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Pubblicato in L'azienda il 07 Novembre2016


(Annamaria Sala)

di Francesca Landolina

Il Grillo è forse il vitigno a bacca bianca del momento. Quello di cui si sta parlando di più in Sicilia. Una varietà che sta indicando la strada a molti produttori di vino. 

Se dici Grillo, dici Sicilia, ma più in particolare di un'area che parte dal versante occidentale dell'Isola con terreni sabbiosi e sferzati dalle brezze marine per poi proseguire lungo colline fino alla parte sud est, tralasciando solo la parte nord orientale. E se oggi tutti puntano sul Grillo c'è chi ha cominciato da tempo. Per esempio, a scommetterci da sempre, è Annamaria Sala, che insieme alla sorella Clara è alla guida di Gorghi Tondi, la cantina con tenuta e vigneto incastonati tra terra e mare, nella riserva naturale del Lago Preola e Gorghi Tondi, a Mazara del Vallo. Il Grillo è il loro cavallo di battaglia fin dagli inizi della loro storia, tanto da essere declinato in cinque etichette che nascono da uve coltivate in ordinati filari che si allungano verso l’orizzonte, coccolati dalla brezza di quel mare che ci divide dall'Africa, per circa 130 ettari di vigneto. 

Timida a parlare di sé, ma decisa, non usa mezzi termini. “Credo che la Sicilia Occidentale abbia tanto da dire e che il Grillo può esprimersi al meglio in questa area, dimostrando la sua qualità enologica  - afferma Annamaria Sala -. Come azienda continueremo a fare il lavoro di sempre, con passione e rispetto della terra e della natura, sperando che questo vitigno abbia il futuro che merita, scongiurando però le sorti del Nero d’Avola, pregiato vitigno bistrattato dalle aggressive logiche di mercato”. Tanti, del resto, sono stati nel tempo gli investimenti per il Grillo. Basti citare una loro rarità, il Grillodoro ottenuto da una vendemmia tardiva di uve surmature in pianta caratterizzate dalla muffa nobile detta “Botrytis Cinerea”, dal vigneto che si affaccia sul mare. Ma la declinazione dell’amato vitigno in casa Sala non termina certo qui. Oltre al già citato Grillodoro, ci sono il Kheirè, il Coste a Preola, la variante spumantizzata con il Palmarès Brut e infine Vivitis Bio senza solfiti aggiunti. “Un vino quest’ultimo che completa la nostra gamma con particolare attenzione alle tendenze salutiste del momento”.


(Clara e Annamaria Sala)

“Anche se – precisa ancora l'imprenditrice – si tratta di un completamento. Da sempre pensiamo che per fare vino non basta coltivare la terra, ma serve rispettarla. Coltiviamo le nostre uve all’interno di una riserva naturale. La green attitude è una componente determinante del nostro lavoro”. E annuncia il suo desiderio di un evento per far conoscere il Grillo come mai prima d’ora, a stretto contatto con quella natura così esclusiva. Ancora è tutto in una fase embrionale ma l’idea inizia a prendere forma e la motivazione è forte.

Del resto, l’ambizione non manca, unita alla sensibilità e alla passione. Forse sarà davvero impossibile trovare Annamaria con un look fuori posto, anche in vigna o in cantina, ma la sua la terra ce l’ha nel cuore. E lo dimostra parlando con voce pacata, ma decisa sul da farsi. Intanto la tenuta si amplia con una enoteca che diventerà un luogo di ritrovo per socializzare e conoscere il vino Gorghi Tondi. Elegante e sobria, come lo stile che contraddistingue le donne di famiglia, ha tutte le caratteristiche per diventare l’ambiente ideale dove trascorrere piacevoli serate. “C’è ancora tanto da fare in azienda – afferma – ma abbiamo molta passione in corpo, quindi siamo felici di andare avanti”. Oggi Gorghi Tondi produce complessivamente un milione di bottiglie, ma solo il 20 per cento va all’estero. E i mercati oltre i confini nazionali insieme alla crescita dell’enoturismo sono i due grandi obiettivi aziendali. Senza mai dimenticare quel vitigno su cui la cantina investe oggi più che mai. "Sua maestà il Grillo", come amano definirlo da Gorghi Tondi. 

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