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28
Apr

L’alta cucina a Bagheria

on 28 Aprile 2011. Pubblicato in Dove mangio

E’ la cucina di Tony Lo Coco, titolare del ristorante I Pupi. Ventotto coperti gestiti assieme alla moglie Laura dove sul piatto il territorio si presenta sotto una nuova forma, più ricercata

Ricercata, calibrata in ogni ingrediente, con una nuova interpretazione del territorio, a Bagheria l’alta cucina prende il nome de I Pupi.

Ventotto coperti curati dallo chef Tony Lo Coco e gestiti dalla moglie Laura Codogno. Pochi metri quadri dove la creatività sembra varcare ogni confine del gusto e le sorprese nel piatto rompere qualsiasi aspettativa. Di cui si ha prova sin dall’entrée. Come la variante di parmigiana.


Parmigiana

Una concezione di sapori e consistenze completamente virate sulla delicatezza, preparata con una crema di melanzane, spuma di bufala, pomodoro fresco su cui adagiata è una foglia di basilico fritta. Gli antipasti sembrano essere il campo dove Tony ama più sperimentare mantenendosi fedele alle radici gastronomiche siciliane e valorizzando i prodotti locali. Vegetali e legumi diventano protagonisti insieme al pescato. Opere ognuna in se riassuntiva della filosofia del cuoco trentaseienne. Se ne può gustare l’ideologia nei ravioli di seppia.


Ravioli di seppia

Cotti a bassa temperatura con un ripieno di prugna e mandorle adagiati su una crema di sedano, impreziositi dall’olio alla cenere e polvere di bottarga. Ma l’invettiva non si esaurisce solo in questa creazione, trova una sofisticata realizzazione nell’accompagnamento al piatto costituito da gelato ai ricci e da una sfoglia di pane nero. Anche l’idea dei legumi trova una connotazione originale. Come base di piselli in tre varianti, crema, spuma e cruditè, per scampi scottati nel sale di Maldon e come letto di ceci per il calamaro croccante con uva passa e riduzione della Doc Passito di Pantelleria Ben Rye. Nei primi Lo Coco continua la sua opera di ricerca sulle materie prime. Metodologia che si trasforma in una rara composizione negli spaghetti al cacao amaro di modica, con polpa di ricci, ricotta di bufala e nocciole di polizzi. Nel secondo lascia il palcoscenico al pesce come solista. Raffinatissimo la mupa con pan grattato aromatizzato servita su una crema di macco di fave. Persino il pane non tralascia Tony di panificare, proponendo varianti ricchissime di gusto come quello alle prugne o allo sfincione. Il dessert, non a caso qui viene alla fine, perché riassume il senso delle sperimentazioni di Tony, ne imprigiona l’essenza. Come nel cannolo preparato da lui stesso, con una cialda consistente a forma di cornucopia profumato dal gelato alla malvasia con granella di pistacchio e arancia candita.


 Gelato alla malvasia con cannolo 

Neanche a chiusura del pasto, con la semplice tazza di caffè, la voglia di coccolare il cliente cessa di proporre prelibatezze, e lo fa con irresistibili bon bon ai fiori di zucca, alla liquirizia e all’anice. Dietro allo studio di ogni piatto lo chef non millanta alcuna velleità artistica, la sua cucina è pensata per presentare in modo nuovo i sapori di una volta.


Bon-bon

“In fondo propongo ciò che mangiavamo da bambini. Ho solo trovato un modo diverso di presentare queste materie prime, che sono quelle povere. Uno stile tutto mio che affonda le radici alla cucina di casa, delle nostre nonne”, spiega Lo Coco. Ma lo spirito de i Pupi non si esaurisce sul piatto. Al bicchiere Laura Codogno ne dà prova con una carta dei vini che cura personalmente. Una selezione insolita e di altissima qualità: dalle bollicine di Champagne di grandi e piccole maison, alle etichette di Bordeaux e della Borgogna, ai vini firmati dai vignaioli dell’alto Adige e del Friuli. Due anni di vita I pupi non li dimostra affatto, è il sogno di una giovane coppia che dimostra un’arte della ristorazione matura. “Non ho fatto studi per diventare cuoco. E solo stata la mia passione di sempre. Figlio d’arte di un vetraio, ho abbandonato questa attività per dedicarmi ai fornelli”. Passato che spiega la precisazione e meticolosità da artigiano che contraddistingue i suoi piatti.

Manuela Laiacona

Le foto sono di Manuela Laiacona


I Pupi
Via del Cavaliere, 59
90011 Bagheria (Palermo)
091 902579
 


Calamaro scottato su crema di ceci


Mupa su macco di fave


Scampi saltati al sale Maldon


Spaghetti di cacao amaro di Modica
 

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Commenti  

 
0 #1 Carla 2011-04-30 17:01 Sono stata un paio di volte.
Complimenti
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0 #2 Giovanni Paternò 2011-04-30 17:41 Bella recensione, ristorante intrigante, ma…il prezzo? Citazione
 
 
0 #3 VANNY 2011-05-01 18:40 bravi :)
i prezzi sono nella media dei ristoranti di questo livello
Citazione
 
 
0 #4 Pietro 2011-05-01 19:15 Fabrizio, le foto sono molte belle e i piatti sembrano ben fatti nella loro semplicità.
Lo proveremo e poi lo valuteremo, dicci chi e lo chef , il costo non interessa l'alta cucina non ha prezzo, ma la qualità e l'estro????
Citazione
 
 
0 #5 Giuseppe Mineo 2011-05-02 00:44 In fondo tutto quello che si fà con Passione e Amore da i suoi frutti, e sono sicuro che ne raccoglierete di buoni.
Aspettiamo con ansia che si possa accendere una "STELLA" a Bagheria.
Auguri Laura & Tony
Citazione
 
 
0 #6 VANNY 2011-05-02 02:22 Lo chef è tony lo coco , è vero che l'alta cucina nn ha prezzo ,cosi come l'utilizzo della materia prima di qualita, ma per chi non è del mestiere è facile giudicare .
nel senso che molte volte il cliente nn si rende conto del tempo che si passa dietro i fornelli a lavorare, sudare ,eccc.
quindi chi ogni giorno manipola la materia prima di qualita sapra' dare un giudizio veritiero .
Per quanto riguarda l ' estro secondo me ,posso solo dire una cosa

"Non tutti possono diventare dei grandi artisti ma un grande artista può" celarsi in chiunque
Citazione
 
 
0 #7 Manuela Laiacona 2011-05-02 12:43 Cari lettori, difficile dare un prezzo considerando anche le possibilità di abbinamento che offre la carta dei vini. Posso solo darvene uno medio indicativo, fornitomi dalla stessa titolare, di 45 euro. Citazione
 

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