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Pubblicato in Il vino della settimana il 13 Gennaio 2018
di C.d.G.

 

di Federico Latteri

Ci troviamo nel cuore della Gallura, a Luogosanto, piccolo borgo medievale situato a 320 metri sul livello del mare in un’area ricca di boschi e macchia mediterranea. 

Siddùra è una giovane azienda nata con l’obiettivo di produrre vini che siano l’espressione pura dei territori da cui provengono. La proprietà, acquistata nel 2008, si estende per circa 200 ettari, di cui 22 vitati. Al suo interno si trovano diversi edifici ben inseriti nella campagna circostante e la cantina interamente realizzata sotto il livello del terreno. Il vecchio stazzo è stato ristrutturato e trasformato in un ambiente accogliente con la sala degustazione. Il nome è lo stesso dalla località, Siddùra, così chiamata per la particolare conformazione a sella.


(L'ingresso della cantina sotterranea)

Questa parte della Sardegna è caratterizzata da un suolo ricco di sabbie derivanti dal disfacimento delle rocce granitiche e da un microclima dovuto al buon numero di ore di sole, alla fitta vegetazione circostante e all’azione della brezza marina. Luogosanto, in particolare, è un posto leggermente più caldo rispetto alle zone limitrofe. Ciò fa si che qui si ottengano vini di maggiore potenza grazie ad una maturazione più spinta. La filosofia aziendale è molto chiara, come ci spiega l’amministratore delegato Massimo Ruggero: “Il nostro obiettivo è fare alta qualità che deve essere ciò che identifica il brand Siddùra sul mercato. La comunicazione è fondamentale, ma poi ci deve essere la conferma fornita dal livello dei vini. Ci sono degli standard qualitativi al di sotto dei quali le uve non vengono utilizzate, così come i vini non possono essere immessi in commercio”.


(Massimo Ruggero)

Prezioso il contributo dell’enologo Dino Dini, allievo di Giacomo Tachis e dell’agronomo Luca Vitaletti che utilizza un originale sistema per il monitoraggio costante della fisiologia della vite. Le bottiglie prodotte annualmente sono 200 mila, divise tra 8 etichette, alcune delle quali fatte con uve provenienti da altre località come Usini per il Cagnulari o l’area di Sorso-Sennori per il Moscato. Sono tre i bianchi, tutti Vermentino di Gallura Docg: lo Spèra più fresco, il Maìa più importante e il Bèru maturato in barrique. I rossi sono quattro: il Bacco da uve Cagnulari, il Cannonau di Sardegna Doc Fola, il Tiros da Sangiovese e Cabernet Sauvignon e l’Erema. Completa la gamma il Nùali, un Moscato passito.

Ci è piaciuto molto il Vermentino di Gallura Superiore Docg Maìa 2015, un bianco che ben esprime la ricchezza del vitigno in questo territorio. Il suo nome significa magia in gallurese e vuole sottolineare la capacità di trasportare attraverso una bottiglia profumi e sapori di un luogo. Le uve prima di essere pressate vengono raffreddate e lasciate a macerare in serbatoi di acciaio per 2 -3 giorni. In questo modo viene favorita l’estrazione dei precursori aromatici contenuti nelle bucce. La fermentazione a temperatura controllata dura 20 giorni. Segue l’affinamento sulle fecce fini.

Nel calice il vino si presenta di colore giallo paglierino carico con riflessi dorati. Al naso è intenso e variegato con frutta a polpa gialla, sentori di macchia mediterranea e cenni agrumati. Il sorso è fresco, pieno e dotato di ottima corrispondenza con l’olfatto. La consistenza, dovuta anche al calore dell’annata, è comunque snellita dalla buona progressione e dalla nota sapida che cavalca un finale molto lungo. Può andare avanti nel tempo per qualche anno. Si abbina bene a piatti della cucina di mare di una certa consistenza. Da provare con sushi, sashimi e altre preparazioni orientali a base di pesce. Si trova in enoteca al prezzo di 22 euro.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Siddura
Località Siddura
07020 Luogosanto (Ot)
Tel. +39  079 6573027
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.siddura.com


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