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Pubblicato in La birra della settimana il 01 Gennaio2017

di Andrea Camaschella

Oggi vi accompagno nella provincia di Vicenza, a Sovizzo, a incontrare Birra Ofelia, la “creatura” di Lisa Freschi e Andrea Signorini. 

Nel 2011 i nostri hanno deciso di cominciare a produrre birra. Forse si potrebbe anche dire che la produzione di birra è ricominciata, visto che a Sovizzo ci sono tracce di produzione di birra che risalgono al VI secolo, agli albori della dominazione longobarda. Ora non saprei dire se i Longobardi festeggiassero il Natale del Sole (il Sol Invictus, la festa che celebrava la nascita del sole con il riallungarsi delle giornate, introdotta nel 274 d.C. dall’imperatore Aureliano) o già il Natale cristiano o nessuna delle due festività, ma Birra Ofelia ha deciso di scaldare i propri clienti con una nuova birra, La Lucciola. Ispirata alla tradizione belga, di base una tripel, una birra alcolica, dolce ma secca e pericolosamente beverina, cui Andrea e Lisa hanno deciso di aggiungere fichi secchi e uva passa, gli ingredienti classici delle tavole invernali in Italia. L’ispirazione, nel caso di Ofelia, arriva però da un dolce tipico del vicentino, chiamato “putana”, nel quale appunto questi due ingredienti sono fondamentali. E spiega anche il nome scelto per la birra.

 
(Andrea Signorini)

Nella Lucciola, questo è appunto il nome della birra, a voler ben vedere il fico non lascia molto spazio all’uvetta, che si nasconde in mezzo a molti altri aromi di frutta, da pesca ad albicocca, pera, mela, melone. Il bouquet è ricco e intrigante: oltre alla frutta secca – aggiunta nelle prime fasi di lavorazione, l’ammostamento – è il lievito belga a guadagnarsi spazio ma anche i malti, con note mielose e caramellate, si fanno sentire, fino quasi a una punta di tostato. Si evince anche una piacevole sensazione limonosa.

La schiuma, bianca e di grana fine, non è particolarmente persistente: l’uvetta ha lasciato la sua impronta proprio qui, con un residuo dei suoi olii che non aiuta la schiuma a mantenersi al meglio; il prossimo anno, se la ricetta sarà la stessa, Andrea sa già esattamente dove e come mettere le mani e la Lucciola sarà anche più splendente. Il colore invece tende all’ambrato, qualche tono oltre lo stile canonico, che tradisce l’uso di malti caramellati, e la birra si presenta discretamente limpida. In bocca lascia presto la strada fruttata e dolce per intraprendere al meglio la strada dello stile di base, con un finale secco che scopre anche una piacevole nota amara. Il corpo è medio e contiene abbastanza i 7,5% Vol. di alcol, ma la secchezza finale scopre un po’ di calore, così che il retrogusto è caldo e  nuovamente fruttato, come si conviene a una birra invernale, che deve scaldare il corpo e l’anima.

L’idea è di mantenere la Lucciola nella sua veste più semplice, senza frutta aggiunta e con un nuovo nome, producendola tutto l’anno. È anche la prima birra creata ex novo sul nuovo impianto, nella nuova casa del birrificio, dove finalmente lo spazio non manca – almeno per ora – tanto che ha trovato posto anche un piccolo locale di mescita di cui si occupano direttamente Lisa e Andrea. Compagni nella vita e soci nel birrificio, Andrea Signorini e Lisa Freschi arrivano da percorsi molto differenti. Lisa è stata promotrice turistica e poi chef, Andrea commercialista e sommelier. Appassionati di cibo, di vino, ovviamente di birra e di viaggi, hanno fuso le loro passioni nel progetto del birrificio, dove le loro esperienze e le loro capacità hanno creato un equilibrio vincente. Andrea è il mastro birraio, ma Lisa non si limita ad orchestrare l’accogliente area di mescita annessa al birrificio: interviene in molte attività e anche nelle ricette, suggerisce alcuni ingredienti, partecipa ad ogni scelta e decisione, lasciando poi ad Andrea il compito di realizzare la ricetta finale. Sbagliando potremmo pensare che lei sia volitiva e visionaria e Andrea più concreto, ma di indole non sono poi così diversi ed entrambi sanno concretizzare i loro sogni. Lo sguardo spazia dal territorio locale e si sposta, grazie alla loro curiosità, sui luoghi dove hanno viaggiato, da cui talvolta arrivano spezie o ispirazioni, fosse anche solo per il nome, per le loro birre. Il loro Natale birrario è avvenuto in Belgio, al birrificio De Ranke per l’esattezza, ma non tralasciano la cultura birraria anglosassone né le recenti introduzioni di stili del nord America così come la grande tradizione teutonica.


(Lisa Freschi e Andrea Signorini)

Le birre sono basate su ricette ben scritte e sono tutte ben eseguite, affinate nelle tante cotte nel vecchio birrificio, con il microscopico impianto lasciato definitivamente nel maggio di quest’anno. Il cambio di impianto e di dimensioni è stato assorbito in poco tempo e le birre sono sempre ben bilanciate, di carattere e decisamente personali. La mano di Andrea cerca l’equilibrio ed è evidente in ogni birra, che si tratti di lavorare sui luppoli, sulle spezie o sui malti: birre facile da bere, qualsiasi sia il grado alcolico, con gli ingredienti ben amalgamati tra di loro, che invogliano sempre al sorso successivo. Ogni birra rispecchia al meglio i gusti di Lisa e Andrea e il nome del birrificio, ispirato al personaggio dell’Amleto di Shakespeare, lo sottolinea: Ofelia è senza compromessi, non scende a patti.

E ora che lo spazio c’è, Andrea e Lisa possono iniziare a mettere in cantiere molti dei progetti che erano fermi o che languivano dietro alle urgenze nonché a nuove birre. Ci aspettiamo quindi affinamenti in botte, di cui si è vista solo qualche piccola anteprima e una maggiore quantità di sidro, il fermentato di mele, che hanno presentato l’altro anno in due versioni, una a fermentazione spontanea e una con lieviti selezionati. Già nel fermentatore si trova una nuova birra ispirata alle Blanche del Belgio, ma anziché con frumento, coriandolo e bucce d’arance, sarà prodotta con farro di coltivazione locale, fiori di sambuco, pepe e bucce di limone. E poi dovrebbe arrivare una birra a bassa fermentazione che guardi nel cuore della Germania: piccoli tasselli per completare con passi sicuri la gamma di prodotti disponibili e farsi conoscere anche oltre i confini della provincia, dai quali fino a oggi raramente le loro birre sono uscite, mentre tutta Italia merita di assaggiarle!
 
Lucciola Christmas Tripel, bottiglie da 0,50cl a partire da 6 € e da 0,75cl a partire da 9 €

Rubrica a cura di Andrea Camaschella e Mauro Ricci

Birra Ofelia
Via dell’artigianato, 22
36050 Sovizzo, VI
Sito internet: www.birraofelia.it
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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