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Pubblicato in L'intervista il 01 Luglio 2016
di C.d.G.

Insieme a Grignaffini è il nuovo curatore del manuale. Anticipa tutte lenovità del libro che sarà presentato a Firenze il prossimo 20 ottobre


(Antonio Paolini)

Bisognerà avere pazienza. Fino al 20 ottobre. Quando a Firenze sarà svelata la nuova guida ai vini de L’Espresso.

“Ma non sarà una vera e propria guida”, annuncia Antonio Paolini che con Andrea Grignaffini è uno dei nuovi curatori della rinomata selezione pubblicata da L’Espresso. Già, perché la nuova Guida (che non sarà una Guida, ma la chiamiamo così per praticità) è “un modo per rompere gli schemi sul vino”. Insomma, l’idea di fondo, anche se Paolini non lo dice mai espressamente, è quella di far cadere quegli schemi di autoreferenzialità che sono molto presenti nel vino italiano e che non fanno di certo bene al vino stesso.

Tre le novità di questa Guida: il primo è che si parlerà solo ( e tanto) di vino; non ci saranno più i responsabili regionali che scelgono i vini da inserire in guida, ma una quadra di una quindicina di persone che viaggia da Nord a Sud e assaggia; terza novità, la comunicazione social, affidate a Guido Ramini.
“Da quasi 30 anni si fanno le cose tutte in maniera standard in questo campo – spiega Paolini - e credo che sia arrivato il momento di pensare a cose nuove. Ecco, noi ci mettiamo la faccia (non in copertina, ndr). La nostra Guida saprà raccontare ai consumatori, perché è a loro che principalmente ci rivolgiamo, cosa c’è di nuovo da bere o assaggiare, cosa da riassaggiare, cosa da conservare”.

Una selezione che verrà fatta da due coordinatori, otto componenti che Paolini definisce "titolari" e sette “panchinari”. Una quindicina di persone suddivise in due squadre che assaggiano i vini dei territori del Nord e del Centro una, e del Sud e del Centro l’altra: “Ma sono facilmente interscambiabili – dice Paolini – e lo facciamo per essere più equi ed obiettivi possibili”. Gli assaggi non avvengono mai da soli, ma almeno devono essere due membri della squadra: “Ma di solito sono almeno tre”, dice Paolini.
La “rivoluzione” riguarda il modo diverso di approcciarsi: “Basta spulciare un po' in giro per rendersi conto di questa rincorsa che hanno i curatori delle guide alle aziende: una sorta di gara a chi ne inserisce di più. Poi, alla fine, più o meno ci sono tutte nelle varie guide - racconta Paolini – Per farne una sola ci vorrebbe un'enciclopedia di duemila pagine. Quelle meritevoli, però, ci sono tutte. Il ricambio, anno dopo anno, o guida dopo guida, non è così grande. Diciamo, poi, che c'è sempre la speranza che inserendo più aziende si vendano più copie. Noi proveremo a fare grandi numeri, mettendo meno aziende".

Oggi, però, il livello base del vino è molto migliorato: “E’ davvero difficile sbagliare un vino, bisogna impegnarsi molto – sottolinea Paolini – Il livello medio è buono, per questo noi non vogliamo fare un’enciclopedia del vino italiano, ma un manualetto dove inserire le eccellenze, le bottiglie impedibili, per tante ragioni. Non ci baseremo sul prezzo, anzi se inseriamo quelle eccellenti che costano poco, per noi è una vittoria. Ma guarderemo molto le caratteristiche di Originalità e congruità del territorio che questi vini vogliono rappresentare”.
Una grafica totalmente nuova, una App, insomma la Guida de L’Espresso sarà al suo anno zero. E riparte con tanta curiosità e tanta attesa. “Se dovessimo usare un inglesismo, direi che saremo “Customer oriented”, ossia orientati al cliente del mondo del vino – dice Paolini – perché il vino sarà il traino del nostro progetto. Chiaro, poi metteremo delle informazioni sull’azienda che produce quella bottiglia, ma non sarà un semplice schema di “azienda-bottiglie prodotte” e stop”.

Le bottiglie che saranno inserite in Guida sono ancora un mistero”, ma saranno meno di quelle affastellate in molte guide”, specifica Paolini. Così come il prezzo: “Ancora da definire, ma meno di quella dello scorso anno”.
E intanto Paolini e Grignaffini, dalla settimana scorsa gestiscono un piccolo spazio all’interno de L’Espresso cartaceo: 500 battute dedicate al vino. “Una sorta di trailer della Guida”, conclude Paolini.

G.V.

 


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