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26
Ago

L’INCHIESTA

In calo il quantitativo di uve prodotte in Sicilia in questa vendemmia: circa 5,5 milioni di ettolitri contro i 7,5 milioni dell’anno scorso. Prevista una diminuzione anche dei prezzi. La Regione: “Ma sono maturate bene. Peronospora sotto controllo”

Poche ma buone

Una vendemmia in calo sia da un punto di vista quantitativo che sul fronte dei  prezzi di vendita.  A tenere è solo la qualità. Si prospetta così la produzione di uva in Sicilia nel 2010.
“Non sarà l’anno peggiore – afferma Giuseppe Bursi, responsabile del settore vitivinicolo all'assessorato regionale alle Risorse agricole – perché quello è stato nel 2007 con l’attacco della peronospora che ha ridotto di oltre il 30 per cento la produzione con 4,5 milioni di ettolitri prodotti, ma anche quest’anno ci sarà una quantità limitata di produzione di uve”.
Si parla di una produzione che si attesterà intorno ai 5,5 milioni di ettolitri contro i 7,5 milioni dell’anno scorso. Le cause, come spiega Vincenzo Melia, responsabile dell’area Tecnico scientifica dell’Istituto regionale della vite e del vino, sono molteplici:  “Intanto la vendemmia verde, con la potatura anticipata dei grappoli, ha inciso all’incirca sul 10 per cento della produzione. Inoltre, non piove da parecchio tempo, ma soprattutto ci sono abbandoni della coltura con vigneti in alcuni casi estirpati”.
Ma le notizie negative non sono finite. Se le regole elementari del mercato prevedono che a una diminuzione dell’offerta corrisponda una crescita del prezzo, in questo caso avviene esattamente il contrario: “Bene che vada – evidenzia Melia – i prezzi saranno stabili rispetto all’anno scorso con le uve chardonnay a 50 centesimi di euro circa a chilogrammo e i rossi importanti a 30-35 centesimi. Ma le segnalazione dei produttori hanno indicato in alcuni casi anche un calo di qualche centesimo e nel settore delle cooperative sociali ci sono anticipi che arrivano anche a 14-15 centesimi a chilo, una cifra che non consente di pagare neanche le spese della vendemmia”.
Fin qui il futuro prossimo. Previsioni ancora più fosche ci sono per il 2011:  “Temo – afferma Melia - che la situazione peggiorerà l’anno prossimo perché gli abbandoni della viticoltura saranno ancora più massicci”.
Unica nota positiva la qualità con le uve che sono maturate bene e con attacchi tardivi di peronospora che sono stati controllati molto bene.

Salvo Butera

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