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Ago

on 12 Agosto 2010. Pubblicato in Le grandi verticali

LE GRANDI VERTICALI

Sei annate dell'Haermosa di Masseria del Feudo, uno chardonnay in purezza mai scontato. Poca barrique e assaggi da ricordare

Globale e siciliano

di Francesco Pensovecchio

Borgogna: a 60 km da Beaune ed a 35 da Chalon sur Saone, “Chardonnay” è la piccola e ridente cittadina che ha dato i natali ad uno dei vitigni importanti dell’umanità: lo chardonnay. La sua importanza è andata oltre le eccellenti caratteristiche dei vini prodotti a livello locale, divenendo in pochi anni il vitigno bianco più esportato nel mondo. Le ragioni di questo sono soprattutto due: eccellenti qualità organolettiche e buona precocità di maturazione nei climi caldi, in altre parole maggiori probabilità di sfuggire in periodo di pre-vendemmia agli inconvenienti causati da piogge e malattie. Il quadro è completo se a tutto ciò si unisce una specifica capacità di adattamento ai suoli e al clima di Sicilia. Questo rapporto privilegiato è confermato dai risultati, risultati raggiunti in degustazioni comparative a livello internazionale/mondiale nelle quali gli Chardonnay di Sicilia si sono piazzati non infrequentemente entro i primi 100 assoluti tra bianchi e rossi (fonte WineSpectator).

Ed allora, perché farne a meno? Solo perché non è un vitigno locale? O perché è molto diffuso? In barba agli integralisti dell’autoctono e agli annoiati cronici, lo Chardonnay siciliano ha dato ampiamente prova di stabilità, qualità e carattere, mantenendo le vastissime diversità pedoclimatiche dell’isola. Con qualche anno di maturità della vigna e un leggero passaggio in legno piccolo per smussare gli angoli, ecco nascere degli ottimi prodotti. Nelle annate poco calde e piovose, inoltre, si raggiungono risultati di notevole spessore.

Ma quando è iniziato l’amore per lo Chardonnay? I primi studi risalgono agli anni ’80. Uno dei primi campi sperimentali fu realizzato presso Caltanissetta nella azienda Masseria del Feudo della famiglia Cuccurullo. Qui, lontani dal mare e con buone escursioni termiche, emerse chiara la vocazione generosa del vitigno. Reimpiantato qualche anno dopo, tra il 2001 ed il 2002, su una piccola superficie, lo chardonnay guadagna subito attenzione e meriti. Con le sue pur limitate 3.500 bottiglie per annata, diviene il vino di punta dell’azienda.

I vigneti dello Chardonnay Haermosa, un cru aziendale in contrada Grottarossa, sono coltivati in regime “biologico”: l’impianto conta circa 4.000 piante per ettaro allevate a controspalliera con potatura a cordone speronato. In novembre si arricchiscono i terreni con concime organico proveniente dalle stalle aziendali. A gennaio la potatura invernale. Tra maggio e giugno si operano le cimature, la sistemazione fogliare, mentre tra i filari si elimina l’erba superflua. A luglio i diradamenti in modo da portare a maturazione circa 2 kg di uva per pianta. La difesa antiparassitaria è condotta con rame e zolfo, secondo i disciplinari della produzione in biologico. La vendemmia avviene solitamente tra la prima e la seconda settimana di agosto. La fermentazione avviene in vasche di acciaio, seguono 4 mesi di affinamento in barrique tra il primo ed il terzo utilizzo, ed almeno anno di affinamento in bottiglia.
 

La verticale che vi sottoponiamo coinvolge 6 annate, tutte tra il 2002 ed il 2007, quest’ultima è quella attualmente in commercio.


Chardonnay Haermosa 2007
87/100
E’ il vino più giovane della batteria, un vino con grinta anche in riferimento all’annata. La primavera è stata caratterizzata dall’alternarsi di brevi piogge. In luglio si sono susseguite alcune ondate di caldo. La maturazione è comunque avvenuta gradualmente, anche se le rese finali sono state piuttosto basse. La vendemmia nella seconda settimana di agosto. Di colore giallo paglierino con lievi riflessi verdi, il naso è intensamente fruttato e ricco di sfumature. Fiori gialli, pera e crema di vaniglia lo contraddistinguono. Ottimo il bilanciamento con il legno. In bocca sorprende per la piacevole leggerezza, mettendo in mostra un corpo delicato ma fresco e intenso nell’impatto gustativo. Un vino giovanissimo e dal taglio classico che darà il meglio di sé nei prossimi anni.

Chardonnay Haermosa 2006
88/100
Dell’intera degustazione è quello che, con il 2002, ha riscosso i maggiori consensi. L’annata è favorevole e i tre anni di affinamento hanno giovato al vino muovendolo verso una piacevole armonia. Una primavera asciutta si è contrapposta a un inverno piovoso, mentre l’estate ha goduto di temperature nella media miti. La raccolta, buona anche per quantità, è avvenuta tra il 20 e il 25 Agosto. Il colore è giallo paglierino carico. Tipico il naso con frutti tropicali, pera e nocciole. Il legno non interferisce e, anzi, sottolinea l’interessante stato evolutivo. In bocca è composto, equilibrato. Le note sapide, accelerate dalla freschezza, sono contenute dalla morbidezza e dal corpo. Un vino piacevole ed elegante che si trova nel suo momento migliore. Per intenditori.

Chardonnay Haermosa 2005
85/100
Vino di difficile lettura. La buona produzione di uva è dovuta a una generale condizione favorevole dell’annata caratterizzata da una stagione invernale e primaverile piovosa e da un’estate fresca sino alla vendemmia. Alla vista è giallo paglierino con qualche riflesso dorato. Al naso emergono delicate note di mango, pesca e ananas. Crema di vaniglia. In bocca è timido, composto. Una struttura più lieve esalta le note acide e sapide. Il legno è presente ma in modo equilibrato e discreto. A partire dal 2005, infatti, il legno è usato con barrique dal 2° al 4° passaggio.

Chardonnay Haermosa 2004
88/100
Alla Masseria un’annata fredda e da ricordare. Passato un rigido inverno, le temperature si sono mantenute basse per tutta la primavera. L’estate è proseguita con valori sotto la media, provocando complessivamente un ritardo in vendemmia di 15 giorni circa, quindi per gli ultimi giorni di agosto. Il colore è giallo paglierino. Naso fine ed elegante di fiori gialli, erbe mediterranee, pesca, mango e datteri. In bocca evidenzia un corpo ed una struttura leggera, piacevoli i rimandi in fase retro olfattiva alle note fruttate sempre presenti. La freschezza ne migliora la beva. Il legno, per metà nuovo e per metà di secondo passaggio, è perfettamente integrato.

Chardonnay Haermosa 2003
84/100
Un’annata calda e difficile che ha condizionato l’intera isola. I livelli zuccherini raggiunti dal frutto sono stati insolitamente alti, innalzando pertanto il grado alcolico e conferendo ai vini strutture possenti. Il colore è giallo oro. Naso evoluto e balsamico. Confettura di frutta e sentori di salvia e limone candito sono accompagnati da note di nocciola e vaniglia del legno nuovo. E’ un vino evoluto e singolare. Per appassionati del genere.

Chardonnay Haermosa 2002
89/100
Il 2002 è alla Masseria un’annata particolarmente siccitosa. Le temperature estive non troppo elevate hanno consentito una maturazione graduale ed equilibrata nonostante la mancanza d’acqua. Le basse rese e il mantenimento di buon tenore di acidità hanno conferito un’eleganza insolita e unica nel suo genere. Colore giallo oro. Il naso è ancora contraddistinto dal frutto, anche se trasformato per l’affinamento. Si distinguono albicocca, cioccolato bianco, pepe e vaniglia. Refoli balsamici di timo, eucalipto e cannella arricchiscono un quadro affascinante. Il legno nuovo è perfettamente fuso nel tessuto olfattivo. Le sensazioni di bocca sono ampie, avvolgenti, con un finale lungo e persistente. Un esordio memorabile.
 

Masseria del Feudo
Contrada Grottarossa
93100 Caltanissetta
tel/fax +39 0934569719
tel. +39 0922856755
www.masseriadelfeudo.it

 

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