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Vini e territori

Il Trentino secondo Cantine Kaltern: il nostro pranzo in vigna tra polenta, salsicce e gorgonzola

30 Luglio 2019
Andrea_Moser_enologo Andrea_Moser_enologo


(Andrea Moser)

di Fabiola Pulieri

Avete mai mangiato la polenta con la salsiccia e il gorgonzola a pranzo, d'estate, sotto i filari di un vigneto con 40 gradi all'ombra? 

Io sì, tra le vigne che si affacciano sul lago di Caldaro e sapete la cosa più buona che ha accompagnato il piatto quale è stata? Una bottiglia di vino Kalterersee di Cantine Kaltern ghiacciato, ottimo e fresco, ma soprattutto perfetto abbinato alla polenta locale (ne parlavamo in questo articolo>). Per me il vino dell'estate. Vivere un'esperienza così intrisa di territorio, di tradizione e di consuetudine popolare è una fortuna e una gioia, non rara ma anzi accessibile a tutti, perché il Trentino Alto Adige è ricco di esperienze da vivere insieme ai suoi abitanti, calati in una realtà che consente di assaporarne realmente ogni aspetto, dai percorsi in bicicletta tra i filari di schiava, cabernet sauvignon e pinot bianco ai giri in pedalò sul lago di Caldaro fino al Passo della Mendola raggiungibile con la funicolare e ancora su in cima al rilievo Penegal a oltre 1700 metri sul livello del mare per osservare dall'alto i vigneti che circondano il lago.


(Lago di Caldaro e vigneti)

L'Alto Adige è considerato la regione vinicola più antica dell'area linguistica tedesca. Con i suoi 5.500 ettari circa di vigneti rappresenta una delle più piccole regioni vitivinicole in Italia, ma in termini di qualità, riesce a classificare ben il 98% della sua produzione come Doc, un unicum a livello nazionale. Cantina Kaltern è la portavoce dei vini che nascono a ridosso del lago di Caldaro e, in particolare, della varietà Kalterersee. La denominazione “Kalterersee Classico Superiore” può essere applicata infatti unicamente alla Schiava proveniente dalla zona di coltivazione che circonda il lago di Caldaro. Le uve Schiava, quando raggiungono la piena maturazione, si colorano di un rosso brillante da cui deriva un vino vellutato ed elegante, con note leggere e fruttate che servito alla giusta temperatura, si presta perfettamente all'aperitivo e anche a piatti più strutturati che ne risultano valorizzati e “alleggeriti”.


(Polenta e salsicce tra le vigne)

La storia di Cantina Kaltern risale agli inizi del ventesimo secolo. Un secolo che racconta le vicende travagliate di cinque cantine attraverso gli anni della guerra e della separazione dell'Alto Adige dall'Austria, dei tempi gloriosi dell'impero, delle crisi economiche e della ripresa, delle fusioni e del costante orientamento alla qualità in viticoltura. Nel ventunesimo secolo è diventata una cooperativa vitivinicola con 650 soci e 450 ettari di vigneti, 3.500.000 bottiglie prodotte e tre linee di vini (Quintessenz, Selektion, Klassik). I 650 soci, che non sono vignaioli di professione, ma hanno ereditato il vigneto dai bisnonni, dai nonni e dai padri, si dedicano ai campi la cui superficie media è pari a 0,7 ettari, equivalenti alle dimensioni di un campo di calcio, nel tempo libero, il pomeriggio o la mattina, nei weekend o durante le festività. La qualità delle uve rappresenta un pilastro irrinunciabile che deve essere garantito da tutti i viticoltori della cooperativa.


(Kalterersee)

“Tutta l'uva che arriva in cantina durante la vendemmia è assaggiata e giudicata da me – racconta Andrea Moser, enologo di Cantina Kaltern – sono arrivato ad assaggiare circa 1.600/1.700 conferimenti, dalle 10 del mattino fino a che non si finisce la vendemmia”. La maggior parte dei soci sono donne e molti dei lavori fatti nei vigneti erano tradizionalmente affidati alle donne, tra cui quello di preparare la polenta durante la vendemmia per mangiarla tutti insieme nel vigneto. Ciascun socio ha diritto di voto nell'assemblea generale, a prescindere dalle dimensioni del suo appezzamento e tutti i soci sanno a quale vino sono destinate le loro uve e che gli obiettivi di resa, il lavoro in vigna e il periodo della vendemmia sono decisi da una votazione. “Il bello del lavoro in vigna è il senso di appartenenza ad una comunità e la passione con cui ognuno svolge la propria mansione. La nostra grande famiglia è in grado di far fronte ai capricci del meteo e ai fattori più imprevedibili. Restiamo uniti e ci sosteniamo a vicenda, laddove ve ne sia la necessità. Il nostro punto di forza è la mobilitazione spontanea della forza lavoro. È così che garantiamo gli obiettivi di produzione e gli standard qualitativi”. Con queste parole Hansjörg Palla, responsabile della viticoltura per Cantina Kaltern sottolinea cosa vuol dire e quanto sia importante per gli abitanti di Caldaro proseguire una tradizione radicata in ogni famiglia.

Cantina Kaltern di recente è stata insignita anche di numerosi riconoscimenti da parte di Robert Parker Wine Advocate a cominciare dal Kunst Stuck Cabernet Sauvignon Riserva 2015 che ha ottenuto 96 punti, per continuare con i vini della linea Quintessenz con 95+ (passito) e 93 (Cabernet Sauvignon, Sauvignon e Pinot Bianco), lo spumante Brut Nature 2013 con 92 punti e ancora i vini Project XXX dei quali il Resistant ha totalizzato 91 punti, il Metamorphosis 92 punti e Intothewood 91+. Il progetto XXX (eXplore – eXperiment – eXclusive) riguarda vini innovativi e unici prodotti in edizione limitata. L'obiettivo del progetto XXX è quello di dare spazio alla volontà di sperimentare dell'enologo e dare dimostrazione della spinta innovativa della Cantina. “Per me è molto importante mettere in pratica le nuove conoscenze teoriche e sperimentare qualcosa di nuovo. Cantina Kaltern me ne concede la possibilità, con l'obiettivo di sviluppare sempre di più i nostri vini” dice  Andrea Moser “talvolta questo rappresenta un rischio, ma maggiore è il rischio, maggiore è il potenziale per un risultato straordinario!”.

Cantina Kaltern inoltre è pioniera della biodinamica in tutto l'Alto Adige. Un gruppo di soci e di rivoluzionari sensibili a quest'approccio coltiva già oltre 15 ettari seguendo questa particolare forma di viticoltura biologica che determina la linea Solos. Ma il riconoscimento di cui Cantina Kaltern va più fiera è il Fair'n Green cioè il marchio della viticoltura sostenibile ottenuto a febbraio di questo anno per il quale è stata ufficialmente la prima cantina italiana, nonché la prima cooperativa, a fregiarsi del sigillo nato in Germania nel 2013, che da allora è stato scelto dalle più importanti aziende vitivinicole tedesche e aspira a diventare la più autorevole certificazione per la viticoltura sostenibile in tutta Europa. Lo standard Fair'n Green per la viticoltura sostenibile prevede che ogni azienda vinicola stabilisca dei processi tesi a migliorare in modo continuativo e in un'ottica di sostenibilità globale l'intera gestione, la cura dei vigneti, le operazioni in cantina e l'attività commerciale. Il tutto è completato da una serie di analisi tra cui la valutazione del bilancio ecologico e la determinazione della carbon footprint. Per potersi fregiare del sigillo, le aziende vinicole devono soddisfare rigorosi requisiti e, successivamente, devono dimostrare ogni anno di migliorare ulteriormente. La correttezza della certificazione è garantita da istituti indipendenti che operano secondo criteri scientifici. I principali obiettivi di Fair'n Green sono la tutela dell'ambiente e la viticoltura naturale, oltre alla promozione della biodiversità e alla salvaguardia delle risorse naturali. Inoltre, il progetto è teso a garantire salari equi e a promuovere l'impegno sociale in un contesto più generale di responsabilità sociale d'impresa oltre alla conservazione e allo sviluppo del paesaggio culturale che rientrano tra le finalità di maggiore importanza.