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Pubblicato in Il vino della settimana
di Redazione

Grillo.

Dell’azienda Baglio del Cristo di Campobello questo giornale ha più volte scritto. Per cui i nostri attenti lettori sanno già che i componenti sono il papà Angelo e i figli Domenico e Carmelo. Conoscono che Angelo dall’alto dei suoi 76 anni è l’ispiratore, l’anima, il supervisore, il jolly, che Domenico si occupa di più della commercializzazione e del marketing e che Carmelo si dedica principalmente della campagna e della cantina. Abbiamo detto “principalmente” perchè nella realtà i fratelli sono intercambiabili e anzi spesso trovate solo Carmelo nello stand dei vari eventi sul vino, a cui l’azienda non manca mai nonostante le sue dimensioni medio-piccole e il suo grande successo per cui la produzione annuale va via presto. Sanno perfettamente che il nome deriva da un grande Crocifisso, molto venerato, che domina la campagna che è soprannominata “du Cristu”.
 
Un’azienda che partendo da una campagna generosa e predisposta ha saputo interpretarla al meglio impiantando le varietà più adatte, magari ricavandole dai migliori cloni già presenti; ha realizzato una bella e modernissima cantina che ha coniugato la più antica tradizione alle tecnologie più attuali (freddo, tini legno-acciaio, computerizzazione). I Bonetta, con umiltà, non si sono fermati alla loro pluridecennale esperienza in vigna e in cantina, per cui si sono affidati alla consulenza di quanto di meglio possa offrire il mercato e con gusto e creatività hanno anche curato particolarmente l’immagine, il packaging e le relazioni ben consapevoli che nell’epoca dell’apparire non basta fare un buon prodotto ma bisogna anche saperlo presentare e vendere.

Da tutto ciò scaturisce che nonostante la giovanissima età, il primo anno di produzione è stato il 2007, il successo sia stato clamoroso, sia per gli esperti che hanno distribuito premi e menzioni a iosa sia per i consumatori che vi hanno trovato un’eccellenza commista ai giusti prezzi. Per rinfrescarvi la memoria o aggiungere altre informazioni non potete trascurare di leggere QUESTO breve articolo. Aggiungiamo che nel frattempo le bottiglie prodotte sono diventate 300.000, cioè il massimo della potenzialità aziendale, le etichette  sempre otto,  senza cedere alla riprovevole tentazione di aumentarle, che l’Adenzia Rosso è diventato di NdA e Syrah senza il Cabernet, che nell’Adenzia Bianco oltre al Grillo c’è l’Insolia e non più lo Chardonnay. Cioè sono stati sostituiti gli internazionali a favore degli autoctoni. Continua senza soste la sperimentazione per migliorare sempre più la personalità e la naturalità dei vini, per ottenere una maggiore sostenibilità ambientale.
 
Ora concentriamoci su Lalùci (la luce) un Grillo che utilizza già al primo anno la nuova DOC Sicilia. Proviene dai 4 ettari ricavati da innesti provenienti dai vecchi esemplari esistenti. I terreni sono per metà bianchi, ricchi di gessi, una densità di 4.000 piante/ha e una resa di 90q/ha. Uve raccolte a mano in piccole cassette, diraspate e portate a macerare a temperature basse. Dopo la pressatura soffice e la fermentazione il mosto sedimenta a freddo e riposa per circa tre mesi nelle fecce fini e per almeno altri 2 in bottiglia.

LaLùci nel calice è giallo paglierino non intenso. Al naso si esprime con note minerali, fiori di campo, pesca e poca albicocca. E’ un Grillo che evidenzia essenze pietrose, saline più che fruttate e floreali, che è pura espressione della terra su cui nasce. Al palato risaltano maggiormente la struttura, il corpo generoso e fitto; anche qui si avvertono il sapido e la mineralità impregnati da una fresca acidità e arricchiti da una splendida armonia. Al retrogusto, lungo, si sentono gli agrumi. 13 i gradi di alcol.
 
La grande struttura fa sì che questo vino bianco si può tranquillamente apprezzare anche a temperatura ambiente. Anzi giocando con le temperature si può ampliare la sua capacità di abbinamento, da piatti più complessi a quelli più delicati e freschi. Noi l’abbiamo assaporato con una minestra di lenticchie, con un petto di pollo grigliato, con uno squacquerone. Sono 32.000 bottiglie che in enoteca hanno un prezzo di 13 euro.

Baglio del Cristo
di Campobello 

Contrada Favarotta
Strada Statale 123 Km. 19,200  
92023 Campobello di Licata (Ag)
tel. 0922 877709
www.cristodicampobello.it





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