del diploma -, ancora più evidente negli ultimi mesi” tant’è che, secondo noi, sarebbe stato consigliabile aggiungere all’agile volumetto qualche pagina bianca per annotare locali che vengono aperti a getto continuo e, spesso, specialmente a Milano, collocandosi subito fra quelli da non perdere.

Michele Pizzillo 

 
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