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Pubblicato in Il vino della settimana il 27 Giugno 2015
di C.d.G.

 

Catarratto Terre Siciliane Igp.

Ci sono persone che appena collocati in pensione cadono in depressione e in paranoia. Non è questo il caso di Nino Cossentino che quando nel 1995 andò in quiescenza rinacque anzi a miglior vita. Decise di occuparsi a tempo pieno dell’azienda agricola della sua famiglia e di quella di sua moglie, che avevano il pregio di essere confinanti. Erano 16 ettari di monovitigno di catarratto più altri 4 principalmente ad ulivi. Fino ad allora si vendevano le uve, ma Nino comprese che bisognava cambiare registro, fare vino buono ed arrivare all’imbottigliamento.


(Catarratto ad alberello)

Parte col piede giusto iniziando a sperimentare con la consulenza dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino, oggi diventato del Vino e dell’Olio (Irvo). Estirpa la maggior parte del catarratto immettendo nero d’Avola, grillo, chardonnay, cabernet e syrah, ma lascia le viti migliori del catarratto, quelle allevate ad alberello. Contemporaneamente inizia a realizzare la cantina e, dopo aver vinificato e confezionato presso terzi, dal 2006 ha il piacere di mettere sul mercato le sue prime bottiglie, tutte fatte in casa. Oggi i vigneti sono arrivati a 22 ettari suddivisi nelle contrade Cresta di Bisaccia e Lavatore, nelle colline partinicesi a quote tra i 350 e 450 metri. Fin dall’inizio punta sul biologico per tutti i suoi vini che comprendono oggi 13 etichette che per metà si vendono all’estero. Il figlio Francesco si occupa della commercializzazione mentre la consulenza agronomica è di Roberto Favata.


(Nino e Francesco Cossentino)

Nella sperimentazione Cossentino, sempre sotto la guida dell’Irvo, ha messo a disposizione ben un ettaro per verificare quale moscato, tra vari cloni e cultivar, fosse più adatto alla coltivazione in quell’areale. Il risultato ha visto vincitori i moscati bianco e rosa che saranno a breve posti in commercio.
 
Degustiamo il Gadì, nome dalle iniziali del suocero, un catarratto, ripetiamo biologico, dalle migliori uve che provengono per metà dalla vigna ad alberello. Raccolte a mano, diraspate, pressate dolcemente, raffreddamento per illimpidire, niente malolattica. Solo acciaio e a fine marzo il vino è pronto per essere imbottigliato. Vinificazione separata per vigna, come consuetudine della casa.

 

Nel calice il colore è giallo paglierino. All’olfatto è fine, elegante, profumato di fiori e di frutta: agrumi, limone e cedro su tutti, pesca, ananas, mandorla, intenso ma non stucchevole nel naso, interessante ed invitante. Se al naso colpisce in bocca è addirittura migliore, sapido ma non salato, minerale, acidità al punto giusto, armonico e un retrogusto moto lungo e amabilmente amarognolo. Che il catarratto possa dare vini di fascino, questo ne è un esempio.

 

Abbiniamolo, oltre a piatti a base di pesce, con delle margherite al pesto, con una frittata alle erbette, con una vastedda del Belice. Sono 12 mila bottiglie che troverete in enoteca ad 8 euro. Li vale tutti.
 

Cossentino
contrada Lavatore
90047 Partinico (Pa)
tel. 091 6195155
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www.cossentino.it

 

 





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