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Pubblicato in Il prodotto il 23 Maggio 2012
di C.d.G.

L’azienda più grande dell’Etna attinge dalla tradizione ma precorre anche i tempi, o forse, i gusti.

Cantine Patria,  azienda storica del territorio in frazione solicchiata, sul versante nord del vulcano nell'agro di Castiglione di Sicilia, entrerà nel mercato con bollicine senza alcol. Franco Di Miceli, il titolare, si prepara ad aprire con un'idea innovativa, nuovi mercati, quelli dove regna il proibizionismo, come i Paesi musulmani, e a conquistare nuove fasce di consumatori o a creare nuove occasioni di consumo. In pieno exploit dei vini frizzanti, ha deciso così di scommettere con un vino che sicuramente farà discutere la critica e i puristi, anche se dai presupposti si preannuncia un prodotto che porterà nuova linfa al comparto.
 


Vigneto della cantina

Si tratta di un blend di Carricante, Catarratto e Viogner ottenuto con Co2 naturale. In etichetta porta il nome Thalia Zero. “Utilizziamo quella delle botti dove è in corso la fermentazione”, spiega Bernardo Di Miceli, che lavora a fianco del padre responsabile commerciale. Ne sono state prodotte solo 50.000 bottiglie al momento come campionatura ma sugli scaffali andranno con la prossima annata. “E’ ottenuto solo da succo di uva. I grappoli vengono raccolti quando ancora non sono maturi, ad agosto. Poi l’uva viene pigiata, mandata in un autoclave tenuta  a bassa temperatura”. Il tempo ideale per consumarlo è dopo 14/20 mesi dall’imbottigliamento. “Un prodotto dissetante e con un bouquet fruttato molto piacevole - anticipa il giovane Di Miceli. Può essere adatto per preparare cocktail o come aperitivo. Piacerà alla gente perché è versatile. E poi può pure essere amato dai più piccoli o dagli astemi”.

Una nuova frontiera quella di Thalia che risponde alle leggi sul consumo di alcol tracciando la tendenza del prossimo futuro. “Il vino sarà destinato anche ai mercati regolamentati dal monopolio di stato. Punteremo sul Canada. E poi Stati Uniti”, aggiunge Di Miceli. Il vino analcolico proviene non solo dai vigneti dell’Etna ma anche da quelli che l’azienda possiede nell’agro di Corleone e di Gela.  

M.L.


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