• 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

22 Mag 2012 Tendenze

Speciale London Wine Fair

Speciale London Wine Fair

Cronache di Gusto porta al London Wine Fair uno speciale cartaceo che presenta la Sicilia. Pagine che offrono una visione globale sul mercato vitivinicolo siciliano, su progetti e tendenze del...

22 Mag 2012 Tendenze

Speciale Cantine Aperte Sicilia 2012

Speciale Cantine Aperte Sicilia 2012

Il vino vi dà il benvenuto. Ecco lo speciale che Cronache di Gusto dedica alla giornata di Cantine Aperte. Tanti i contenuti, dai programmi delle cantine ideati per festeggiare il...

22 Mag 2012 L'iniziativa

"Il Km 0 è solo una moda"

Da sinistra Ciccio Sultano, Fabrizio Carrera, Nino Ajello, Alessandro Quartiglia Il prodotto. Il filo conduttore di una tavola rotonda che ha concluso le due giornate dedicate al mondo dell'enogastronomia organizzate a...

22 Mag 2012 L'azienda

Maurizio Gandolfo (Gorghi Tondi): lavorare in sinergia col distributore per valorizzare il territorio

Maurizio Gandolfo, direttore commerciale dell’azienda Gorghi Tondi, ha partecipato all’evento ideato dall’azienda Quartiglia e tenutosi a Palermo.

22 Mag 2012 Il concorso

Vota il ristorante, in palio dodici bottiglie di Archineri Doc Etna Rosso 2007 di Pietradolce

Vota il ristorante, in palio dodici bottiglie di Archineri Doc Etna Rosso 2007 di Pietradolce

Dodici bottiglie di Archineri 2007 Doc Etna Rosso della cantina Pietradolce per il concorso vota il Ristorante e Vinci il Vino.

. Posted in Articoli sul Marsala

 

Anche Enzo Vizzari, curatore della guida ai vini  de l'Espresso dice la sua sulla Doc siciliana. “Troppa pigrizia e poco interesse da parte di tutti. Mai vino è stato più sputtanato. Ma anche Porto e Sauternes non stanno benissimo”

“Marsala,
i perché
di un declino”

“Pochi vini sono stati 'sputtanati' come il Marsala. La colpa è di tutti. Troppa pigrizia e nessuna volontà di proporlo e comunicarlo. L'unica cosa da fare è rifondarlo, ridargli una nuova verginità”. Sono le parole di Enzo Vizzari, curatore della guida ai ristoranti e della guida ai vini de l'Espresso.

Lungo l’Italia si trova ancora traccia del Marsala?
“In rarissimi casi. Solo un paio di marchi, De Bartoli e Florio. Per il resto sento parlare di Marsala per quanto riguarda le ricette di cucina. Poi due sono le cose da dire. La prima. Quale che sia stata la causa o l'effetto, pochi vini sono stati “sputtanati” come il Marsala dal punto di vista qualitativo e dell'immagine. Sono circolate cose turpi sotto il nome del Marsala”.

Chi avrebbe la responsabilità di tutto questo?
“La responsabilità è di tutti. Di chi li ha messi in circolazione, di chi li ha comprati, di chi non ha saputo valorizzarne l'immagine e le peculiarità. Se ne è fatto sempre troppo, arrivando al punto di essere costretti a svenderlo e a destinarlo non si sa a che cosa”.

Secondo lei perché si è arrivati a questo punto?
“Perché è mancata dal territorio la convinzione di avere tra le mani un prodotto potenzialmente di eccellenza assoluta. Questa consapevolezza si è persa per strada. E poi, e qui c'è la seconda cosa su cui si deve riflettere: tutti i vini dolci e da fine pasto o da meditazione sono in gravissima difficoltà in tutto il mondo”.

Anche il Porto?
“Assolutamente. Il Porto sta vivendo un momento di forte crisi. Certo ha un'immagine più alta del Marsala. Ma anche il Sauternes soffre. Diciamo che il calo di vendite vale un po' per tutta questa tipologia di vini, a causa anche della normativa sul consumo di alcol. Il mercato dei distillati per esempio è finito. E c'è un altro problema che pesa poi su questi vini, e soprattutto sul Marsala”.

Quale?
“Che non si è sviluppata comunicazione. Per esempio. Se si è puntato sulla destagionalizzazione dello Champagne, perché nel caso del Marsala non si è fatto capire che è un vino che può essere benissimo consumato in abbinamento ai piatti lungo tutto un pasto? Questo l'ho proposto io stesso, due anni fa, in occasione di una cena organizzata con la Florio. Ci vuole cultura da parte di chi fa questo vino e di chi lo vende e da parte dei sommelier, ultimo anello decisivo per assicurare un posto nel canale della ristorazione”.

Perché questa impasse nella comunicazione?
“Forse per una forma di pigrizia. E' mancato l'interesse, la curiosità. E' facile proporre vini facili appunto. Il Marsala non è un vino immediato e per tutti, e se spiegato come si deve può diventare un vino attraente. Non credo poi che non piaccia perché ha tanti anni addosso. Si pensi che la classificazione dei grand cru è stata fatta nel 1855. Il fatto della vecchiaia è relativo, non è particolarmente vecchio”.

Secondo lei merita il posto sulle etichette degli alimenti industriali?
“No. E questo rientra sempre nelle operazioni di ‘sputtanamento’ di cui parlavo prima. Non si può tollerare di vederlo trattato nè più né meno di un colorante o di tutte quelle sigle e sostanze elencate”.

Sul disciplinare cosa pensa?
“Una modifica è un inizio, bisogna pur partire da qualche cosa. Ma non basta. Sono d'accordo su un restringimento delle maglie, anche se più che di maglia, mi sembra una rete. Ma concordo anche con chi sostiene che la Doc non arriva al consumatore medio, che non sa cosa sia. Doc o Docg rimarrebbe un fatto solo fatto nominalistico alla fine. Quindi sono favorevole a più iniziative”.

E il territorio non ha un peso?
“Certo che lo ha. Oggi non si conosce il territorio del Marsala. Questo vino è diventato come la gazzosa o la coca cola nella percezione del consumatore. Non c'è la minima identificazione con il territorio. Qua c'è un percorso da ripensare, dall'inizio e su tutti i livelli. Bisogna rifondare completamente il Marsala. Ancora prima della denominazione”.

Vuole dire qualcosa ai produttori?
“Direi loro di lavorare meglio, di produrre meno, di farlo più buono, badare alla qualità non alla quantità. So che è dura perché il mercato assorbe poco, ma non vedo altra strada. E soprattutto devono imparare a comunicarlo. Un futuro c'è se lo si costruisce. Bisogna voltar pagina, rendersi conto di tutto quello che è stato fatto male. Oggi si vedono molte più nuvole che squarci di luce”.

Se manca nella carta dei ristoranti nelle guide almeno un posto garantito ce l'ha?
“Certo. Io poi non solo lo inserisco e ne parlo, lo premio anche”.

E lo beve?
“Lo bevo spesso e sono un fan del Marsala”.

Manuela Laiacona

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

Articoli correlati

Siamo online da

Partecipa al concorso

Video

Video/2

Panelle & Champagne

Ultimi commenti

 

Direzione, redazione
ed amministrazione:
Via Isidoro La Lumia, 98
90139 Palermo
tel. 0917726885
fax 0917726884
Cronache di Gusto
autorizzazione
del tribunale di Palermo
numero 9 del 26-04-07

Editoriale De Gustibus Italia
P.IVA 05540860821

Fabrizio Carrera
direttore responsabile

Coordinamento editoriale:
Manuela Laiacona

Webmaster e
Web&Graphic Designer:
Floriana Pintacuda

Marketing ed eventi:
Maria Antonietta Pioppo

Collaboratori
Alessandro Alì
Cristina Barbera
Salvo Butera
Marina V. Carrera
Fabio Cimmino
Daniela Corso
Laura Di Trapani
Armando Garofano
Stefano Gurrera
Elena Mancuso
Massimiliano Montes
Giovanni Paternò
Francesco Pensovecchio
Paola Pizzo
Sandra Pizzuro
Aurora Pullara
Aurora Rainieri
Rosa Russo
Giorgio Vaiana
Rita Vecchio
Piera Zagone

Concessionaria
per la pubblicità
Publisette
Via Catania, 14
90141 Palermo
tel 0917302750
info@publisette.it

Area Riservata