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Pubblicato in La birra della settimana il 05 Febbraio 2017
di C.d.G.

di Mauro Ricci

Salvatore (Turuzzu) Blandi è un giovane homebrewer di Sant'Agata di Militello, in provincia di Messina. Vive nei pressi di contrada Irias. In un tranquilo fine settimana estivo, tempo di mondiali di calcio, tanto caldo e tanta voglia di stare insieme, si presenta agli amici di sempre con una scatola di bottiglie da 66 e rivela: "Sono le mie birre. Provatele". Era il 1994.

La passione da allora non è mai venuta meno per provare a ricercare la migliore ricetta, le più convincenti materie prime con un'idea dominante: fare birre sempre migliori, ma in qualche modo legate alla propria terra di origine. La storia di birra Irias è quasi una storia di famiglia e di amicizia che ha portato quattro appassionati (Massimo Costanzo, Matteo Olivo, Franco Blandi e Salvatore "Turuzzu" Blandi, il birraio), a concepire il disegno un poco folle di fare impresa. Passato il tempo perché il mercato maturasse, individuata la migliore acqua sorgiva che viene dai Nebrodi, ricercate materie prime del territorio da unire all’acqua, all’orzo e al luppolo, elaborate ricette provate e sperimentate, finalmente l’associazione fra amici diventa impresa e nel 2013 parte il birrificio Irias. La prima birra prodotta è una riuscita fusione dei profumi dei colori dei sapori del fico d'India con quelli di una “Belgian Speciality Ale” in cui un dosaggio e una scelta attenta e sapiente dei malti e dei luppoli inglesi consentono una esplosione controllata dell’originale frutto siciliano in una birra di facile accattivante bevuta, asciutta e scorrevole.


(I quattro soci del birrificio Irias)

Dopo questo primo successo, messo a punto con meticolosa fatica, sono seguite altre ideazioni. L’Ambra con buccia di arancia siciliana, l’Aura in cui compare una aromatizzazione con uva passolina, la Cincu Tummina, un "Tumminu" (Tumulo, misura antica del terreno coltivato) per ogni grano antico siciliano (bidì, maiorca, russello, perciasacchi, tumminia) messo nel mosto, da cui una birra in cui il gioco forse un poco graffiante di tanti cereali crea un risultato fresco con sentori di terra di erba addolciti dai malti. L’ispirazione è tendenzialmente a stili europei, inglesi e belgi, con aromatizzazioni che prendono il più possibile dal territorio siciliano. Questo obiettivo si raggiungerà ancora di più con il progetto già avviato di coltivare l’orzo e il luppolo in proprio.


(L'impianto di produzione)

Con un uso attento di zucchero, fiocchi di frumento e di avena con il bouquet dei luppoli sempre in buon equilibrio, si raggiunge un altro obiettivo: avere birre senza troppi spigoli. E senza spigoli è la birra che ho assaggiato questa volta. Al Zabir è una Iga (Italian Grape Ale), lo stile tutto italiano recentemente codificato dal Bjcp (Beer Judge Certification Program) fatta con mosto di malto d’orzo fermentato insieme a mosto  di uva zibibbo passita. Lo Zibibbo (Zabir,in arabo) o moscato di Pantelleria o moscato di Alessandria è un vitigno di origine egiziana, introdotto a Pantelleria dai Fenici dopo il X secolo a.C..Gli arabi ne hanno promosso la coltivazione tra il IX e il XII secolo d.C. creando i terrazzamenti, che si trovano sull’isola. L’uva, appassita al sole di fine estate su graticci, giunta al giusto grado zuccherino, è stata delicatamente pressata e il mosto ottenuto viene introdotto nel fermentatore dove si trova il mosto della birra.


(Lo spaccio di Irias)

Al Zabir nel bicchiere mostra una schiuma chiara, densa di grana media. Colore ambrato leggermente torbido. Gli aromi sono avvolgenti, esprimono tutta la ricchezza dei malti e dello zibibbo, un effluvio di dolce, miele, albicocca, fichi secchi, vaniglia e una nota piuttosto asciutta di carruba che risolve questo ampio e denso bouquet in modo non stucchevole (è stato usato anche grano non maltato, che può avere aiutato in questa direzione). La bevuta presenta immediatamente una nota pepata che si fonde in un corpo denso morbido e profumato replicando con sapori di miele, fichi secchi e ancora più sfumato carruba per chiudere in una coda dove entra in evidenza l’alcool e una lunga persistenza di aromi profumati di fiori densi appassiti e mielosi, infine un effetto “warming”, calore interiore.

E’ una birra che fa subito pensare alle serate invernali, al mare con vento teso (il birrificio dista pochi metri dall'acqua), la temperatura scende e si cerca conforto in un ambiente caldo, al riparo magari intorno a un camino acceso in un fine pranzo con un dessert di cioccolato o frutta secca o seduti per una bevuta lenta sorseggiando e chiacchierando distesamente. Una birra da divano, di bella struttura calda e riposante. Prezzi:33cl 6 €; 75cl 12€.


Rubrica a cura di Andrea Camaschella e Mauro Ricci


Birrificio Irias
Sede Legale: Via Caltanissetta,13 - Sant'Agata di Militello (ME)
Stabilimento e spaccio aziendale: via Rosmarino, 84 - Torrenova (ME)
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www.birrairias.it
0941 785710 - 328 1241181 - 393 1377161


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