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    L’EVENTO/2

cannolo77.jpgTre tipologie a confronto, tre storie per una manifestazione che si è svolta nel Cilento

Il cannolo
delle due Sicilie


Il suo nome deriva da “canna”. Su questa veniva infatti avvolta la pasta per essere fritta e riempita di ricotta e canditi. Difficile non indovinare, stiamo proprio parlando del cannolo siciliano. La prima specialità nostrana che i turisti chiedono non appena sbarcati sull’Isola.
Specialità che ha i suoi antagonisti. Esiste infatti il cannolo napoletano ed il cannolo cilentano. Non vantano certo la storia del nostro cannolo, ma a questo si sono ispirati “condendoli” con i prodotti della loro terra.
Tre tipologie dunque di cannolo che diventano paradigmi dello sviluppo del Mediterraneo e del Mezzogiorno. “I cannoli del Regno delle due Sicilie” è il titolo della manifestazione che si è svolta a Villamare, nel Cilento, dal 27 al 30 agosto. A rappresentare la nostra terra Alessandro Costa, titolare del noto bar Alba di Palermo. «Il cannolo - commenta - è il dolce più conosciuto e di conseguenza il più esportato. Circa quindicimila ne spediamo annualmente al Nord Italia. Una richiesta che si concentra soprattutto durante le festività natalizie e pasquali». Ricotta di pecora, canditi, cioccolato fondente e zucchero sono gli ingredienti per il ripieno. Ma la vera specialità è nella sfoglia. «Acqua, farina, cacao, zucchero, sale, strutto, marsala. - elenca Costa - Ma a conferirgli quel sapore particolare - confessa - e quelle bollicine sulla crosta è l’aceto».
Diverso è il ripieno del cannolo del Cilento. Alla ricotta vengono infatti uniti miele e fichi. L’impasto è invece a base di nocciole. Una ricetta nata da un’idea di Enzo Crivella, “talent scout” di prodotti e piccoli artigiani, e con la supervisione tecnica del Maestro pasticciere Salvatore De Riso. Il cannolo napoletano, rappresentato dalla pasticceria Scaturchio, consiste infine in una pasta brioche fritta riempita di crema.
Una goduria dunque per il palato che esprime nello stesso tempo originalità e creatività, tradizione ed innovazione. Tre prodotti simili ma unici nell’espressione di aree vaste piene di storia da raccontare.



Sandra Pizzurro

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