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Pubblicato in Il caso il 26 Aprile2018

A rischio la produzione dei grandi vini senesi. I responsabili? Soni i caprioli.

A lanciare l’allarme è l’Unione provinciale agricoltori di Siena che, in una nota, spiega che “in questo periodo è ripartito lo sviluppo vegetativo della vite e i germogli sono preda ovunque dei caprioli”. Le zone maggiormente colpite sono quelle di Montalcino, Montepulciano, San Gimignano e il territorio del Chianti dove “nel 2017 sono stati accertati danni da capriolo per oltre 3600 quintali di uva e per un equivalente pari a circa a 290mila euro”, dichiara il direttore di Upa Siena, Gianluca Cavicchioli, che sottolinea come questa cifra “ci fa temere seriamente che non possa essere neanche coperta dagli indennizzi. Una situazione che rischia di minare la produzione e l’indotto di quei vini che sono anche ambasciatori della qualità enogastronomica di Siena e della Toscana nel mondo”. Il problema era già emerso qualche anno fa con i cinghiali e nel 2016 il New York Times aveva realizzato un servizio. Nello stesso anno Avito, l’associazione che riunisce tutti i consorzi vinicoli della Toscana, ha chiesto alla Regione di applicare concretamente la legge regionale per il contenimento degli ungulati. La stessa richiesta è fatta oggi per i caprioli: “Sono necessarie misure di carattere straordinario se si vuole evitare il flagello dei nostri vini; mi riferisco principalmente ai prelievi in controllo del capriolo nei vigneti oggetto di danneggiamento nei mesi di aprile e maggio, la stessa misura già attuata per i cinghiali e prevista nella legge obiettivo della Regione Toscana”, conclude il presidente di Upa Siena, Giuseppe Bicocchi.

C.d.G.

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