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Pubblicato in L'intervista

Stranieri alla scoperta del lusso in Sicilia, dove il lusso non sono le classiche cinque stelle ma è l’eccellenza di un territorio, la sua varietà, le emozioni che suscita. Dove l’eccellenza sono le rotte meno battute dai turisti, sono i luoghi narrati dalla letteratura e le tradizioni meno note.

A condurre per mano americani, brasiliani, australiani è Absolute Sicilia, un brand che racchiude già nel nome il senso del progetto. L’idea è di Dario Ferrante, Managing Director  di Tour Plus Sicilia, azienda leader nel settore del turismo in Sicilia, e oggi anche Ceo di Absolute Sicilia. Quasi vent’anni di esperienza, 500 mila pernottamenti l’anno, punto di riferimento per l’incoming: è la base, solida, su cui poggia Absolute Sicilia, vacanze su misura con guide esperte per scoprire appunto le eccellenze della Sicilia. Dal trekking sull’Etna ai percorsi in bici lungo la costa, alla scoperta del nostro patrimonio artistico e storico, le tradizioni, palazzi e nobiltà, fino alle esperienze legate a food & wine,  ogni vacanza è un vestito disegnato addosso all’ospite.
“Ogni giorno abbiamo a che fare con centinaia di arrivi. Negli ultimi anni ci è stata richiesta una Sicilia diversa, fatta da piccolissimi gruppi di turisti molto esigenti. Da qui la necessità di creare un brand che si occupasse di ogni singola richiesta, un nuovo marchio all'interno della nostra azienda in grado di progettare e promuovere un prodotto unico per una clientela selezionata”.

Come progettate la vacanza di un turista di fascia medio alta?
“È fondamentale capire chi si ha davanti. Piccole sfumature, domande, intuito: così cerchiamo di scoprire i suoi desideri, desideri che spesso nemmeno il cliente conosce. Chiediamo ai nostri trip designer di usare la propria esperienza, la propria creatività e passione per disegnare ogni volta un viaggio speciale per i nostri ospiti, ospiti e non clienti. Il mio staff pensa fuori dagli schemi, cerchiamo di intuire cosa vuole veramente il cliente, quali sono i suoi limiti e le sue attitudini”.

Quanto conta per gli stranieri che arrivano in Sicilia l’aspetto eno-gastronomico di una vacanza?
“La cucina siciliana ha un forte appeal all’estero, lo stesso il mondo del vino. Ci sono stranieri, come ad esempio gli americani, che arrivano qua e non conoscono nulla delle nostre tradizioni gastronomiche o del nostro patrimonio enologico ma apprezzano quello che gli proponiamo. Altri che invece hanno un’idea precisa, ci formulano delle proposte precise. Quelli più attenti sono sicuramente i nord europei”.

Quando parliamo di cibo e vino, cosa conoscono della Sicilia gli stranieri? Cosa chiedono di provare?
“E’ evidente che parlando di esperienze straordinarie e uniche non possiamo non considerare con grande attenzione l’aspetto wine e food,  eccellenze che rappresentano la nostra isola nel mondo. Ci siamo così concentrati non solo sui “soliti noti” ma affidandoci a “expertise”,  proponiamo realtà meno note a livello di pubblico turistico ma che hanno alle spalle anni di ricerca, professionalità ed internazionalità nel settore. Per esempio proprio con Fabrizio Carrera e con voi di Cronache di Gusto abbiamo studiato e disegnato itinerari nuovi dedicati a cantine siciliane e ai nostri ospiti abbiamo fatto visitare aziende agricole in esclusiva creando un’esperienza su misura dove sempre più spesso vino e cibo scorrono sullo stesso binario. Un connubio che stimola il palato, il cuore e la memoria. Destro, Graci, Foti sull’Etna, per esempio o Palari sui Peloritani. E ancora De Bartoli, Gorghi Tondi nella Sicilia Occidentale, Feudo Maccari e Gulfi nella Sicilia sud-orientale. Lavoriamo con chef stellati (Pietro D’Agostino de La Capinera, Domenico Colonnetta e Francesco Patti del Coria o Vincenzo Candiano della Locanda di Don Serafino solo per citarne alcuni) ma anche con Bonetta dell’Oglio, slow food ambassador, o con  appassionate  e tradizionali vere e proprie cuoche che insegnano ai nostri ospiti a cucinare la salsa al pomodoro o ad incocciare il cus cus. Cosa ci chiedono i nostri ospiti? Esperienze uniche, personali, da ricordare.  La Sicilia ha un fascino straordinario sugli stranieri e dopo anni di esperienza posso dire che qui,  più che ogni altro posto del mondo, desiderano essere immersi in quel calore e atmosfera che solo la nostra terra sa trasmettere. Così noi li ascoltiamo e cerchiamo di capire cosa vogliono ancora prima che lo dicano in modo da tracciare le basi per la vacanza ‘perfetta’”.

Quanto possono essere utili eventi come Taormina Gourmet a migliorare l’offerta per questo target di clienti?
“Lavorare sul territorio e conoscerlo,  essere presenti ad eventi come Taormina Gourmet, è molto importante  e stimolante per vari motivi. Personalmente ritengo  che scambi di informazioni,  incontrare professionisti del settore non possa che migliore e arricchire  il nostro servizio. E creare nuove e forti sinergie e fondamentale per essere competitivi sui mercati internazionali. Competizione che diventa vincente quando si ha una squadra unita, forte, professionale e attenta alle spalle.  Essere curiosi, guardarsi attorno, forti sinergie serie e durature ci danno modo di guardare al nostro territorio con una lente nuova, un prisma che ne esalta i colori e le sfaccettature e che contribuisce a rendere indimenticabili le nostre proposte di viaggio”.

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