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L'iniziativa

Salvatore di Gaetano (Firriato): “Vi svelo i segreti del successo dei nostri eventi”

04 Giugno 2018
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Tremila a Roma; 2.500 a Milano. I numeri, importanti, si riferiscono alle presenze delle ultime due “Experiencing Firriato”, la serie di eventi voluta dalla cantina siciliana al di là dello Stretto per far conoscere non solo le produzioni della casa vitivinicola di Paceco in provincia di Trapani, ma anche le delizie gastronomiche della Sicilia. 

Perché Experiencing Firriato è un viaggio tra l'autenticità dei sapori siciliani: “Forse è proprio questa la nostra formula vincente – dice Salvatore Di Gaetano, patron della cantina – Era per noi fondamentale instaurare un rapporto diretto, non solo con la nostra clientela, ma anche con semplici appassionati, giornalisti e opinion leader. I nostri eventi nascono da  questa esigenza, cioè dall'andare oltre alla semplice fiera che alla fine lascia il tempo che trova, ma di creare un'opportunità per conoscere fino in fondo le nostre produzioni”. E così sono 20 i banchetti che vengono preparati all'interno di location di un certo prestigio (per Milano i Chiostri dell’Umanitaria, a Roma Villa Miani), con dieci postazioni dedicati ai vini della cantina e altrettante con il meglio delle produzioni siciliane, come il caviale di lumaca e i cannoli con ricotta di bufala ragusana solo per citarne due. “Si tratta di una vera e propria esperienza – dice Di Gaetano – Un percorso enogastronomico all'interno di una cornice di pregio e rilassante”. E l'investimento per Firriato è importante, visto che coinvolge oltre 130 persone nell'organizzazione e prevede tutto nei minimi dettagli: “A Milano abbiamo invitato persone provenienti dal Veneto, dalla Liguria, dal Trentino – dice Di Gaetano – investendo una cifra importante. Ma lo facciamo consapevoli che si tratta di eventi che avranno un riscontro positivo”. 

Nelle isole di degustazione, gli ospiti di Firriato hanno scoperto in ogni calice tutta la ricchezza e la peculiarità dei terroir in cui opera l’azienda. Dai metodo classico Gaudensius Blanc de Noir (Etna Doc) e Gaudenisus Blanc de Blancs, ai Grandi Classici Bianchi e Rossi, con le etichette che hanno scritto negli anni la storia del marchio e ancora: i vini biologici Caeles, i Cru di famiglia con i top wine Harmonium, Ribeca e Camelot che hanno consacrato Firriato tra i grandi nomi dell’enologia italiana, l’elegante vendemmia tardiva con il Bayamore, e i vini Dolci Naturali, con i passiti l’Ecrù e il Favinia Passulè. Tutto questo senza mai dimenticare i vini dell’Etna e dell’isola di Favignana che rappresentano vere e proprie perle enologiche, mentre ai grandi intenditori è stata data l’opportunità di degustare alcune annate storiche per scoprire tutta la potenzialità evolutiva dei best seller dell’azienda. E nel corso della lunga serata, uno spazio è stato dedicato alla grande cucina d’autore con due cooking show affidati ad Andrea Macca, resident Chef di Baglio Sorìa Wine & Resort, e a Lorenzo Ruta, della Taverna Migliore di Modica.

“Siamo i pionieri di questa tipologia di evento? Non lo so, ma mi fa piacere pensarlo – dice Di Gaetano – Credo che la cosa migliore da fare sia quella di proporsi in una maniera diversa e più elegante. Tutti dovremmo imparare a muoverci in maniera efficace non solo per il bene delle nostre aizende, ma anche per quello della nostra isola. La sicilianità, al di là dello Stretto, intendo per quello che riguarda i cibi e i vini, è molto apprezzata. E forse dovremmo sfruttare meglio questo fattore. Per questo stiamo temporeggiando sull'organizzazione di una experiencing in Sicilia, perché magari non desterebbe la stessa curiosità, avendo a che fare con cose che per noi sono già conosciute. Ma non è escluso che un giorno lo faremo”. 

C.d.G.