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Pubblicato in Vinitaly 2019
di C.d.G.


(Matteo Salvini - ph Ennevi VeronaFiere)

Si presenta da vero vip il vicepremier Matteo Salvini all'inaugurazione del Vinitaly.

Felpa color vinaccia con la scritta "Vinitaly" in bella mostra, regala selfie e sorrisi ai passanti, nonostante una cospicua mobilitazione della sicurezza. Arriva praticamente alla fine della consueta cerimonia del primo giorno della kermesse veronese in Sala Verdi al PalaExpo, appena dopo l'intervento del presidente della regione Veneto Luca Zaia e del collega ministro Gian Marco Centinaio. E per lui è l'occasione di lanciare qualche stilettata ai suoi predecessori. Pur non sapendo (o facendo finta di non sapere) che in sala c'è l'ex ministro Maurizio Martina. E di togliersi qualche sassolino dalla scarpa in direzione del collega Luigi Di Maio. "Il vino - dice Salvini - come gli uomini ha bisogno di spostarsi. E per farlo c'è un unico strumento, la Tav. Per questo vi annuncio che l'alta velocità Brescia-Padova-Verona, si fa. Adesso si parte sul serio". Giù applausi. "Abbiamo il prodotto migliore del mondo, ma se rimane in cantina che senso ha? - si chiede il ministro - Dobbiamo smetterla di fare analisi costi/benefici. Se l'avessero fatta i grandi imprenditori del passato, oggi forse non avremmo grandi vini come l'Amarone. Lasciamo spazio alla genialità italiana. Siamo per i "sì", basta con i "no"".

Poi sull'autonomia: "Il vino è territorio, l'Italia è bella perché è lunga e diversa - dice Salvini - Entro la primavera il primo mattone per l'autonomia del Veneto". Chiusura sul Def, il documento di economia e finanza: "Ci sarà il capitolo dedicato alla riduzione fiscale", assicura il vice-premier che poi non le manda certo a dire al governo precedente: "Sono qui per incontrare soprattutto i medi e piccoli produttori del vino italiano - dice - Parlo con tutti, non come quelli che parlavano solo con i grandi. Dicono che non siamo ben visti? Beh,visto come hanno fallito loro,meglio così".

G.V.


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