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Pubblicato in La degustazione il 07 Dicembre2018


(I whisky in degustazione)

di Marco Sciarrini, Roma

Cinque whisky e cinque piatti "stellati". 

Cena/evento a Roma presso il ristorante una stella Michelin Marco Martini Restaurant. Un giro del mondo con le migliori produzioni di whisky nel corso della serata organizzata dal Gruppo Bacardi Martini. Ad accompagnare i super-alcolici, i piatti  pensati apposta per esaltarne le peculiarità, realizzati per l'occasione dallo chef stellato Marco Martini. Giampiero Francesca e Massimo Macrì, de “I Maestri del Cocktail” e Cristina Folgore, whisky brand Ambassador del Gruppo Bacardi, hanno presentato la serata con curiosità, aneddoti e ricordi fra whisky e cucina viaggiando tra Stati Uniti, Irlanda, Scozia e Giappone.


(L'antipasto)

Prima tappa gli Stati Uniti, in particolare lo Stato del Kentucky, patria del bourbon, con aneddoti che raccontano la cultura del barbecue e quella del Mint Julep, che si fondono con le radici di questa terra, la battaglia di Fort Pleasant e la vita di Louisville. Cristina ha illustrato il whiskey bourbon Maker's Mark (raccontando anche il modo differente di chiamare il Whisky con una e in più Whiskey), servito in un cocktail, un Boulevardier firmato dal barman Daniele Gentili, che prevede, nella ricetta, 4 centilitri di Maker’s Mark Bourbon, 4 centilitri di Martini Bitter, 4 centilitri di Martini Rosso e una fetta d'arancia, servito in un bicchiere old fashioned precedentemente riempito di ghiaccio.

Si lasciano gli Stati Uniti, per fare tappa in Giappone, e Massimo introduce insieme a Cristina l’arrivo del whisky sulle coste del Sol Levante, l’approdo di un prodotto tanto caratteristico, in un mondo così lontano. L’epopea del malto giapponese inizia intorno agli anni '20. Il fondatore di Yamazaki, Shinjiro Torri, mandò un giovane studente, Masetsaka Taketsuru, in Scozia dopo la Grande Guerra per cercare di  imparare l’arte della distillazione studiando a Glasgow e lavorando in quattro diverse distillerie scozzesi. Nel 1920 sposò una scozzese e l’anno successivo ritornò in Giappone alla distilleria di Torri la Yamazachi, località sulle sponde del fiume Yodo a due passi dall’ex capitale Kyoto, i due iniziano a lavorare assieme a quello che qualche anno più tardi diventerà Suntory, il primo whisky giapponese. Cercare il segreto del successo di questo whisky significa immergersi nelle particolarità della terra e della cultura giapponese, a determinare la qualità del whisky made in Japan sono infatti la purezza dei corsi d’acqua e il clima nettamente distinto nelle quattro stagioni, che consente al whisky messo a invecchiare di arricchirsi ulteriormente. 


(Cannolo di baccalà)

A questo punto Cristina presenta il whisky  Toki, servito con un cannolo di baccalà, ceci rosmarino e camomilla. 

La stazione successiva è in Europa, in Scozia, per la precisione ad Islay e Giampiero racconta la sua esperienza e l'arrivo in quest'isola, il ferry da Kennacraig, attraversando un mare burrascoso, per scoprire le distillerie, i villaggi, la cittadina di Bowmore con la sua chiesa rotonda ed essere pervasi di fumo e salsedine. Solo assaporando davvero l’esperienza in un terra tanto selvaggia e particolare si può capire davvero cosa sia il whisky torbato. Tocca quindi a Cristina presentare, in questo caso, due whisky, gli scottish Bowmore 12, la cui prima distilleria risale al 1779  e Aberfeldy 12, i whisky scozzesi portano per la maggior parte nomi di provenienza Gaelica come ad esempio Bowmore che significa la più bella perla del porto, abbinati a due piatti,


(Risotto)


risotto cacio e pepe, frutti di mare e lime


(Maialino)

ed un maialino, mela patate e senape.

Massimo, ci ha condotto all’ultimo appuntamento, l'Irlanda, attraverso una serie di brevi aneddoti dedicati a questa terra e Giampiero ha raccontato il proprio viaggio in Irlanda, alla scoperta delle distillerie e il ricordo, fra le strade tortuose del Connemara, le incredibili rocce delle Giant’s Causeway e le scogliere a strapiombo delle Cliff of Moher, le magiche atmosfere irlandesi.

E’ Cristina che ci fa assaggiare l'ultimo whisky, il Connemara, in abbinamento  con i dolci, presentati come piccola pasticceria e un cannolo di mont-blanc.


(Cannolo di Mont-blanc)

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