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Pubblicato in Dove mangio il 09 Settembre2019


(Gianluca Rosano Wayne)

di Michele Pizzillo, Milano

Ci sono due aspetti da osservare appena si entra da Otium; e, un altro, fuori dal ristorante (che è già una panoramica suggestiva) ma dopo essersi immersi nell’atmosfera interna. 

Cominciamo dall’ambientazione creata dall’architetto Nick Maltese, ispirandosi al pittore Giorgio De Chirico e al tema surreale “tra archi, erotismo delle forme, strutture metafisiche dedicate alle figure dell’uomo e soprattutto della donna, quasi un sogno erotico ed elegante, che si ritrova nelle lamelle del soffitto che richiamano alle sinuosità del corpo femminile in dolce attesa, come in un ideale ponte di collegamento agli antichi alchimisti, studiosi del corpo umano”. Il locale riprende anche le arcate della piazza di Ferrara, città dove visse De Chirico, che dipinse in molte sue opere. Poi c’è un passaggio dalla Capitale, con la riproduzione dell’unica colonna bizantina esistente a Roma, riprodotta uguale nella grandezza di un tempo, ma in ferro e con oltre 300 pezzi, creando una vera e propria opera d’arte frutto dell’attività artigianale Made in Italy. Marmi di pregio italiani, velluti, tecnologia di alta qualità e, soprattutto concepito come locale a basso impatto ambientale e a basso spreco energetico.


(Gli interni)

E, con un primato tutto da sottolineare: è il primo ristorante creato in un palazzo ideato dal famoso architetto Gio Ponti – firma di numerosi palazzi milanesi, come il grattacielo Pirelli - e Valerio Tremiterra e i soci che hanno voluto creare un grande locale dove ci sia l’offerta del business lunch ma, soprattutto, cenare, bere, assistere a show con performer internazionali, divertirsi. Perché, dice Valerio, “la gente ha abbandonato lo spirito della discoteca e si dirige in un’unica location dove mangiare piatti di qualità, scegliere un signature cocktail dalla drink list, guardare lo show, divertirsi, tutto in un unico luogo contestualmente”. Questo è Otium, locale ubicato nel centro di Milano, a ridosso del Palazzo della Borsa e quindi nel cuore della finanza di Milano che la sera, con gli uffici chiusi, sembra quasi un deserto se non fosse per l’oasi “Otium”, locale dove non si parla di business, ma si viene per rilassarsi”.


(Esterno del locale)

Poi c'è un'altra cosa da osservare, quando si è dentro al locale: lo chef  Gianluca Rosano Wayne che propone la cucina italiana – o meglio, mediterranea - con contaminazioni di eccellenze etniche, piatti fusion, ricerca di prodotti di qualità nel rispetto della materia prima e della stagionalità, per la massima valorizzazione della cucina del nostro Paese. Tra le contaminazioni con la cucina del mondo, spiccano alcuni piatti a base di peperoncino peruviano, il rocoto, o aji amarillo. Non mancano le ispirazioni dall’Asia e Sudamerica, come il filetto di black angus con variazione di funghi, cavoli e salsa nikkei, il tataki di black angus in salsa in salsa anticucho di peperoni cruschi. Alla Francia è riservata la terrina di foie gras. Tra gli antipasti, da segnalare la tartare di dentice, guacamole, tagliatelle di seppie e quinoa croccante, lo sgombro affumicato, piselli al wasabi, salsa teriaky e pepe sansho, l’entranha di black angus, purea di mele e zenzero e peperone crusco. Ottimi i crudi di mare, abbinati alle varie salse, secondo il proprio gusto. 


(Risotto Milano)

Tra i primi, spaghetti di Gragnano coulis di ricci di mare e nduja; i veri, unici e originali ravioli cacio e pepe, lime, bottarga e tartare di gamberi di Mazara, piatto firmato e ideato da Gianluca (il papà è originario di Gela) e che già molti hanno cercato di copiare. 


(Petto d'anatra affumicato)

Dal 20 settembre entra in pista il menu invernale, con novità come il golden steak cucinato alla brace e ricoperto con foglia d’oro, petto d’anatra affumicata con prugne marinate al Pisco cavolfiore e mandorle, il Sashimi di salmone leche de tigre al topinhambur, con variazioni di peperoni, mais cancha, la tartare di scampi, zucca, foie gras mele e aceto balsamico e  il sushi all’italiana con riso rosso Ermes branzino, gamberi di Mazara pere stracciatella e fusion alla soya. Tra i primi, risotto Milano con astice frollato e riduzione di fichi e tosazu e la pescatrice cotta a bassa temperatura, zucca e brodetto unami.


(Ostrica alla brace)

“Grazie alle esperienze fatte in giro per il mondo ho potuto sperimentare vari tipi di cucina che mi permettono di raccontare le culture dei vari Paesi - dice Rosano Wayne, con al fianco il sous chef Luigi Codispoti -. Ma, sempre con il massimo rispetto delle materie prime, stagionalità dei prodotti, studio approfondito degli alimenti e loro provenienza”. Otium propone anche piatti vegetariani, per intolleranti al lattosio e gluten free e al tavolo è possibile controllare la scheda tecnica delle intolleranze a disposizione di tutti i clienti.  

Otium 
Via Gaetano Negri angolo Via Santa Maria Segreta - Milano
T. 02 82785398
www.otivmmilano.it
Chiuso: domenica
Ferie: variabili, in inverno
Carte di credito: tutte
Parcheggio: no

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