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Pubblicato in L'azienda il 02 Luglio2018


(Cristina Ziliani)

di Michele Pizzillo, Milano

L’ultimo nato in Casa Berlucchi - l’azienda che com’è noto ha cambiato il destino di un territorio con la decisione di produrre spumanti con il metodo classico -, Berlucchi ‘61 Nature Rosè Franciacorta Millesimato 2011, è stato presentato da Cristina Ziliani, che insieme ai fratelli Arturo e Paolo conduce l’azienda da quando papà Franco ha cominciato a rallentare l’intensa attività dei primi decenni, a Milano, nell’intima atmosfera del giardino del ristorante “Da Noi In”, annesso al Magna Pars Hotel. 

E’ stato una sorta di battesimo – visto che si tratta della prima uscita ufficiale - per la bollicina che rappresenta la più pura espressione del Pinot Nero coltivato in Franciacorta, perché Arturo Ziliani, enologo dell’azienda, ha creato un perfetto connubio delle sue molteplici sfumatura. Ma, a raccontare questo splendido Franciacorta è Cristina stessa – in questo caso “rubando” un po’ il mestiere al fratello Arturo - che parte dai tre vigneti di Corte Franca, Ragnoli, Quindicipiò e Gaspa, tutti di proprietà e tutta coltivati a Pinot Nero da più di vent’anni – per arrivare allo splendido rosato che viene servito nella flute. Siccome Cristina ha voluto salutare l’estate in quella che è una delle città più interessanti per i consumi di Franciacorta (probabilmente anche l’arrivo, da un momento all’altro di un nipotino da parte della figlia e siamo così alla terza generazione dei Ziliani della più importante azienda vinicola della Franciacorta con 550 ettari di vigna ed oltre 5 milioni di bottiglie prodotte), ha pensato di proporre anche il penultimo nato, cioè il Berlucchi ’61 Franciacorta Nature 2011, presentato per la prima volta al recente Vinitaly mentre a Milano dovrebbe essere una sorta di esordio ufficiale. Prima della degustazione, in modo molto informale, la signora Ziliani, ha un po’ raccontato l’azienda Berlucchi e, in particolare, l’incontro tra due uomini, Guido Berlucchi e Franco Ziliani, l’uno nobile vignaiolo e l’altro talentuoso enologo, che unendo i loro destini hanno vinto una sfida che agli albori degli anni ’60 pareva quasi impossibile, quella di creare un modello tutto italiano di eccellenti vini spumanti. 

La storia narra di un incontro avvenuto nel 1955 a Palazzo Lana – la storica ed attuale sede della Berlucchi - tra Ziliani, giovane e brillante enologo diplomato alla Scuola enologica di Alba e già consulente per alcune cantine e Berlucchi, produttore di vini fermi a base Pinot, in una zona che ancora doveva esprimere tutta la sua straordinaria potenzialità enologica. Quest’ultimo era alla ricerca di un tecnico che potesse stabilizzare il “Pinot del Castello”, il suo vino bianco prodotto con le uve del vigneto “clos” posto sotto il piccolo maniero di Borgonato, villaggio agricolo a “vedetta” del paesaggio, da cui s’intravede lo specchio d’acqua del lago d’Iseo. Ziliani vide nel terreno morenico ricco di minerali e nel clima dato dall’influsso del bacino idrico del lago d’Iseo le solide basi materiali per il suo progetto enologico e percepì nella raffinata persona di Berlucchi e nell’antica cantina sotterranea quegli elementi, anche “immateriali”, come la cultura del territorio e l’amore per il bello che avrebbero potuto dare corpo al suo ambizioso sogno: creare un metodo classico in Franciacorta che potesse competere con i grandi vini francesi della Champagne. I due, affiancati dall’amico Giorgio Lanciani, fondano nel 1955 la Guido Berlucchi & C. prima ed antesignana cantina della zona, aprendo in questo modo la strada alla nascita di un’intera zona enologica.

Nel 1961, dopo una prima messa a punto delle tecniche di cantina ed alcuni infruttuosi tentativi, Ziliani sigilla le prime 3.000 bottiglie di Pinot di Franciacorta. Il risultato è sorprendente: un vino ottimo all’assaggio, ricco di profumi e finezza e con un grande potenziale di crescita organolettica. Con queste premesse, non risulta difficile convincere il nobile franciacortino ad incrementare la produzione, proponendo il Max Rosé - metodo classico ideato ad hoc per un amico di famiglia: il raffinato antiquario milanese Max Imbriani - e creando così il primo spumante rosé d’Italia. Qualche anno fa per celebrare la primogenitura del Franciacorta, nasce la linea ’61 – brut, satèn e rosè – che grazie anche alla complessità assicurata dai 24 mesi minimo di affinamento in bottiglia, rappresenta la migliore risposta alle esigenze di consumatori sempre più educati alla ricerca della qualità.I due vini degustati a Milano per salutare la stagione estiva, fanno parte della linea ’61. Vediamoli.

BERLUCCHI ’61 NATURE ROSE’ 2011 FRANCIACORTA MILLESIMATO



Con il suo bel colore rosa, spuma abbondante e cremosa, perlage sottile e sinuoso, rappresenta un esempio di cosa si può fare in Franciacorta con il Pinot Nero. In questo caso uve raccolte in vigne impiantate più di 20 anni fa, con un'alta intensità d’impianto (10.000 ceppi/ettaro) per ottenere mediamente 5.000 bottiglie ad ettaro. Dopo il primo aspetto visivo del vino, irrompe la componente olfattiva che arriva al naso fragrante e complessa, caratterizzata da un bouquet di note di marmellata di piccoli frutti rossi su un fondo agrumato. Al palato, poi, questo Franciacorta è caratterizzato da grande struttura, acidità netta, e una piacevole e importante tannicità. E’ un millesimato consigliabile a tutto pasto e, con una particolare preferenza per antipasti importanti, secondi di pesce, carni bianche e formaggi di media stagionatura. Questa è la prima annata di produzione. Esordio alla grande.

BERLUCCHI ’61 NATURE 2011 FRANCIACORTA MILLESIMATO



Da uve Chardonnay (70%) e Pinot Nero (30%), raccolte nella seconda decade di agosto del 2011, nei vigneti di proprietà (Arzelle, Rovere, San Carlo e Bagnoli) con questa annata, la terza dalla prima produzione, nel 2009,  Ziliani hanno consolidato un vino che sta sui lieviti 5 anni e poi dopo la sboccatura, sei mesi in bottiglia. Il colore è giallo paglierino intenso con lievi sfumature ramate con una componente olfattiva molto complessa, caratterizzata da profumi floreali e fruttati con una netta nota balsamica. La sapidità è protagonista di questa bollicina dove la vivace acidità è supportata da una avvolgente struttura, in un divenire gusto-olfattivo di grande interesse per intensità e persistenza. La prima annata di produzione è stata il 2009. Questa è la terza. 

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