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Pubblicato in L'evento il 15 Novembre 2019
di C.d.G.

Tutto è pronto per la terza edizione dello Sfincione Fest, l’evento dedicato allo sfincione, prodotto unico in Sicilia, in programma il 23 e il 24 novembre prossimi a Bagheria in provincia di Palermo organizzato dall’associazione La Piana d’Oro con la direzione artistica di Rossella Scannavino. 

Due intere giornate per degustare lo sfincione di Bagheria negli stand dei panificatori della comunità, allestiti lungo corso Umberto I. “Presenzieranno all’evento le attività storiche nell’ambito della panificazione – afferma Michele Balistreri portavoce della comunità Slow Food dei panificatori bagheresi e rappresentante dell’Associazione La Piana d’oro, promotrice dell’evento -. Lungo corso Umberto I ci saranno 10 postazioni, con 10 panificatori, 6 di Bagheria (Antico panificio Valenti, antica forneria Scaduto, Forno Conti, panificio Don Pietro, Antica focacceria dal 1877, La Spiga) e 4 di comuni limitrofi (Palermo, Monreale, Piana degli Albanesi, Lercara Friddi). Ognuno presenterà il prodotto con le varianti che lo rendono unico da paese a paese. E all’interno della manifestazione sarà dato ampio spazio a show cooking, animazione, intrattenimento e spettacoli. Il comico Sasà Salvaggio sarà nostro testimonial e chiuderà la kermesse con uno spettacolo serale”.

Ma torniamo al protagonista: lo sfincione bagherese. La versione tradizionale e storica lo vuole bianco. Ha un impasto di farina di grano siciliano, con un condimento di acciughe, tuma (formaggio siciliano da latte crudo di pecora) tagliata a fette, pangrattato con pecorino grattugiato o caciocavallo, cipolla, sale e olio extravergine d’oliva. Lo scorso luglio, un evento importante ha tracciato le basi per la sua promozione e per avviare una strategia di rilancio e di recupero. Si tratta del riconoscimento da parte di Slow Food con la costituzione della comunità dei panificatori dello sfincione bianco bagherese, che oggi raggruppa 8 panificatori.

“Questo è stato un riconoscimento importante – afferma Balistreri – Nasce la consapevolezza di avere un prodotto di eccellenza da tutelare. Gli operatori stanno crescendo. Pensiamo che a Bagheria sono circa 90 i panifici e 9 di questi fanno parte della comunità. Sa crescendo un nuovo sentimento di orgoglio che dà una spinta alla sua crescita commerciale. Nel  2017, anno di inizio della manifestazione, si stimava un fatturato intorno ai 3 milioni di euro. Nel 2019 siamo giunti a 4 milioni e mezzo. Un 40 per cento di crescita. Tutto questo è stato possibile con un grande contributo dei panifici storici che stanno investendo. Tre panifici conservano ancora oggi il tradizionale forno a legna, ancora produttivo, e contestualmente stanno innovando per nuove strategie di marketing e di commercializzazione. A breve, il panificio Don Pietro inaugurerà il nuovo forno restaurato di piazza Indipendenza, un forno che risale al 1875. Mentre altri panificatori, come Valenti, hanno avviato processi autorizzativi per mettere sottovuoto lo sfincione al fine di commercializzarlo in ambito internazionale”.

L’obiettivo però è ben più ambizioso ed è il riconoscimento del marchio Dop. “Stiamo avviando e pianificando una strategia per prepararci a quel passo. Il primo step è la definizione del disciplinare, che è in corso, e che mira a vigilare sulla qualità delle materie prime ammesse e sulle tecniche di produzione, fedeli alla tradizione. Oggi si muovono sul campo la comunità dei panificatori di cui sono portavoce, il presidente della sezione Adalberto Catanzaro e tutto lo staff dell’associazione La Piana D’Oro. Ci sono i presupposti per dare vita ad una nuova condotta Slow Food che inglobi al suo interno lo sfincione bagherese, il limone verdello, l’acciuga di Aspra e l’astratto (estratto di pomodoro). Si dovrà costituire entro l’anno”. “Il secondo step – prosegue - è creare la volontà di investire, per commercializzare ed esportare. Incoraggiare, dare fiducia agli operatori. Importante è recuperare la memoria attraverso un incontro tra vecchie e nuove generazioni. Dopo la stagione natalizia, lanceremo infatti un bando destinato alle scuole secondarie di primo grado per selezionare elaborati sulla vecchia tradizione dello sfincione bagherese raccogliendo le testimonianze antiche, con lo scopo di ottenere un archivio storico, anch’esso propedeutico per l’iter che ci porterà alla richiesta del marchio Dop”.

Grandi obiettivi e alte aspettative intanto per la manifestazione che si aprirà sabato 23 novembre con l’esibizione dei tamburinari della scuola media Ciro Scianna di Bagheria e con la parata dell’associazione nazionale dei bersaglieri della sezione Casteldaccia con la fanfara coordinata da Giuseppe Montesanto. Una partenza solenne a cui seguiranno cooking show con gli chef e panificatori Francesco Arena, Natale Laganà, Gioacchino Gargano, Fabio Potenzano, Maurizio Valenti, Giampiero Pecoraro, Salvatore Grasso, Massimo Scaduto e Michele Mancino. E ancora cooking show di dolci tipici natalizi con il torrone di Filippa Milazzo e il panettone artigianale di Melania Guarneri del panificio Tusa. Nei cooking show saranno utilizzate le farine Petra Evolutiva di Molino Quaglia distribuite dalla ditta Dagó Cibi Eccelsi di Antonio D'Agostino. Il 24 novembre sarà aperto il villaggio dello sfincione Fest e seguiranno altri cooking show con Carlo Conti, Gabriele Ragusa, Vita Gagliano. Uno in particolare sarà dedicato ai 4 territori con Ficarazzi, Lercara Friddi, Monreale e Piana degli Albanesi. Ci sarà anche un corso di analisi sensoriale dello sfincione presentato da Mario Liberto. Ed un talk dal titolo “Bagheria, città del gusto: strategie ed opportunità”, presentato da Francesca Cerami. Poi spazio all’intrattenimento con Sasà Salvaggio prima della premiazione finale. 

F.L.


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