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Pubblicato in La degustazione
di C.d.G.


(Francesca Landolina e Giuseppe Todaro)

Si parla di Perricone alla sesta edizione di Camporeale Day, il vitigno autoctono siciliano recuperato e salvato dal rischio di estinzione da un gruppo di produttori illuminati. 

Oggi si lavora per accrescerne la conoscenza e per valorizzarlo con lo scopo di attribuirgli la giusta identità territoriale. La masterclass dal titolo “La rinascita del Perricone”, organizzata da Cronache di Gusto nell’ambito della kermesse camporealese e moderata da Veronica Laguardia, ne racconta le odierne espressioni, tra diversità di stili, attraverso sei calici. “Nel 2009 eravamo solo 5 produttori a fare i primi passi con il Perricone – afferma Marco Sferlazzo, patron di Porta del Vento - oggi siamo già una ventina. Il nostro lavoro è quello di far comprendere l’originalità del vitigno. Personalmente sono per il ‘purismo’, per l’utilizzo di lieviti indigeni. La nostra è una strada in salita, ad ogni modo, perché il Perricone, varietà poco diffusa e rara, non è ancora conosciuto. I risultati però iniziano ad essere interessanti”.


(Giuseppe Todaro e Mario Di Lorenzo)

“Abbiamo iniziato nel 2010 e il nostro primo Perricone è arrivato nel 2015 – afferma Mario Di Lorenzo della cantina Feudo Disisa - Il vitigno non è certamente facile da coltivare, la maturazione arriva tardi, ma oggi avere un prodotto con un’identità che si distingue, significa avere un’arma in più. Diventa facile identificarlo nel corso di una degustazione”. Alla masterclass, anche il contributo del produttore Giuseppe Todaro: “In famiglia abbiamo sempre creduto in questo vitigno, crediamo che può diventare un cavallo di battaglia per la Sicilia occidentale. Ancora poco conosciuto, ma se andiamo avanti così penso che raccoglieremo belle soddisfazioni”.


(Marco Sferlazzo)

I vini degustati:

Maquè 2018Porta del Vento. 60 % Perricone 40% Nero d’Avola. Un blend rappresentativo del territorio, che dona un rosso dal profilo collinare. Colore rosso rubino scarico. Naso fruttato, floreale, con una punta balsamica e vegetale; sorso fresco, tannini levigati, finale di media lunghezza.

Cimento di Perricone 2017 Centopassi. Colore rosso rubino intenso, con lievi riflessi porpora. Al naso note di piccoli frutti rossi, ribes rosso, mirtilli, note terrose, buona struttura, tannini presenti ma gentili. Buona lunghezza.

Granmassenti 2017 Feudo Disisa. Colore rosso rubino. Al naso piccoli frutti rossei, note vegetali, geranio e lievi sentori di eucalipto; buon equilibrio in bocca, sorso snello, molto persistente.


(Mario Di Lorenzo, Veronica Laguardia e Marco Sferlazzo)

Perricone 2017 Lisciandrello. Colore rosso rubino, al naso note di ribes, marasca, viola, sentori di tostatura. In bocca ben equilibrato, tannini levigati, finale speziato e lievemente amaro. Ottima bevibilità. 

Perricone 2016 Porta del Vento. Perricone in purezza, naso complesso ed elegante, floreale e fruttato, amarena, note di macchia mediterranea. Sorso molto fresco e di buona lunghezza. 

Perricone Feotto 2016 Todaro. Colore rosso rubino, naso intenso di frutta rossa matura, frutti di bosco, marasca, liquirizia, vaniglia. Sorso caldo, persistente. 

F.L.


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