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Dic

Vota il ristorante e Vinci il Vino, ecco i vincitori di novembre

on 17 Dicembre 2012. Pubblicato in L'iniziativa


Aurora Castro, Chiara Gallitto, Francesco Orso

Francesco Orso di Firenze, Aurora Castro di Rimini e Chiara Gallitto di Siracusa sono i vincitori di Vota il ristorante e vinci il vino di novembre.

Francesco Orso nella vita fa il medico e lavora in terapia intensiva cardiologica e insieme alla moglie si diletta a coltivare il gusto. “Siamo entrambi appassionati di cucina, ci piace cucinare e sperimentare nuovi posti, apprezziamo la cucina che integra la tradizione del territorio alla sperimentazione, proprio come quella che propone l’Oria d’Aria”. Aurora Castro lavora presso una casa editrice specializzata in pubblicazioni di poesie, tra queste anche quelle dedicate alla cucina oltre che ricettari originali. Ama creare dei percorsi, e studiare le mete del gusto. “Sono curiosa e sono romagnola, ecco perché mi piace la buona cucina. Sono siciliana di origine e amo la gastronomia dell'Isola”. Chiara Gallitto cerca nei piatti la loro qualità anche se, per deformazione professionale, la presentazione gioca la sua parte. Nella vita fa la fashion designer a Treviso: “Mi diletto a cucinare, è una passione che ho sin da piccola. I piatti poi li preparo per gli amici.  La cosa che più conta è la bontà della pietanza, se prima non è buono un piatto l’estetica non ha valore, non vogliamo l’inganno”.

Ora d'aria - Firenze
di Francesco Orso
Non chiamatelo solo ristorante... l'espressione più giusta è esperienza, una vera e propria fuga dai pensieri e dal problemi quotidiani, un viaggio sensoriale veramente unco. L'ambiente elegante ma moderno vi darà subito una sensazione piacevole, venite accolti e accompagnati al vostro tavolo da personale gentilissimo e di elevata professionalità, disponile a soddisfare ogni esigenza e a consigliare al meglio senza mai essere invadente. La saletta al piano di sotto è una chicca, ma io preferisco quella di sopra con la cucina a vista dove poter ammirare lo chef, Marco Stabile, una sorta di Zubin Metha della cucina che dirige i suoi aiutanti: un cenno della testa e il piatto non esce dalla cucina... uno spettacolo nello spettacolo... Torniamo all'ambiente, romantico, caldo, pochi tavoli, appena un po' di musica... Gradite un aperitivo? Due flute di Champagne? Perchè no! Intanto arriva il pane fatto in casa (impossibile resistere... finisce inesorabilmente) e un piccolo starter nell'attesa di ordinare... mia moglie ed io scegliamo sempre piatti diversi per poter assaggiare il maggior numero di cose... Ogni piatto un'esperienza anche perchè Marco Stabile osa e di solito non sbaglia: hamburger di chianina con cocomero alla piastra (al posto della tipica fetta di pomodoro) è una scommessa vinta. Fantastico...Ne avrei voluti altri cinque... La carta dei vini è molto interessante con un notevole assortimento di vini californiani e francesi. I dolci (eccezionali) sono il segno che purtroppo siamo arrivati alla fine...Dobbiamo tornare a casa da quel bimbo dice mia moglie... dobbiamo tornare presto anche qui penso io... p.s. Non è economico ma ne vale la pena, provare per credere.
Voto: cinque stelle

Ristorante Teatini – Rimini
di Aurora Castro
Ravioli ripieni alle ortiche? Al Ristorante Teatini. Nel cuore di Rimini, a pochi passi dal Tempio Malatestiano, in Piazza dei Teatini, ha aperto da un po' di tempo un ristorante dallo stile minimal, ma lezioso in ogni particolare: abajour, lampade, tavoli anticati, parque, creano un'atmosfera intima e ricercata all'Osteria dei Teatini. Oggi, a pranzo, abbiamo ordinato i ravioli ripieni alle ortiche che mi sono stati serviti ancora fumanti, conditi con una deliziosa salsa al pomodoro. Ci siamo fatti portare anche un buon bicchiere di Lacrima di Morro d'Alba Doc (Podere Santa Lucia – Marche –), vino rosso dai toni fruttato-floreali, leggermente pepato, come ci ha descritto la proprietaria Alessandra, e dal profumo intenso di violette, viole, mirtilli e more di rovo. Ho trovato, comunque, il menù ricco di piatti dalle commistioni raffinate ed eccentriche – che lo chef Fabio prepara ad arte – e che ci hanno rinnovato il gusto per la buona cucina: Crudo di sughero, tropea caramellata e lamponi; ostriche, pompelmo rosa e finocchio; strozzapreti scampetti e asparagi; Spaghetti alle poveracce e dolci prelibati come il cioccolatoso, ovvero cioccolato servito a diverse temperature e percentuali di cacao, un'esperienza che ho definito "sensoriale", davvero imperdibile per i più golosi. Consiglierei anche uno sguardo ai vini – à la carte –, suddivisi per vitigni, dove si può trovare una selezione davvero accurata, per non perdere il piacere di un sorso di questo nettare "dionisiaco" che rende, a mio avviso, più "amabile" anche il pasto. Del resto, come ci hanno ricordato i proprietari, non per niente la parola "vino" deriva dal verbo sanscrito "vena", che significa "amare". Alle 13:30 di un giorno come tanti, lontani per un attimo dalla frenesia degli impegni quotidiani, ci siamo gustati il tempo di questo pranzo e il pensiero, quasi segreto, di ritornarci come desiderio.
Voto: quattro stelle 

Al Ciaro de luna - Arcade
di Chiara Gallitto
Il Ciaro di Luna è un posto perfetto se si ha voglia di stare in buona compagnia in un'ambiente confortevole e mangiare qualcosa di buono ma non troppo impegnativo, . L'interno è quasi totalmente in legno bianco, dalle travi del tetto al parquet, sino ai tavoli e alle sedie. L'ambiente che vuole essere semplice e molto naturale è in realtà molto ben studiato e pulito. A dare un tocco di contrasto, le tovaglie lilla in carta riciclata e i vari libri tra romanzi e volumi di arte e fotografia sparsi qua e la sui tavoli a disposizione dei clienti. Stessa filosofia nella cura degli ambienti viene riflessa sul cibo. Il Ciaro de Luna è una pizzeria, ma non credete che qua troverete la solita pizza dato che, in questo locale, ogni dettaglio è curato con amore e voglia di coccolare il cliente. Cosa fondamentale, la pasta della pizza è ottima e non gonfia come di solito perché viene utilizzato il lievito madre. Gli ingredienti sono tutti freschissimi e di qualità, prodotti localmente e a km0. Il menù propone poche pizze che cambiano a seconda della reperibilità degli ingredienti e quindi in base alla stagione, con accostamenti insoliti e verdure passate che spesso sostituiscono la classica base di pomodoro. I dolci sono tutti home-made e molto semplici, ma realizzati e serviti con pulita umiltà: ciambellone, salame al cioccolato o tiramisù. Nota in più per questo locale: se vi trovate a mangiare li durante il periodo estivo, verrete fatti accomodare in giardino, sotto un pergolato d'uva alla luce di tante candele, bianche ovviamente.
Voto: cinque stelle

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