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Pubblicato in Il premio il 04 Marzo2019


(I vincitori)

Da un’azienda che produce farina, in questo caso Agugiaro&Figna, ti aspetti un concorso che premi il prodotto ottenuto dall’utilizzo finale delle farine, oltretutto due “Food Symbols” e,  per di più, di fondamentale rilievo dell’alimentazione umana. 

Infatti la pizza e il pane sono due simboli dell’alimentazione stessa, protagonisti della ristorazione informale, della convivialità, della tradizione, ma anche dello street food di tendenza, al centro di un mercato in forte sviluppo e in trasformazione, dove gli spazi di produzione e consumo di questi prodotti sono destinati a cambiare, a riflettere mutate abitudini di consumo ed esigenze del pubblico e a definire nuovi trend. Ma, con i concorsi “Le 5 Stagioni” e “Storie di Farina”, l’azienda molitoria ha voluto premiare tre locali pizzeria e tre spazi dedicati alla produzione e vendita di pane, realizzati e in attività.  E, Giorgio Agugiaro, presidente di Agugiaro&Figna Molini SpA, dice che “i concorsi sono la naturale evoluzione di precedenti importanti iniziative istituite dalla nostra azienda negli scorsi anni mirate a focalizzare l’attenzione sul valore della progettazione e del design in questi settori, in Italia e in tutto il mondo. La nostra azienda produce e commercializza farina in tutto il mondo, e abbiamo sulla trasformazione di questi settori, e sulla loro potenzialità, un punto di vista molto ravvicinato e molto vicino agli operatori.  Per questo siamo consapevoli che l’eccellenza non può più limitarsi al prodotto e alla valorizzazione delle materie prime, che sono e restano ovviamente fondamentali, ma che l’architettura e le caratteristiche d’innovazione dello spazio giocano un ruolo crescente e fondamentale per il successo di un locale o di un punto vendita e, in prospettiva per la crescita dell’intero settore”.

Questo perché i nuovi spazi per la pizza e per il pane sono luoghi di socializzazione oltre gli stereotipi. Tant’è, spiega Agugiaro “che la crescente attenzione al progetto, agli arredi, alla multifunzionalità, la nuova centralità dei prodotti e del saper fare, la valorizzazione delle materie prime e della preparazione, il rapporto tra l’innovazione, che il mercato e il pubblico richiedono, e la tradizione culturale e alimentare, di cui questi prodotti sono espressione e simbolo, stanno trasformando gli spazi della pizza e del pane in luoghi di forte e originale identità estetica e potenziale dinamicità economica. I nuovi spazi esprimono, e questa tendenza sarà sempre più evidente nel futuro, l’evoluzione di questi ambienti in rapporto al mercato, alle esigenze del pubblico e a prodotti così ricchi di tradizione da poter superare ogni stereotipo senza perdere identità, anzi, rafforzandola, e diventare motori di innovazione e di crescita”.


(Giorgio Agugiaro)

La giuria del premio composta da Arturo Dell’Acqua Bellavitis del Politecnico di Milano e Presidente della giuria, Davide Paolini “Il Gastronauta”, Roberto Capello, presidente Fippa e Giorgio Agugiaro, ha avuto il non semplice compito di analizzare e valutare oltre cento lavori ammessi ai concorsi, provenienti da 4 continenti e da 14 nazioni (Italia, Polonia, Cina, Ucraina, Svizzera, Francia, Brasile, Spagna, Russia, Bielorussia, Moldavia, Inghilterra, Stati Uniti e Kazakhstan) “avendo anche il piacere di verificare l’elevata qualità dei locali realizzati e l’alto livello di innovazione espressa nelle soluzioni di progetto e nelle proposte estetiche, formali, ma anche commerciali – ha detto il presidente Dell’Acqua Bellavitis -. La giuria ha anche apprezzato la coerenza tra il progetto degli spazi, l'organizzazione delle componenti comunicative e dei diversi elementi di arredo, come pure l'inserimento sensibile ed attento nei contesti culturali e architettonici per  cui sono stati pensati, in un rapporto vitale e dinamico tra la tradizione, da cui questi prodotti originano, e il superamento degli stereotipi del passato. Abbiamo verificato come i locali per la pizza e il pane stiano acquisendo le caratteristiche di luoghi di socializzazione, con modalità diverse, in un grande numero di Paesi. La Giuria ha cercato di evidenziare le linee di tendenza emerse dall’analisi dei lavori nello specifico delle tipologie dei locali. Il livello dei lavori in concorso ha reso necessario, al di là dei valori presenti nei progetti  anche un’attenta analisi dei dettagli materici e di arredo, e ha convinto la Giuria a conferire, oltre ai premi previsti per i tre vincitori dei concorsi, anche un elevato numero di speciali menzioni d’onore a progetti particolarmente meritevoli per diverse ragioni di questo riconoscimento”.


(Palazzo di Brera)

Alla fine, i vincitori per il concorso “Le 5 Stagioni”, sono stati Renato Arrigo per il locale Pcomepinsa realizzato a Messina. Il premio è stato assegnato anche per l’estremo nitore delle scelte architettoniche e progettuali e per la capacità d’integrare gli elementi tecnici con i materiali naturali. Il 2° premio è stato conferito ad Anatoliy Mosin per il locale Casa Italia di Rostov on Don (Russia), per la capacità di reintegrare riferimenti alla tradizione italiana attraverso la chiave del design anche in modo non comune e sterotipato. Terzo Valentin Sanz Sanz, autore di Pizzeria 330°, realizzato a Soria (Spagna) per l’intelligenza dei sistemi di arredo studiati ad hoc, le originali scelte cromatiche e l’estrema razionalità economica  dell’architettura.

Le menzioni d’onore della Giuria sono state data ad Andrea Langhi per il locale Pizzikotto di Casalecchio (BO); Andrea Destro per Lievito di Pechino, in Cina; Volodymyr Nepyivoda per Tartufo Trattoria di Leopoli, in Ucraina; Maurizio Zito per Degusta di Avellino; Mauricio Q.Costa per il locale Bambina di Bauru di San Paolo del Brasile; Yuriy Hlobchak per Nw York Street Pizza di Leopoli, in Ucraina; Maksim Gusev per Portofino di Perm, in Russia; e Valerio Scaccia per Seu di Roma. I vincitori per il concorso internazionale “Storie di Farina” sono stati Elena Groppo, per il locale Boulangerie Md realizzato a Marsiglia, in Francia, per le non convenzionali scelte cromatiche e la capacità di inserire organicamente la dimensione naturale nel progetto del locale, unitamente ai riferimenti al genius loci del contesto in cui è inserito. Per il 2° premio è stato scelto Andrea Baselli per il locale Il Fonraio della Piazza di Borgo San Giacomo (BS), perché emblematico di una pura linea di tendenza in cui le scelte materiche e le qualità espresse sono portate ai livelli più alti. Il 3° premio è stato conferito a Sondra Pantani per il locale Star Bakery di Livorno, perché espressione della capacità di intervenire su esercizi e spazi degli anni 50/60 riportandoli alle soluzioni formali originarie, razionalizzandone le strutture funzionali di servizio.

Per questo concorso è stata conferita anche una speciale menzione d’onore della giuria, ad Alena Bulataya per il suo locale Brioche Bistro realizzato a Minsk, in Bielorussia. Premi così particolari e oltretutto assegnati alla creatività dei progettisti, non poteva esserci location più adatta dell’Accademia di Brera, a Milano, con un aperitivo servito nella Biblioteca affrescata di Palazzo Landriani, adiacente al tempio dell’arte.

Michele Pizzillo

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